Bortoluzzi, Liedholm e Biagi. Un saluto a 3 amici

novembre 14, 2007

Italo CucciUn conto è scrivere i coccodrilli, un conto perdere gli amici, i compagni di viaggio, i punti di riferimento del tuo mondo. L’esercizio di bella scrittura lascia posto al dolore e, perché no?, al timore. Un altro che se ne va, un altro ancora. Nel giro di poche ore, Roberto Bortoluzzi, Nils Liedholm e Enzo Biagi – tre signori degli anni Venti – hanno chiuso la loro storia lasciando unanimi rimpianti espressi in lacrime e parole. Tante parole. Per Biagi, una sorta di lutto nazionale. Per Lidas, il cordoglio di due città, Milano e Roma, portato in Europa dal Milan e dalla Roma nelle notti di Champions League ed esteso al popolo del calcio. Per Bortoluzzi, un addio con grande riservatezza, nello stile della sua esistenza. La magica voce di Tutto il calcio minuto per minuto, colonna sonora della domenicale messa pallonara per una trentina d’anni, era stata archiviata nel 1987 e non era stata identificata con un volto, come prima o poi era capitato a tutti, a Ciotti, a Ameri, ai passeggeri della stravagante corriera radiofonica. Però restava integro il ricordo dei suoi rapidi annunci, dei suoi interventi senza sbavature, degli ordini signorili ma secchi che impartiva dalla cabina di regìa agli annunciatori di drammi e trionfi fra i quali spiccava Ezio Luzzi, il primo urlatore della storia dei media oggi, compagno allegrone di Bassignano nella radiosatira Ho perso il trend. Per il pubblico era stato una guida sicura nell’intricata giungla dei gol, per il giornalista sportivo il garante della notizia che doveva esser certa, per il calcio il notaio che assicurava la regolarità del torneo. E’ tutto un fiorire di rievocazioni dei ruggenti anni Sessanta, ma prima, prima, che cosa vi siete persi. Ad esempio il calciatore Nils Liedholm, le cui ultime imprese – aveva ormai quarant’anni – Bortoluzzi fece cantare dai suoi ancor giovani menestrelli nella primissima stagione di Tutto il calcio. Io l’ho conosciuto bene, il Barone, e per un atto d’omaggio che si doveva alla sua civetteria, non gli ho mai detto che era uno dei miei idoli fin da ragazzino; mi sono proposto all’allenatore Liedholm come cronista/allievo e più tardi, affiancandolo in una trasmissione televisiva, l’ho praticamente raggiunto: è il gioco dell’età, il tempo che passa rende contemporanei se non coetanei, i vent’anni che ci separavano all’inizio della storia s’erano dissolti. Leggi il seguito di questo post »

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