Figli bulli, genitori peggio ancora

casa.jpgE se la colpa fosse anche, se non soprattutto, nostra, di noi genitori? Marco Imarisio, oltreché ottimo cronista del Corriere della Sera, anche scrupoloso papà, ha scritto un libro: “Mal di scuola”. Il testo affronta il tema del bullismo in classe e prende un punto di vista particolare, diciamo di parte: quello dei docenti. E’ un’operazione necessaria perché troppo spesso non si considera quanto i comportamenti sbagliati e talvolta devianti vengano dritti dritti proprio dalla famiglia d’origine. Ebbene alcuni episodi del libro di Imarisio, dal pestaggio al preside Ugo Castorina di Bari al quartiere napoletano di Barra, sembrano surreali e sono tuttavia autentici. I genitori spesso sono i primi a non sapere giudicare i propri figli, ad avallare le loro insensatezze e i loro vizi. Basti pensare alla reazione normale che hanno quando vengono sequestrati i telefonini in classe o devono firmare una nota di disciplina. Come spiega nel libro una prof di Lettere a Cagliari: «Ci sono alcuni genitori che riducono la partecipazione alla vita scolastica a una mera ingerenza. Al non voler accettare che i figli possano subire delle sconfitte». Poco educati alle frustrazioni, ricchi nel senso di educati al consumo, i nostri figli respirano il bullismo fin da bambini? In un certo senso, sì. E d’altra parte c’è spesso un atteggiamento della scuola pubblica e degli stessi docenti nei confronti di noi genitori che non va dimenticato e che anzi andrebbe corretto: una diffidenza di fondo verso le famiglie dei ragazzi. I padri e le madri hanno diritto a partecipare alle scelte educative della scuola, a dire la loro, a discutere, a condividere. Tanti anni fa si cercò di introdurre questo principio con i cosiddetti decreti delegati, che però non approdarono a nulla. La partecipazione delle famiglie fu limitata a qualche consiglio d’istituto, a qualche ratifica di bilanci.Manca ancora la coscienza che la scuola è di tutti, non è più quel servizio sociale di alfabetizzazione delle masse di un secolo fa. Dovrebbe essere un luogo moderno di educazione, di comunicazione dei valori condivisi, anche di sacrificio e disciplina. Tutte cose che dovrebbero spingere a rompere le barriere fra genitori e prof, in nome dell’interesse dei ragazzi. Non per metterci al loro piano, ma anzi per tirarli fuori. Per farli, finalmente, crescere.

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7 Responses to Figli bulli, genitori peggio ancora

  1. Tina ha detto:

    Senza dubbio i genitori, con il loro esempio, i loro modi di fare, con il loro porsi agli altri, sono i primi a porre le basi per una crescita sana, serena, onesta dei loro figli. Infatti, generalmente, ad un comportamento sbagliato dei figli corrisponde un altrettanto sbagliato modo di essere dei genitori. Un esempio (non certo piccolo)? Basta guardare il comportamento dei Sigg. Giuliani (G8 Genova), pur nell’evidenza degli atteggiamenti delinquenziali dei figlio, invece di recitare per l’intera loro vita il “mea culpa” – per averlo educato in maniera sicuramente sbagliata – invece di ritirarsi a perenne vita privata, cosa fanno? scendono “in piazza” istigando altri . . . come chiamarli? sfortunati? disgraziati? io li chiamerei semplicemente DELINQUENTI all’odio ed alla violenza eleggendo quel loro povero, disgraziato figlio a “martire”. Oggi abbiamo avuto un’altra morte, quella di quel ragazzo, tifoso laziale, in un’area di sosta dell’autostrada Roma-Firenze. Pare sia stato colpito, accidentalmente, da un colpo sparato da un rappresentante delle Forze dell’Ordine. Che dire, mi dispiace moltissimo. Ma tutta quella distruzione, quell’accanirsi contro tutto e tutti, quella “caccia al poliziotto” (ed ora anche al giornalista) cosa c’entra? Ma perché la stessa cosa non é avvenuta dopo la morte, per esempio, di quel povero padre di famiglia, Raciti? o per la Signora Giovanna (uccisa a Roma a Tor di Quinto), o per la sparizione della piccola Denis, o per la morte di un bimbo dovuta ad una ingessatura malfatta ad un braccio? o per . . . . . . .

  2. Lorenzo Grossini ha detto:

    sul discorso calcio e gli episodi di ieri comincio ad anticipare i due editoriali che ci saranno domani in prima pagina sul nostro quotidiano. Quindi ricordatevi di scaricare il giornale domani mattina.

  3. Lorenzo Grossini ha detto:

    Come preannuncirato, i due editoriali li potete leggere qui e qui sul blog oppure scaricando il nostro quotidiano.

  4. Amelia ha detto:

    A proposito di genitori e del loro ruolo nella scuola e nell’educazione dei figli, vi inoltro questa significativa missiva arrivata alla mia Dirigente scolastica che l’ha trasmessa poi al Consiglio di classe di cui faccio parte.
    Siamo venuti a sapere che anche un altro genitore della stessa classe – con il figlio a rischio bocciatura- era pronto a mandarne una simile (forse qualcuno le distribuisce garantendone i risultati) ma la reazione a dir poco vivace dei docenti ha causato un opportuno ripensamento.

    Efficace o no, questa lettera è comunque altamente significativa di un clima generale di interferenza dei genitori in campi che non sono di loro competenza, oltre che della loro ignoranza e della loro malafede.

    Naturalmente non entro, in questa sede, nel merito delle accuse assolutamente ingiustificate rivolte agli insegnanti che , per fortuna, hanno sempre preso nota delle valutazioni e degli interventi.

    Faccio notare che gli errori presenti nel testo sono…originali !

    **********
    Roma, 10 maggio 2008

    Noi sottoscritti XX e WW, genitori dell’alunno XY iscritto alla classe prima media sez. A di codesto istituto, desideriamo comunicare quanto segue.

    A febbraio 2008, a seguito della pagella del primo quadrimestre, siamo venuti a conoscenza della difficile situazione scolastica di nostro figlio. A questa ha fatto seguito una lettera in cui ci si invitava a comunicazioni circa il profitto dello stesso. In conseguenza di quanto sopra, abbiamo avuto singoli colloqui con i professori, che ci hanno consigliato di aiutarlo nello studio, ventilando l’ipotesi di una bocciatura (per inciso — la lettera arrivava dopo varie settimane trascorse senza alcuna valutazione scritta ne orale).

    Sin dalla pagella, abbiamo quindi provveduto immediatamente a fornirgli un’assistenza quotidiana nello studio a casa, sia personalmente che con l’ausilio di insegnanti privati, e abbiamo constatato un miglioramento nel profitto sia nello scritto, sia nell’esposizione orale, sia nella capacità di concentrazione e apprendimento.

    Purtroppo, come hanno rilevato i professori nei test d’ingresso, la preparazione di partenza di VVV— fornita dalle scuole elementari – è risultata insufficiente. Tuttavia, grazie al nostro impegno e a quello notevolissimo del bambino siamo riusciti migliorare globalmente il profitto.

    Per tutto quanto sopra, non riterremmo pertanto giusto, né pedagogicamente utile che, nell’ambito della scuola dell’obbligo, un alunno che, a partire da una difficile situazione di partenza, ha migliorato il profitto, dimostrando un grandissimo impegno personale, non venga ammesso alla classe seconda.

    I professori non hanno saputo riferirci quali siano gli obiettivi minimi richiesti dalla legge per ogni disciplina e quale tipo di intervento è stato messo in atto per raggiungerli.

    Facciamo notare a riguardo che nostro figlio ha frequentato il corso di recupero per la lingua inglese, ma non ha potuto purtroppo frequentare gli altri perché gli orari da voi proposti non erano compatibili con gli orari delle lezioni pomeridiane della sezione xxxxxx.

    Riteniamo che il diritto allo studio debba comprendere anche la programmazione di un percorso didattico individualizzato per bambini normo-dotati ma con capacità di apprendimento diverse.

    Desideriamo pertanto conoscere quali iniziative didattiche specifiche siano state intraprese per favorire il recupero di VVV, nonché quali sono gli obiettivi minimi richiesti dalle legge per le varie discipline.

    Con riferimento a quanto detto sopra, riteniamo che da alcuni professori non sia stata posta in essere alcuna iniziativa didattica specifica per favorire il recupero. Anzi, in alcuni casi la prospettiva della bocciatura ci è stata prospettata sin dal primo colloquio dell’anno, lasciando adito al ragionevole dubbio di una possibile valutazione preconcetta.

    In conclusione, desideriamo ribadire che un’eventuale bocciatura in prima media, nonostante le difficoltà di partenza, nonostante gli evidenti miglioramenti, nonostante l’impegno assiduo e la maturità dimostrata dall’alunno, nonostante l’apparente mancanza di specifiche iniziative di recupero da parte dei docenti, rappresenterebbe un grave contraccolpo personale e psicologico per VVV, nonché una palese violazione del diritto allo studio. Se malauguratamente ciò dovesse verificarsi non avremmo pertanto altra scelta che rivolgerci agli organi competenti per una corretta valutazione del caso.
    Cordiali saluti
    XX
    WW

  5. antonio ha detto:

    sono Antonio Gasperi, insegno in un istituto superiore della provincia di Venezia e appartengo alla Gilda degli Insegnanti.
    la discussione è interessantissima, come sempre quando i punti di vista sono diversi, sia dal punto di vista istituzionale che ideologico. Non entro per ora nel merito del discorso, delicatissimo, sul “bullismo”, etichetta che qualcuno rifiuta considerando un fenomeno così strettamente dipendente sia dal contesto sociale che dalla personalità individuale da non poter essre generalizzato.

    questo intervento è diretto invece al titolare del blog, il dott. Marco Imarisio, che mi piacerebbe contattare di persona per un eventuale dibattito a Venezia in settembre, di cui potrebbe essere una parte.
    dato che non posseggo un suo indirizzo persoanale, se è disponibile la prego di contattarmi via mail.
    la ringrazio in anticipo per l’attenzione
    Antonio Gasperi

  6. monica ha detto:

    Sono stata incariocata da una scuola superiore di fare una breve rappresentazione teatrale (massimo 20 minuti) sul bullismo, che porti, ovviamente,ad una presa di coscienza da parte dei ragazzi del comportamento che gli stessi assumono in classe. Qualcuno può aiutarmi? Purtroppo io non ho alcuna competenza teatrale, per cui mi è difficle anche creare un copione. Grazie in anticipo

  7. giosby ha detto:

    Il bullismo di massa: attenti al bullo che è dentro ognuno di noi!
    http://www.giosby.it/2008/09/23/i-bulli-siamo-noi/

    Una rappresentazione teatrale? Bella cosa! Meglio un piccolo psicodramma con bullo e vittima che recitano la parte e poi si invertono i ruoli …

    Interessante!

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