Forza Bertinotti, te lo dice un moderato

aprile 27, 2007

GiornaleSpero di non deludere qualche moderato rivoluzionario se confesso la mia simpatia umana e politica per Fausto Bertinotti. Il personaggio, liquido in due parole la simpatia umana, ha una densità rara rispetto a un establishment avaro di passioni e di generosità e anche la sua attrazione per la dimensione religiosa non è né truccata né si esaurisce nell’intimità di un’improbabile conversione. Il compagno Fausto ha semplicemente scoperto, nel divenire delle età della vita, quanto lo spazio della politica sia ridotto rispetto alla vita stessa, quanto ci sia altro al di fuori di partiti, direzioni, assemblee. Certo: Bertinotti è anche un inguaribile narcisista (mi fate il nome di un leader contemporaneo immune da questo virus?), talvolta la spara grossa sapendo che poi bisogna trattare, non ha un senso delle istituzioni, che per noi moderati è una religione laica, tale da contenere il suo diluvio di prese di posizioni in ambiti e con argomenti che non competono al presidente della Camera. E comunque ne riducono lo spessore di neutralità.
Quanto alla simpatia politica, provo a spiegarla con un solo parametro, il più attuale. Come avevamo bisogno, per tutti, di un Partito democratico, così è utile, per tutti, il profilarsi di una nuova casa alla sinistra del Pd. Non fosse altro per mettere un punto e capo in quella frammentazione di capi e capetti neocomunisti che ricordano molto da vicino la chimica dei partiti-persona di una democrazia sudamericana. E se un processo di unità nella sinistra radicale si sta mettendo in moto, soltanto Bertinotti, con la sua guida da leader accompagnatore, può esserne il garante o il regista dietro le quinte, fate voi. Sotto questo punto di vista anche la scissione dei Ds, lacrime e amarcord lasciamoli agli archivi televisivi, è un fatto positivo perchè aumenta le possibilità del “nuovo soggetto a sinistra” (rubo la definizione a Franco Giordano, l’erede sul campo di Bertinotti) e vedremo da oggi se e come i comunisti italiani hanno voglia di giocare la stessa partita. A che serve, visto con gli occhi dei moderati, un nuovo contenitore della sinistra radicale? E’ indispensabile, per esempio, per filtrare, asciugare, isolare, l’ampia (ripeto:ampia) zona grigia di quella sinistra che, al contrario di Bertinotti, non ha rinunciato all’uso della violenza nella lotta politica. L’ombra quotidiana delle Brigate Rosse, l’ambigua prassi di tanti centri sociali, i cortei filoarabi con gli incivili slogan antisemiti, e potrei continuare a lungo nell’elenco degli angoli della zona grigia, sono pezzi di un antagonismo che può trovare un argine soltanto attraverso una proposta politica, cioè nell’ancoraggio di un partito della sinistra radicale. Un partito che può nascere solo sotto la stella del carisma di Fausto Bertinotti.