Ogni ortaggio apparso in questo video è stato volutamente maltrattato

marzo 28, 2007

Sottotitolo – Bullismo dal verduriere. Cosa potrebbe dire il responsabile di una ipotetica associazione per la difesa delle verdure, diciamo una Peta fatta apposta per i cavoli, se gli dovesse per caso cadere l’occhio sul titolo di queso post? Nessuno ha mai pensato ai diritti di un’anguria? Nessuno. E ciò torna molto utile a tutti i sound designer là fuori. A sbugiardare le infamie che da anni vengono perpetrate ai danni dei frutti della terra e che li sottraggono alle tavole dei cristiani (e non) di tutto il mondo, sono stati i ragazzi della software house Digital Extreme. Nel video (realizzato durante la lavorazione del gioco Dark Sector) che trovate qui sotto si vede come vengano utilizzati angurie, meloni, noci, arance e zucchine per ricreare il tipico crepitio di un collo che si rompe, l’allegro rumore di ossa allegramente frantumate o il calssico sibilo di una lama che trasforma il cattivone di turno in un seguace di San Giovanni decollato (che da piccolo pensavo fosse un patrono dei piloti di aerei, ma questa è un’altra storia…). Se guardate bene il video, vedrete la fatica che devono aver fatto i due sound designer. Si la fatica per non ridere durante le riprese. Il momento in cui viene “violata” la zucchina con le dita, è ormai storia.

Liberiamo gli ortaggi dallo strapotere delle major del mercato videoludico. Non uccidiamoli. Mangiamoli e diamo loro una morte dignitosa.


Videogames sul banco. Di Scuola

marzo 19, 2007

Per una volta il banco del quale si parla non è quello degli indagati in qualche tribunale raffazzonato all’ultimo momento per eseguire, magari, una sentenza sommaria (che corre sul filo della disinformazione), ma finalmente un banco che regala maggiore dignità al medium ludico. Dall’ America arriva uno studio condotto da Sasha Barab, professore dell’università dell’Indiana, che tende a mettere in luce la valenza educativa del videogioco. Ma soprattutto l’inadeguatezza dell’attuale metodo di insegnamento rispetto alla vita odierna:

“I believe in digital media literacy. If we don’t make changes in the way we educate our children, they will be left behind in world markets. Right now, I’m not that optimistic about where schools are headed.”

Intanto Katie Salen (autrice di Rules of play che vi consiglio di leggere se vi appassiona la materia) aprirà una scuola in cui i VG saranno parte integrante del curriculum di studi:

“There’s a lot of moral panic about addiction to games. There’s a negative public perception, and we know we have to deal with that. But teachers have been using games for years and years. We’re looking at how games work and we want to think about ways to redeliver information. It’s quite unknown territory.”

Ricordiamo che ci sono studi che hanno provato a correlare l’utilizzo di videogiochi con l’aumentare dell’attention deficit disorder (ADD), ma non è mai stata dimostrata una effettiva relazione causa-effetto.
Per dare un’occhiata alla faccia “buona” dei games provate con Global Conflict o con Food Force. Altro che seppellire bambine vive.


iPorn? Al riparo!

febbraio 28, 2007

pegiAvreste mai pensato che nel vostro iPod si nascondesse una minaccia pornografica per gli under 18? No? Allora collegatevi a ThePornTalk. Il nome del sito è già esplicativo del contenuto, la conversazioneporno. O meglio, a proposito del porno, quindi maniaci telefonici alla larga, non c’è trippa per gatti per voi. In poche parole il portale è nato dall’unione delle forze del gruppo Ethur, associazione no profit, formata da psicologi, pastori e altre belle menti. Lo scopo? Mettere in guarda i genitori dalle minacce a tripla ics caldeggiate dalla tripla doppia vu. Non si fermano qui, perchè cercano anche di dare validi strumenti di supporto per conversare con i propri figli su argomenti hot. E allora ecco la sezione con i modi migliori per iniziare discorsi efficacie ed efficienti per sedare la voglia di nudità digitali dei giovani virgulti. L’idea non sarebbe male se non fosse per una sorta di demonizzazione di qualsiasi device elettronico che possa collegarsi a un pc o possa connettersi alla grande rete. iPod, pda, smartphone sono tutti da mandare all’inferno perchè possono contenere al proprio interno materiale per soli adulti. Davvero? Ma che bella scoperta, ci voleva proprio un sito di benpensanti per potercene rendere conto. E ancora, la nuova minaccia viene dalle console. Nintendo Wii, Nintendo Ds, Psp, Ps3: statene alla larga contengono una minaccia pornografica! (Questo è un esempio di ciò che intendo, guardate che bell’immagine)Peccato che la minaccia si chiami internet e sia presente anche su qualsiasi pc. Ancora una volta il problema non risiede nel mezzo utilizzato, ma nell’utente. Spetta ai genitori tenere d’occhio l’utilizzo che viene fatto dei device elettronici da parte dei propri rampolli. Al limite dei programmi di restrizione sui contenuti consultabili dalla console. Insomma, da oggi console vm 18 e in bagno senza l’iPod, mi raccomando!

Ad ogni modo la questione della facile, amzi facilissima, possibilità di accedere a materiale considerato per adulti da parte dei più piccoli è un problema al quale si cerca di dare risposta e per il quale vengono proposte serie soluzioni sulle pagine di ThePornTalk. Del resto i giorni in cui i ragazzi erano costretti a nascondere le pagine più bollenti dell’editoria nostrana all’interno dei quotidiani (con l’appoggio di qualche edicolante permissivo) per sfuggire agli occhi indiscreti della gente, sembrano davvero lontani. Una connessione è ormai più che sufficiente per alimentari i primi bollori, ma per placarli?