Come dare una spallata (dopo le elezioni) in 2 mosse

maggio 29, 2007

GiornaleSe proprio Silvio Berlusconi ci tiene a dare una spallata dopo le elezioni amministrative, lo faccia immediatamente con due iniziative politiche. La prima con una forte mobilitazione dell’opinione pubblica: bisogna riaprire il Senato. La melina della maggioranza, consapevole dei rischi che corre ogni volta che si vota a palazzo Madama, ha superato i limiti di una fisiologica tecnica parlamentare e si sta trasformando in un vero esproprio del gioco democratico. Domani si riunisce l’ufficio di presidenza con i capigruppo del Senato (ma ha ancora un senso partecipare a questi incontri?) e, statene certi, il governo se la prenderà molto comoda sulle sedute che pure dovrebbero essere dedicate a temi importanti, come i disegni sulle unioni civili e sulla riforma dei servizi di sicurezza. A un anno dal giorno dell’insediamento del governo Prodi, si è scoperto che il Senato ha lavorato più di cento ore in meno rispetto alla precedente legislatura e non certo per la cattiva volontà dei componenti dell’assemblea. Ma non basta. Di leggi ,praticamente, non se ne sono viste a palazzo Madama, e fino a prova contraria il nostro è ancora un bicameralismo pieno. Così, invece, è truccato. Se la maggioranza fa il suo lavoro di melina, è venuto il momento per l’opposizione di tirare fuori gli artigli. E di scendere anche in piazza, per spiegare agli italiani che non si può governare il Paese con il trucco della chiusura di una delle due Camere. La seconda iniziativa è interna al centrodestra. Il voto alle amministrative è andato bene (si perde, o non si vince, dove la coalizione è spaccata), ed è impressionante l’onda elettorale che monta nelle regioni del Nord. Molto di più di una questione settentrionale: è un pezzo dell’Italia, il cuore della locomotiva economica, che ha ormai voltato le spalle all’Unione e a una maggioranza che predica la riduzione delle tasse e poi stanga i contribuenti, che annuncia riduzioni di imposta con la finanziaria e poi si riprende i soldi con gli interessi attraverso l’aumento dei prelievi degli enti locali. A questo punto il tempo stringe. E prima di impiccarsi a una formula per ricostruire l’alleanza di centrodestra, è opportuno sedersi attorno a un tavolo per discutere, punto per punto, una possibile agenda di lavoro. Sarebbe questa, e non il messianico annuncio di un terremoto elettorale, la vera spallata da dare al governo. Siamo sicuri, infatti, che partendo dai contenuti, da un possibile programma di coalizione, sarà più facile anche trovare la rotta giusta per dare una nuova architettura al campo dei moderati. E la prima mossa, per aprire il tavolo, tocca a chi, sulla base dei rapporti di forza, è ancora il leader dell’opposizione, cioè a Silvio Berlusconi. Faccia un passo, forte e chiaro: lo aspettano innanzitutto gli elettori.