Ho voglia di te. Ma soprattutto di un film decente

marzo 12, 2007

Sta facendo tanti soldi. E va bene così. Ha consacrato Scamarcio come nuovo idolo delle teen-ager. Per carità. Ma che “Ho voglia di te” sia un gran film, questo no. E’ un’offesa all’intelligenza degli spettatori. E dei giovani. Ma davvero i ragazzi i ragazzi si identificano coi personaggi del film, che sembrano messi insieme con gli scarti di un bignami di sociologia? Ragazzine che restano incinte senza sapere di chi, altre che si innamorano di uomini che le ignorano, e poi padri frustrati e madri disperate. Troppi luoghi comuni, il solito realismo finto da fiction, piattezza sconcertante e dialoghi surreali che alla fine della fiera si buttano nel cestino insieme al sacchetto dei pop corn. I genitori che ne pensano? Un esempio qui, parla Banfi. Il successo di Scamarcio e della Chiatti è comprensibile, sono anche bravi attori. Ma come si fa a credere che i ragazzi del duemila siano solo questi, dopati da divertimento con pretese alla Jack Kerouac, però in versione tascabile? Ma di tutti gli altri ragazzi che lavorano e studiano, che vivono fuori sede, che lottano per un posto al sole in un regno d’ombre come l’Italia, in cui l’unico modo che hanno è sperare di diventare il cane da compagnia di qualche politico, chi ne parla? No, a quanto pare ci basta dire “ho voglia di te” e altre frasi belle belle, ci piace nasconderci e far finta di niente, far finta che il mondo e ogni cosa che non ci riguardi, tutto ciò che esuli dal nostro possesso o dal nostro naso, non ha senso. L’unica voglia che il film dovrebbe metterci addosso, è scendere per strada e cercare il mondo, fermamente convinti che a dargli un’occhiata è assolutamente diverso, e complicato, un pò più doloroso e un pò più profondo.

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febbraio 9, 2007

Vi presentiamo “Inland Empire”. L’ultimo capolavoro del regista di “Mulholland Drive”. Difficile,incomprensibile? No, visionario. Da non perdere.