Quando l’empatia va di fretta

luglio 4, 2007

Paul Virilio, L’arte dell’accecamento
Raffaello Cortina Editore
PAG. 88, 8,50 EURO

Nato a Parigi nel 1932, Paul Virilio è un filosofo, urbanista ed esperto di nuove tecnologie, membro dal 1992 dell’Alto Comitato per Alloggiare le Persone Sfavorite. Ne L’arte dell’accecamento ritorna sui temi trattati anche in saggi precedenti, approfondendo una visione della realtà contemporanea che sarebbe contraddistinta dalla velocità e da una cultura di massa che spinge ad un’ubiquità mediatica e allontana dal visibile proprio mentre pretenderebbe di avvicinare. «Questo periodo cruciale, iniziato fra le due guerre mondiali, ha trovato la propria consacrazione negli anni Cinquanta, con la fine del dialogo tra gli uomini e soprattutto con l’oblio, ossia con la perdita dell’empatia nei confronti non solo dell’altro, ma del paesaggio umano desertificato e annientato dai raid aerei che hanno disorientato la nostra visione del mondo». Questo processo, secondo Virilio, avrebbe provocato un’overdose di immagini strumentali così forti da sostituire quelle essenziali e fondanti presenti nella mente umana. L’arte, quindi, si sarebbe allontanata dalla propria natura connessa all’espressione del Mistero e, di conseguenza, la postmodernità avrebbe distrutto quel ponte invisibile che legava l’umano all’esperienza religiosa. Profanando la sacralità della visione con immagini inutili e sottraendo all’uomo il terreno oggettivo entro cui radicarsi.

Dromologia: neologismo coniato da Paul Virilio indicante la scienza (o logica) della velocità, sopratutto nelle relazioni tra società e guerra.

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