Il genocidio degli armeni. L’altra faccia della Turchia

maggio 10, 2007

Alberto Rosselli, L’olocausto armeno
Solfanelli, 79 PAG. 7,50 EURO

Il genocidio armeno è il primo del XX secolo ad essere stato documentato con testi e fotografie ed è da questo massacro che verrà coniato il termine indicante lo sterminio di massa. Storicamente la mattanza contro gli armeni si suddivide in due fasi riconducibili al periodo 1894-96 con la morte di 250.000 armeni e al massacro di 1.500.000 persone nel 1915. I motivi della repressione, politici e religiosi, scaturiscono dalla vicendevole insofferenza tra la maggioranza musulmana turca e curda e la minoranza armena cristiana, perseguitata insieme agli ebrei. Nel 1914 l’ascesa del movimento rivoluzionario dei Giovani Turchi progetta l’eliminazione del sultano per avviare la modernizzazione del Paese e conduce a una progressiva soppressione di esponenti dell’élite militare, notabile e politica armena, culminata nella deportazione di massa in Siria e Mesopotamia, con l’allestimento di campi di concentramento dove si diffondono epidemie di tifo e vaiolo, torture, sperimentazioni di nuovi farmaci e vendite di ragazze e bambini ai bordelli, con la confisca dei beni ai deportati. Il libro di Rosselli si oppone alla politica negazionista del governo turco che ha processato gli scrittori Orhan Pamuk e Elif Shafak (rei di aver offeso l’identità turca citando il genocidio), e al clima di terrore provocato dall’omicidio del giornalista armeno Hrant Dink nel gennaio scorso da parte delle frange ultranazionaliste, evento che ha spinto alla fuga lo stesso Pamuk.

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