Perchè agli uomini piacciono i trans?

aprile 2, 2007

Vista l’attualità dell’argomento, riportiamo di seguito l’articolo a firma Roberta Scorranese dal titolo: “Un trans che si chaima desiderio” pubblicato su L’Indipendente delle idee di domenica 1 aprile 2007.

Una volta assodato che è proprio possibile, o porco di un cane, che le faccende in codesto reame…, vanno precisati i termini della questione. Perché quando si passa dalle donnine allegre ai trans, eh, no, scatta il “quando è troppo è troppo”. Quando si passa dalle prostitute ai “travestiti”, la carnalità gioiosa del peccato si raffredda, la malizia si intorbidisce. E la condanna travalica ogni comprensione, che sia maschilistico – cameratesca o semplicemente umana: la trasgressione scivola nella perversione. Paura, diffidenza o solo invalicabile differenza? O non è forse la reticenza di fronte ad un atto di onnipotenza per lo più incomprensibile, come quello di voler essere insieme uomo e donna, cielo e terra? Il desiderio di racchiudere il tutto in sé, che poi è anche l’origine dell’attrazione verso il genere “trans”? «Io sarò sempre così, né uomo né donna, né carne né pesce», diceva Mery, il bellissimo adolescente travestito del film Mery per sempre di Aurelio Grimaldi. Questa identità confusa e magnetica è quello che resta dell’antica sacralità che rivestiva queste creature. Sì, perché in origine i travestiti erano dei “votati”. Attis, antica divinità frigia, sceglie di evirarsi dopo un atto d’amore con la Grande Madre, colei che lo aveva generato e insieme amato. La scelta di cambiare il corso delle cose e di rinunciare ad una parte di sé è quindi insieme gioia e dolore, resurrezione e condanna. I sacerdoti del dio Attis si autocastravano, quindi si travestivano, poi gettando i genitali estirpati davanti alle porte delle case, in un atto rituale. È dall’amore/timore nei confronti della Grande Madre che la psicanalisi contemporanea riconduce le moderne tendenze transgender, sia che si tratti di semplice travestitismo, sia che si arrivi a scelte radicali come quella di operarsi ai genitali. Leggi il seguito di questo post »

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Sircana. Lettera di solidarietà di azione trans

marzo 19, 2007

Il clima di Vallettopoli è sempre più irrespirabile e melmoso. Azione Trans scrive a Sircana una lettera che dà una lezione di stile, e di intelligenza. Eccola:

Gentile dott. Sircana,
lei ieri e oggi è stato sbattuto in prima pagina perché sarebbe stato immortalato in una foto in compagnia di unA prostituta transessuale. Non ho alcuno strumento per sapere se la notizia sia veritiera o falsa, se l’uomo fotografato fosse lei o un altro politico o un comune “uomo della strada” che le assomiglia e, tutto sommato, da un punto di vista generale, non è così importante chi sia stato fotografato in quella circostanza. Quel che conta è che lei, oggi, “colpevole” o non colpevole, sta provando sulla propria pelle tutto lo stigma sociale che noi persone transessuali (ma preferiamo definirci transgender) ci portiamo addosso ogni giorno della nostra vita.
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