Web e giornalismo. Una soluzione dagli Usa

aprile 17, 2007

Ci siamo già occupati qui e qui delle problematiche relative ai giornalisti inviati nei territori caldi. Qui c’è un esempio (e ringrazio 4lb3rt0 per la segnalazione) di come opera un embedded journalist (in questo caso si tratta dell’inviato Nbc Richard Engel). Non solo, il sito da anche una spiegazione chiara e semplice sul conflitto iracheno. Basta osservare, come di fronte a un normale servizio video, solo che le potenzialità di strumenti di webdesign come flash, permettono di avere un maggior controllo sui contenuti e sulla fruizione degli stessi (ci sono dei punti chiave che permettono di andare direttamente alla sezione di proprio interesse). Spiegazioni sintetiche con l’ausilio della grafica che non è solo un orpello, ma diventa elemento chiave per l’esposizione dei fatti. Il tutto condito dall’esperienza del reporter.

Ovviamente per realizzare un’operazione del genere i soldi della Nbc e i soldi di Microsoft sono un bel vantaggio e fanno sentire la loro presenza. Attendiamo fiduciosi altri speciali realizzati con questa tecnica e vedremo se i mezzi di informazione italiana accetteranno questa sfida e faranno qualcosa di altrettanto all’avanguardia, o forse di ancora migliore.


Mastrogiacomo e gli altri reporter. Come non diventare strumenti di ricatto?

marzo 20, 2007

Riportiamo di seguito il pezzo di Filippo di Robilant apparto sul numero odierno dell’Indipendente. Cosa ne pensate? Sul nostro sito abbiamo anche aperto un sondaggio.

Il codice di condotta dei giornalisti nei teatri di guerra non è soltanto un problema di etica professionale.
Una lezione da imparare: come si può evitare il rischio di diventare strumenti di terribili ricatti

Dopo il sollievo per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo è forse possibile affrontare con serenità il tema del comportamento dei giornalisti nei teatri di guerra o in fragili situazioni post-belliche. Per le potenziali conseguenze, è un tema che ci riguarda tutti. Allora, esiste una via di mezzo tra il giornalista rintanato nella stanza d’albergo a scrivere il pezzo guardando la Cnn e quello scalpitante che pensa che il pericolo sia il suo mestiere? O tra il reporter embedded e quello pronto a gettarsi nella mischia? Certamente sì. Per assolvere il compito di vedere, capire, decifrare e raccontare, un reporter che interroga e s’interroga, ma in maniera prudente, non è meno professionale di uno che sfida il pericolo, soprattutto in un contesto labile come l’Afghanistan. Leggi il seguito di questo post »