Roma come la banlieue. Scooter in fiamme davanti alla sede di Azione Giovani

novembre 27, 2007

Uno crede che Parigi sia tanto distante e poi si trova scampoli transalpini sotto casa. Ma mentre nella capitale parigina i piromani hanno una – seppur opinabile e ingiustificabile – motivazione qui siamo di fronte a un atto di puro e semplice vandalismo gratuito.

Ore 20.30 davanti a un piatto di cavatielli al pesto fumanti (scusate la join venture di sapori liguro-campani) suona il campanello. La vicina informa gentilmente che uno scooter sta andando a fuoco sotto casa. Tempo un nanosecondo per passare dalle ciabatte alle scarpe e per uscire di casa munito di casco e chiavi con un solo pensiero nella testa: “vuoi vedere che il superenalotto non lo vinco, ma lo scooter me lo bruciano? Eppure le probabilità non sono molto differenti”. E penso anche che ho fatto bene a fare l’assicurazione furto e incendio.

Per fortuna lo scooter non era il mio, e per fortuna che si trovava isolato vicino al cassonetto. Dalla foto non si vede (qui la gallery completa documentata col cellulare) ma dall’altra parte una dozzina di scooter sarebbero stati carburante ben più corposo per un perfetto falò urbano. Arrivo tempestivo dei vigili urbani, spostamento delle vetture vicine (una smart con un nuovo posteriore brullè) e null’altro che i commenti dei passanti basiti, dal vecchio con le mani incrociate dietro alla schiena, alla sciura, pardon sora visto che siamo nella capitale (le origini quasi meneghine mi tradiscono sempre) con cane al guinzaglio.

Le cause? Ignote ovviamente.

Combustione spontanea? Truffa assicurativa per incassare il premio? Atto vandalico gratuito? O forse appiccamento doloso contro la sede del Circolo di Azione Giovani – Appio Tuscolano.

Ai posteri l’ardua sentenza, intanto la mia pasta di ieri sera me la sono mangiata fredda.

Annunci

850 euro per Barbra Streisand. I ladri, ovviamente, sono quelli che scaricano mp3

maggio 10, 2007

Leggo sul Messaggero

che per il concerto del 15 giugno a Roma, per vedere Barbra Streisand servono 850 euro. E poi, per i Rolling Stones 177 euro, per i Who (who?) 105 euro, per George Michael 92 euro. Per Laura Pausini, signori e signori, ci vogliono 57 euro e un certo gusto per l’orrido.

Benissimo. Case discografiche, imprenditori, e star della musica che dicono: «quelli del peer to peer sono ladri», meriterebbero una querela per diffamazione. Vergogna.