Romanzi sul cellulare. Come cambia la scrittura

settembre 26, 2007

Il Wall Strett Journal, riporta la notizia di una giovane giapponese, Satomi Nakamura, che ha otto romanzi utilizzando il proprio cellulare come unico mezzo di scrittura. L’ultimo di questi (200 pagine) si è aggiudicato 2000 lettori. Il fenomeno non è isolato, anzi da alcuni anni i principali siti dedicati a questa pratica (cliccate solo se sapete leggere gli ideogrammi) vendono le creazioni dei propri autori ad un prezzo attestabile tra l’equivalente di 1$ e8$. Il più letto ha avuto 400.000 download, quindi si parla di un business reale e concreto. La pratica di scrivere utilizzando il cellulare, non ha ancora preso piede nel nostro continente e gli esempi sono quindi ancora sparuti; Roberto Bernocco è portavoce italiano di questa moda conil suo libro

Dell’articolo del Wall Street Journal, la parte più interessante è di sicuro quella con la dichiarazione della giovane scrittrice mobile giapponese:

“Potrebbe sembrare più facile scrivere con il Pc, ma ho un cellulare fin da quando frequentavo la prima media, quindi per me è più semplice usare il telefonino”

In questa frase c’è tutta la differnza culturale e di costume tra nuove e “vecchie” generazioni, come anche tra oriente (o solo Giappone?) ed occidente. Se poi continuate a leggere l’articolo scoprirete che la romanziera Leggi il seguito di questo post »


Treni italiani vs treni giapponesi

aprile 19, 2007

Prendo spunto da un video che ho visto su questo blog, dove il tema centrale è l’esperienza della vita giapponese. Nel filmato si vede un treno di quelli che da noi ce li sognamo. In poche parole i sedili si girano in automatico per permettere ai passeggeri di essere sempre voltati nella direzione di marcia del treno. Fare un confronto con la situazione italiana del trasporto su binari ferrati mi pare impossibile. Mi ricordo l’anno scorso quando lavoravo a milano e pendolavo (in realtà anche durante il periodo dell’università) su quei treni locali della famigerata linea novara-milano (non che gli interregionali della torino-milano siano meglio) dove non c’è nemmeno lo spazio vitale per mettere le gambe, e se si vuole distenderle un po’ bisogna incastrarle a tetris con il vicino davanti. Per non parlare dell’odiato posto vicino al finestrino quando il riscaldamento è acceso…

di seguito un video girato alla stazione di novara, sui meccanismi che regolano l’apertura delle porte dei treni italiani (bello come anche il ferroviere rimanga basito e non sappia subito come risolvere la situazione)

in Giappone invece i treni sono così