La difficile mediazione tra i sessi

luglio 5, 2007

Fabrizio Marchi, Le donne: una rivoluzione mai nata
Mimesis i Cabiri 144 PAG. 12 EURO

Le donne? Sposano uomini che non amano per assicurarsi un futuro stabile. Intrecciano relazioni con top manager per avvalorare se stesse tramite beni materiali. Snobbano artisti e intellettuali perché troppo impegnativi. Mercificano il proprio corpo per conquistare un posto di lavoro appetibile. Usano il corteggiamento come forma di contrattazione verso il miglior offerente. Ecco il ritratto del mondo femminile elaborato da Fabrizio Marchi che, sotto forma di provocazione, attende che qualcuna risponda ai suoi interrogativi. In realtà, leggendo tra le righe, si scopre che lo stesso autore ha fornito un’ottima argomentazione che forse tante donne sarebbero pronte a sottoscrivere: Marchi sostiene infatti che, per cambiare le regole del gioco, è necessario che sia l’uomo per primo a mettersi in discussione. E questo come potrebbe accadere? Stimandosi di più. Smettendo di elargire privilegi in cambio di sesso. Prendendo coscienza di sé per relazionarsi con maturità e consapevolezza ai mutamenti avvenuti nella società. Chiedendo energie per un confronto impegnativo e profondo, in vista della crescita e dell’arricchimento reciproco. Il problema dell’autore, però, risiede nella disillusione con cui termina il libro: un tale cambiamento potrebbe avvenire solo fra cento anni. Forse perché, tutto quel che prospetta nella teoria, è troppo faticoso da trasformare in realtà.

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Quando l’empatia va di fretta

luglio 4, 2007

Paul Virilio, L’arte dell’accecamento
Raffaello Cortina Editore
PAG. 88, 8,50 EURO

Nato a Parigi nel 1932, Paul Virilio è un filosofo, urbanista ed esperto di nuove tecnologie, membro dal 1992 dell’Alto Comitato per Alloggiare le Persone Sfavorite. Ne L’arte dell’accecamento ritorna sui temi trattati anche in saggi precedenti, approfondendo una visione della realtà contemporanea che sarebbe contraddistinta dalla velocità e da una cultura di massa che spinge ad un’ubiquità mediatica e allontana dal visibile proprio mentre pretenderebbe di avvicinare. «Questo periodo cruciale, iniziato fra le due guerre mondiali, ha trovato la propria consacrazione negli anni Cinquanta, con la fine del dialogo tra gli uomini e soprattutto con l’oblio, ossia con la perdita dell’empatia nei confronti non solo dell’altro, ma del paesaggio umano desertificato e annientato dai raid aerei che hanno disorientato la nostra visione del mondo». Questo processo, secondo Virilio, avrebbe provocato un’overdose di immagini strumentali così forti da sostituire quelle essenziali e fondanti presenti nella mente umana. L’arte, quindi, si sarebbe allontanata dalla propria natura connessa all’espressione del Mistero e, di conseguenza, la postmodernità avrebbe distrutto quel ponte invisibile che legava l’umano all’esperienza religiosa. Profanando la sacralità della visione con immagini inutili e sottraendo all’uomo il terreno oggettivo entro cui radicarsi.

Dromologia: neologismo coniato da Paul Virilio indicante la scienza (o logica) della velocità, sopratutto nelle relazioni tra società e guerra.