Adinolfi entra nel Pd, ma non riesce a uscire

ottobre 2, 2007

Le copertine dei tg ieri sera, articoli sul web, malvino ne ha invece presentata una splendida recensione (2 palle su 5). Per Comodità inserisco il video anche qui sotto per chi frequenta il nostro blog. Si tratta di una Cellphone Production, realizzata dal one-man-show Mario Adinolfi. In poche parole, grazie alla potenza dei cellulari odierni, il nostro corpulento candidato ha realizzato un documento testimonianza sulla riunione di ieri tra gli aspiranti segretari del Pd. Chissà cosa devono aver pensato i suoi colleghi vedendolo filmare come un ragazzino in gita per la prima volta allo stadio…walter (che non si permette di far brutta figura nemmeno se la ripresa è fatta con un cellulare) ovviamente fa il piacione salutando con la manina, e poi grandi risate della Rosy sullo zio ed è subito un Gawronsky da oscar come miglior attore non protagonista. Per carità, forse le scritte promozionali alla star wars si potevano evitare, ma il finale tragicomico con la selva di giornalisti armati di telecamere, macchine fotografiche e microfoni rigorosamente voltati dalla parte opposta rispetto al Mario (“E non riesco ad uscire adesso”) valgono il prezzo della connessione a youtube.

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Ma il centrodestra si è accorto di Savino Pezzota?

giugno 14, 2007

GiornaleMi chiedo, in tutta franchezza, se i nostri leader del centrodestra abbiano veramente capito qualcosa del Family Day e di Savino Pezzotta (qui l’intervista rilasciata al nostro quotidiano). La manifestazione di piazza san Giovanni ha rappresentato il fatto politico più importante di questi ultimi mesi, altro che la stucchevole discussione su capi e capetti della ex casa delle Libertà. È venuto fuori, con una fortissima spinta popolare, tutto il malumore dei cattolici nei confronti del governo e della maggioranza, la frattura che si è aperta tra il centrosinistra e l’universo delle associazioni. Roba seria. Allo stesso tempo, un uomo rigoroso, di alto profilo, con una storia alle spalle (la guida della Cisl vi dice qualcosa?), cioè Savino Pezzotta, portavoce del Family Day, prende le distanze dal Partito democratico. Lo boccia senza se e senza ma, si dichiara estraneo a questa asfittica alchimia di gruppi dirigenti e annuncia di “stare sul fiume”. Non solo: Pezzotta ci fa sapere che non intende iscriversi al Partito democratico, e quindi è fuori dalla casa comune di Ds e Dl. Le due cose, gli umori di una piazza e la severa critica di un leader, si tengono, perché provengono dallo stesso mondo, ne misurano la stessa temperatura, gli stessi problemi.. A questo punto, che cosa ti saresti aspettato dal centrodestra? Un’apertura, segnali concreti, proposte per la famiglia. Un’iniziativa politica. E invece, niente. Berlusconi, Fini e Casini hanno fatto la loro sfilata a piazza San Giovanni, incassando il magro dividendo di un giorno, si sono divisi equamente microfoni e dichiarazioni. Poi nulla, un silenzio tombale. Nel frattempo Pezzotta va per la sua strada e prova a mettere in piedi un movimento “parapolitico” che dia voce e rappresentanza ai cattolici. Gira l’Italia, verifica sul campo quali spazi ci sono al di fuori della pura testimonianza che gli ex popolari si sono ritagliati all’interno del Pd. E i dirigenti della Margherita, leggete oggi l’intervista della nostra Susanna Turco con il ministro Giuseppe Fioroni, corteggiano l’ex segretario nazionale della Cisl. Loro, insomma, fanno politica. E noi stiamo a guardare.