Chi l’ha visto? In Second Life

marzo 15, 2007

Il simultarore di vita più famoso della rete ormai lo conoscono tutti (se proprio volete un’infarinatura provate qui e per muovere i primi passi andate qui). I filmati si sprecano, ma ora dall’Olanda arriva anche un documentario d’autore. Si tratta di una machinima, ovvero un filmato creato utilizzando le normali inquadrature prese da un videogame (date un’occhiata a Red vs Blue, uno dei più famosi), però girato da Douglas Gayeton, un regista “vero” e non dal solito 15enne in cerca di fama su youtube. Il pretesto per dare risonanza al progetto viene dal plot della storia che parla del fantomatico (e fittizio) Molotov Alva che un bel giorno scompare dalla sua vita reale per ricomparire in Second Life. Il regista racconta tramite gli occhi di quest’ultimo le vicende all’ordine del giorno nel mondo virtuale. L’apertura mentale dei nordici olandesi, si vede dal fatto che i video (sono 7 per la precisione) vengono sposorizzati dal sito submarinechannel che è supportato dal Dutch Ministry of Education, Culture and Science e dal Department of Social Development di Amsterdam. Insomma buona visione e attenti a non scomparire e a svegliarvi dentro lo schermo di un pc.

ps: a proposito dello svegliarsi in un altro mondo e di machinima, guardate questo video realizzato con the Movies


Second Life uccide chi non paga

febbraio 21, 2007

Un piano di contingenza speciale per garantire la sopravvivenza di più di tre milioni di persone fa sempre notizia. Anche se non viene adottato nel mondo reale. Non stiamo parlando di misure anticalamità prese in seguito alla minaccia dell’uragano Katrina, ma del sovraffollamento nel mondo di Second Life. Non c’è appassionato di internet che non conosca la comunità virtuale tridimensionale più famosa della rete. Il successo è tale da aver richiamato anche l’attenzione di chi ignora i misteri del www. Ormai tutti sanno che nel regno digitale creato da Linden Lab si possono fare soldi veri e che grandi marchi – Ibm, Adidas e Reuters, solo per citarne alcuni – hanno aperto delle succursali fatte di bit. La verità è che da qualche giorno , il privilegio di vivere in un universo parallelo si paga. E anche a caro prezzo. Non servono eufemismi: la vita virtuale sta diventando giorno dopo giorno, un’esclusiva riservata ai soli nababbi di Second Life, utenti che posseggono grossi appezzamenti di terra virtuale e che mensilmente versano una decina di dollari per potersi connettere alla community. Non
c’è verso, tutti i poveri dovranno accontentarsi della normale vita in carne e ossa. In seguito alla crescente espansione della popolazione virtuale, la rete di computer che deve gestire le interazioni tra gli abitanti del cyberuniverso ha iniziato a fare cilecca. Rallentamenti e cali di prestazione del servizio sono andati a interferire con il normale trascorrere della vita nel secondo mondo. A tal punto che la casa produttrice è dovuta ricorrere a un piano di contingenza per la conservazione della popolazione virtuale. Congelamento delle iscrizioni e sospensione del servizio per tuttigli utenti. In un primo momento il provvedimento sarà applicato senza distinzioni a tutti gli appartenenti alla community, poi sarà il turno dei nullatenenti. Un blackout forzato per motivi di manutenzione, e dopo un paio di ore quegli schermi che più di una volta hanno mostrato comizi virtuali, concerti e transazioni per l’acquisto di terreni in valuta digitale, resteranno tristemente spenti in attesa di poter ospitare di nuovo gli alter ego di tutto il mondo. Quando si accenderanno di nuovo per i cittadini meno abbienti ci sarà una sorpresa :la loro seconda vita appesa a un filo. Relegata in momenti di traffico leggero, cesserà senza preavviso quando crescerà l’afflusso di cybercittadini di serie A. Anche la legge di Second Life, isomma, non è uguale per tutti.