Per il Partito democratico elezioni 2.0 con fregatura incorporata

ottobre 3, 2007

Tutti si lamentanoa torto fatte le dovute considerazioni – che second life sia un bluff (c’è persino chi ha aperto un blog epitaffio per la scomparsa prematura della creatura Linden). Non vale più la pena investirci i propri quattrini, le operazioni di marketing non rendono e non rispecchiano le proiezioni degli analisti. E in tutto questo bailamme cosa succede? Il Pd ti oprganizza le primarie proprio nel metaverso. Come vagito la creatura dei magnifici cinque, non poteva scegliere palcoscenico peggiore. Ma questo solo a una prima analisi.

Sl è invece il posto giusto in cui trasferire un evento del genere. Come spiega egregiamente Valerio Locatelli in questo post (del resto è il suo mestiere quindi chi meglio di lui?):

Fino a quando le aziende (e i loro consulenti…) crederanno che Second Life è una specie di teatrino tridimensionale, ci saranno bagni di sangue.”

Invece in questo caso il fatto di votare in un mondo diverso, il fatto di poterlo fare da casa senza le rotture di dover andare a fare la fila al seggio (o al gazebo…) è un plus del metaveso. La visualizzazione immediata delle statistiche invece sarebbe una miglioria, d’accordo 1.0, ma sempre una miglioria (chissà quanto bisognerà aspettare per poter votare i propri candidari via twitter). Ad ogni modo, come ogni bella cosa, c’è il rovescio della medaglia. E se l’idea sembra buona ecco che subito si tramuta in una semplice speculazione che cavalca l’onda di quell’ hype tanto ripudiato in apertura di post. I second voti non varranno ai fini delle primarie. Come a dire: “bravi bambini che vi divertite con il vostro giochino, però andate a farlo un po’ più in là dove non date fastidio a noi grandi ok?” Una scelta matura insomma. O forse una scelta vecchia. Occasione buttata per fare qualcosa di realmente innovativo. La politica 2.0 è lontana e le sue elezioni lo sono ancora di più.


Adinolfi entra nel Pd, ma non riesce a uscire

ottobre 2, 2007

Le copertine dei tg ieri sera, articoli sul web, malvino ne ha invece presentata una splendida recensione (2 palle su 5). Per Comodità inserisco il video anche qui sotto per chi frequenta il nostro blog. Si tratta di una Cellphone Production, realizzata dal one-man-show Mario Adinolfi. In poche parole, grazie alla potenza dei cellulari odierni, il nostro corpulento candidato ha realizzato un documento testimonianza sulla riunione di ieri tra gli aspiranti segretari del Pd. Chissà cosa devono aver pensato i suoi colleghi vedendolo filmare come un ragazzino in gita per la prima volta allo stadio…walter (che non si permette di far brutta figura nemmeno se la ripresa è fatta con un cellulare) ovviamente fa il piacione salutando con la manina, e poi grandi risate della Rosy sullo zio ed è subito un Gawronsky da oscar come miglior attore non protagonista. Per carità, forse le scritte promozionali alla star wars si potevano evitare, ma il finale tragicomico con la selva di giornalisti armati di telecamere, macchine fotografiche e microfoni rigorosamente voltati dalla parte opposta rispetto al Mario (“E non riesco ad uscire adesso”) valgono il prezzo della connessione a youtube.


La responsabilità della rete che frega i furbetti

ottobre 1, 2007

Per questo post ho intenzione di citare l’esperienza di due professionisti in social network e di internet in generale: Paolo Valdemarin e Sergio Maistrello. L’occasione per la quale mi avvalgo dei loro racconti è il convegno Pordenonelegge.it tenutosi nel capoluogo friulano poche settimane fa.

Nel corso dell’incontro, a cui ha partecipato anche l’assessore Gianni Zanolin, si è parlato soprattutto dello sviluppo dei servizi di social networking che il Comune di Pordenone metterà a disposizione dei cittadini assieme ad un sistema di connettività wifi che coprirà l’intera città, e di come questi potranno influenzare la politica e gli stessi processi democratici della vita cittadina. [via: Paolo Valdemarin Weblog]

Ma due passaggi mi sono rimasti bene impressi.
Il primo è stata la risposta oltremodo franca che l’assessore comunale Gianni Zanolin, nostro ospite e motore della locale e-democracy, ha riservato a chi gli chiedeva del destino dei partiti in questo nuovo scenario internettoso e partecipato. Non hanno molto futuro, ha detto a titolo del tutto personale, e non tanto perché si voglia rinnegare la rappresentanza nelle sue manifestazioni tradizionali, ma perché la rappresentanza sta assumendo forme e tempi e interazioni del tutto nuove. Come a dire: non puoi più vivere cinque anni del voto di un momento, è necessario condividere le scelte più importanti, così come è possibile negoziare giorno per giorno la distribuzione delle responsabilità

Il secondo passaggio è stato l’intervento con cui una persona del pubblico ha, inconsapevolmente, tirato le conclusioni di quanto andavamo dicendo da un paio d’ore. E, su per giù, suonava così: dunque qui stiamo parlando di responsabilità. Finora potevamo addurre alibi per la nostra inattività, per il nostro lasciare che le cose andassero come andavano. Oggi no, abbiamo l’occasione e abbiamo lo strumento. Abbiamo la responsabilità – come prima, ma senza più alcuna scusa – del modo in cui vanno le cose. [via SergioMaistrello.it]

La responsabilità, fulcro della questione, diventa quindi tangibile grazie agli strumenti messi a disposizione dalla gande rete (come si diceva nel film Spiderman: «da grandi poteri derivano grandi responsabilità»). Feedback immediato a 360° tra cittadino e politica. Chiarezza e trasparenza di programmi elettorali e smascheramento di facili demagogie macina-voti.