Basic instinct

novembre 9, 2007

tubo_lil.jpgOra sono proprio sicuro: Walter Veltroni non lo ferma nessuno, sarà presidente di tutto. Sapete da dove nasce la mia certezza? Dall’appoggio incondizionato che gli ha offerto Afef Jnifen, moglie di Tronchetti Provera. L’affascinante signora, in una colonna de La Stampa, ha scritto che Walter «ha un modo di parlare molto bello, chiaro, deciso, smentendo chi lo critica di non prendere posizione in modo netto». Fin qui il tifo. Ma ha aggiunto che il neo leader del Pd ha il caldo sostegno di Sharon Stone. L’attrice di Basic Instinct – esperta di sentimenti e pulsioni – dopo aver pranzato in Campidoglio con l’uomo dell’avvenire ha dichiarato: «I love him». Con questa sensualissima spinta, chi lo ferma più? Veltroni dovrebbe semmai temere la satira (?) dell’inserto dell’Unità. Titolo in alto: «Via da questa Italia di merda». E sotto: «Seguendo Veltroni, tutti in Africa». (P.M.F.)


Per il Partito democratico elezioni 2.0 con fregatura incorporata

ottobre 3, 2007

Tutti si lamentanoa torto fatte le dovute considerazioni – che second life sia un bluff (c’è persino chi ha aperto un blog epitaffio per la scomparsa prematura della creatura Linden). Non vale più la pena investirci i propri quattrini, le operazioni di marketing non rendono e non rispecchiano le proiezioni degli analisti. E in tutto questo bailamme cosa succede? Il Pd ti oprganizza le primarie proprio nel metaverso. Come vagito la creatura dei magnifici cinque, non poteva scegliere palcoscenico peggiore. Ma questo solo a una prima analisi.

Sl è invece il posto giusto in cui trasferire un evento del genere. Come spiega egregiamente Valerio Locatelli in questo post (del resto è il suo mestiere quindi chi meglio di lui?):

Fino a quando le aziende (e i loro consulenti…) crederanno che Second Life è una specie di teatrino tridimensionale, ci saranno bagni di sangue.”

Invece in questo caso il fatto di votare in un mondo diverso, il fatto di poterlo fare da casa senza le rotture di dover andare a fare la fila al seggio (o al gazebo…) è un plus del metaveso. La visualizzazione immediata delle statistiche invece sarebbe una miglioria, d’accordo 1.0, ma sempre una miglioria (chissà quanto bisognerà aspettare per poter votare i propri candidari via twitter). Ad ogni modo, come ogni bella cosa, c’è il rovescio della medaglia. E se l’idea sembra buona ecco che subito si tramuta in una semplice speculazione che cavalca l’onda di quell’ hype tanto ripudiato in apertura di post. I second voti non varranno ai fini delle primarie. Come a dire: “bravi bambini che vi divertite con il vostro giochino, però andate a farlo un po’ più in là dove non date fastidio a noi grandi ok?” Una scelta matura insomma. O forse una scelta vecchia. Occasione buttata per fare qualcosa di realmente innovativo. La politica 2.0 è lontana e le sue elezioni lo sono ancora di più.