I fremiti di Oliver

ottobre 29, 2007

tubo_lil.jpgChissà che fremito avrà Oliviero Diliberto (Comunisti italiani) quando s’affaccerà sulla Piazza Rossa in occasione delle celebrazioni della Rivoluzione d’ottobre. Ha già detto:«Quella rivoluzione ha novant’anni ma non li dimostra». Alla faccia di quel che ne è seguito. Lo bacchetta la stessa Unità: «Li dimostra tutti, eccome! Intanto perché se quel mondo si è sbriciolato così, qualche problemino doveva pur esserci all’inizio». Questo non è revisionismo, è minimalismo puro. Dire «problemino» fa solo ridere. Il giornale del neo Pd ricorda «il partito giacobino», ovvero staliniano, e «i crimini di massa». Per poi invitare i compagni di Diliberto a rivedere il loro «comunismo». Ma non finisce qui. L’Unità avverte che c’è un «revisionismo cattivo». Quello di Giampaolo Pansa che rivela i misfatti della Resistenza. Così, tanto per tirar cazzotti a qualcun’altro. . (P.M.F)


Riecco quel conformista di Moravia

ottobre 15, 2007

tubo_lil.jpgPuò piacere o non piacere, quel che è certo è che Alberto Moravia era furbo e ben sapeva che il suo successo, letterario, giornalistico e anche mondano, dipendeva dalla sua adesione alla sinistra. La quale, per molto tempo, conferiva un certificato di garanzia alle opere d’ingegno. Tra poco esce un suo romanzo inedito, e incompleto, che narra i tormenti di un uomo che abbraccia il comunismo, «l’unica religione possibile per gli intellettuali». Con il Conformista Moravia sollevò polemiche, alcune sgradevoli: il romanzo esaminava dell’adesione al fascismo. L’inedito, intitolato I due amici, scandaglia l’antropologia rossa. Che Moravia si fosse defilato dalla sfida editoriale per la sua buona dose di furbizia? Lo so, sono malizioso. Ma non dimentichiamo che a quei tempi essere scomodo alla nomenklatura comunista significava l’esilio intellettuale. (P.M.F.)