I moderati che vorrei – primo appuntamento – Ezio Mauro

febbraio 14, 2007

Oggi L’Indipendente online ripropone l’intervista di Antonio Galdo con Ezio Mauro sul tema ”I moderati che vorrei”. Il giornale di domenica è andato esaurito e il direttore ha deciso di ripubblicare sul numero di ieri il primo degli incontri previsti con una serie di personaggi dell’establishment culturale, economico e finanziario della sinistra che parlano, appunto, del futuro dei moderati in Italia. Ezio Mauro, dialogando con Galdo, è andato giù pesante con le sue pagelle. A destra, come a sinistra. Oggi anche i visitatori del sito possono scaricare la versione elettronica dell’intervista. Eccone un piccolo estratto. Per leggere la versione integrale andate qui

 

 

Silvio Berlusconi
Avrebbe potuto conquistare l’immortalità, e ha gettato via l’occasione. Credo che Berlusconi sia consapevole di un fatto: in Italia manca una moderna cultura politica conservatrice. Aveva i mezzi, da quelli finanziari, ai voti al consenso di massa; e la macchina, dall’azienda editoriale al partito passando per la rappresentanza parlamentare e negli enti locali. Insomma: aveva tutto per provarci e riuscirci. E finora non lo ha fatto

 

Umberto Bossi
È diventato finalmente un uomo saggio, forse perchè è stato toccato profondamente dalla malattia. Ma la Lega ha ormai un’anima che prescinde dal suo leader. E in quest’anima ci sono tratti di modernità chiusa, spaventata, del disorientamento popolare di fronte alla globalizzazione, all’emigrazione, al cambiamento

 

Pier Ferdinando Casini.
È un moderato che ha rotto gli ancoraggi e naviga in mare aperto. Ha due possibilità: la prima è che riesca a rinegoziare il suo ruolo nel centrodestra, non più suddito ma concorrente alla leadership per il dopo Berlusconi, quando ci sarà anche uno smottamento dell’elettorato di Forza Italia. La seconda possibilità è che Casini e il suo partito diventino un pezzo del futuro centrosinistra. La considero una possibilità solo teorica: ma, ripeto, Casini sta navigando davvero in mare aperto.

 

Gianfranco Fini
È più avanti del suo partito. E questo è un problema serio, anche per lui. Sta provando a diventare un moderato moderno: l’ancoraggio che sta tentando nel partito popolare europeo è una scelta strategica intelligente. Se può diventare il capo dei moderati italiani? No. Non può.

 

Marcello Pera
Ha dimenticato tutti i geni liberali della sua vita precedente

 

Beppe Pisanu e Claudio Scajola
Ogni tanto si ricordano di avere qualche gene democristiano

 

Giulio Tremonti
Unisce l’alto e il basso, il moderno e lo spaventato in provocazioni che ricordano talvolta Pim Fortuyn

 

 

Partito Democratico
Senza il Partito democratico, che aspettiamo da almeno un decennio, la sinistra italiana va diritta al suicidio politico, consegnando l’Italia alla destra per molti anni. Pensa, a proposito dei moderati oggi schierati con il centrosinistra, che cosa potrebbe accadere se dovesse fallire il progetto del Partito democratico…

 

Massimo D’Alema
È il più professionista

 

Piero Fassino
È il più generoso

 

Romano Prodi
Prodi un posto ce l’ha già, e ci è arrivato – non dimentichiamolo – per aver vinto due volte le elezioni, battendo per due volte Berlusconi. Deve rimanere lì fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno della legislatura.

 

Francesco Rutelli
È il più “americano”

 

Walter Veltroni
È il più disponibile a codici e linguaggi nuovi.

 


I moderati che vorrei – Intervista a Ezio Mauro

febbraio 12, 2007

Ezio MauroEzio Mauro, nell’intervista – la prima della serie “I moderati che vorrei” – rilasciata all’Indipendente delle Idee, sostiene che in Italia e in Europa, l’unica strada è quella di un bipolarismo maturo, e che Berlusconi potrebbe conquistarsi l’immortalità facendosi promotore di una moderna cultura conservatrice. Cosa ne pensate?

potrete leggere la versione integrale dell’intervista mercoledì online e su L’Indipendente di martedì 13 febbraio

AGGIORNAMENTO: è possibile scaricare qui la versione integrale dell’intervista