Il piccolo genio

luglio 22, 2007

tubo_lil.jpgSono infinite. Aquale età un bambino può vedere film violenti? Il governo pensa ad un vietato ai minori di 10 anni, da affiancare agli altri due, ossia 14 e 18 anni. Era ora. Ma si profila il pastrocchio: saranno i produttori ad indicare il limite, per poi rischiare di vedersi sequestrata la pellicola se una supercommissione di censura avrà un parere diverso. Viva la Francia, che tutela i minori con due commissioni statali. Le emozioni di un bimbo di 9 anni non sono cose da privatizzare, come tralicci o rotaie. La bischerata della settimana è già venuta fuori. Il regista Daniele Luchetti è orgogliosissimo di suo figlio di 7 anni, il quale «si autoregolamenta da solo» dopo aver visto vari trailers. Uno dei miei figli ha 8 anni. Se domani mi dicesse di voler bastonare i romeni e gli arabi perchè ha riflettuto su alcune notizie del tg cosa dovrei dirgli? Forse questo: «Picchia e mena, tanto è tutto un film».Sono infinite. Aquale età un bambino può vedere film violenti? Il governo pensa ad un vietato ai minori di 10 anni, da affiancare agli altri due, ossia 14 e 18 anni. Era ora. Ma si profila il pastrocchio: saranno i produttori ad indicare il limite, per poi rischiare di vedersi sequestrata la pellicola se una supercommissione di censura avrà un parere diverso. Viva la Francia, che tutela i minori con due commissioni statali. Le emozioni di un bimbo di 9 anni non sono cose da privatizzare, come tralicci o rotaie. La bischerata della settimana è già venuta fuori. Il regista Daniele Luchetti è orgogliosissimo di suo figlio di 7 anni, il quale «si autoregolamenta da solo» dopo aver visto vari trailers. Uno dei miei figli ha 8 anni. Se domani mi dicesse di voler bastonare i romeni e gli arabi perchè ha riflettuto su alcune notizie del tg cosa dovrei dirgli? Forse questo: «Picchia e mena, tanto è tutto un film».


Teatro a basso voltaggio

luglio 16, 2007

tubo_lil.jpgIl dubbio su un certo teatro si gonfia a dismisura fino a lambire la certezza: non opere d’arte, ma mistificazioni, provocazioni a basso voltaggio e, soprattutto, poco da dire. E quel poco in modo confuso, banale e volgare. A Montreal il Festival TransAmériques ha messo in scena scemenze. Con un’aggravante: lo spettacolo di Robert Lepage arriverà in Italia e pare duri nove ore. Lepage vuole scandalizzare con Papa Wojtyla impietosamente accartocciato su una carrozzella e il suo successore che blatera su Dio e Logos. Un altro giovane autore propone sesso crudo, attrici nude che strisciano tra gli spettatori elemosinando tenerezza, attori che cinguettano nei panni di Drag Queen. Le età di mezzo, ovvero della decadenza, hanno nel loro copione elementi costanti: l’assenza di “pietas”, sicumera intellettuale camuffata coi soliti logori stracci dell’afasia logorroica, nudità, oltraggio alla dignità dell’uomo e offese contrabbandate per genialità. (P.M.F.)


Il sesso nello stagno

luglio 9, 2007

tubo_lil.jpgMolti si sono messi in testa che per promuovere qualcosa ci voglia necessariamente una scena sessualmente spinta. Se non ci son culi e tette pare il prodotto non venda. Un video di 44 secondi è stato confezionato a Bruxelles per lanciare il cinema europeo. Scene hard, che il portale Eu Tube ha subito diffuso. Il finale, manco a dirlo, sboccia in un orgasmo. E compare la scritta “Let’s come together” (veniamo insieme): superfluo spiegare l’ammiccamento, banalissimo. Ci considerano adolescenti brufolosi e arrapati, con erezioni esplosive e incontrollate. Mai adulti. Inevitabili le polemiche. Peccato che le reazioni più pesanti siano partite da un eurodeputato polacco, famoso per essere antisemita e omofobo. Di male in peggio. Certe cose i pubblicitari se le vogliono. Per loro siamo tutti camionisti puttanieri, con le donnine nude appiccicate ai vetri. (P.M.F.)


Anche i ricchi piagnucolano

giugno 18, 2007

tubo_lil.jpgI giornali di tutto il mondo si interessano di Paris Hilton. Non tanto perché è di una bellezza sconvolgente (carina lo è, però) quanto perché lei, ricca da far schifo, ha copulato davanti a una telecamera. “Variamente penetrata” assicura chi l’ha vista sul web. Ora che è in galera viene dissotterrato il piacere sadico di veder punito chi si crede “legibus solutus” (leggi: faccio il cavolo che mi pare). Il fotografo Christopger Hitchens, noto per l’immagine della bambina vietnamita sfigurata dal napalm, s’indigna per “il linciaggio” e non vuol leggere riferimenti ad altre sofferenze, tipo Darfur. Siamo seri: se Paris deve pagare, paghi. E non invochi la mammina. Smetta di drogarsi, ubriacarsi e farsi filmare col culo al vento. Il mondo non è un sontuoso albergo, come l’Hilton. Basta poco per essere sobri. Almeno in pubblico. La mammina glielo insegni. (P.M.F.)


L’Italia non s’è desta

giugno 5, 2007

tubo_lil.jpgIl presidente francese Sarkozy ha ordinato che nelle aule scolastiche i ragazzi si debbano alzare in piedi quando entra l’insegnante. Immaginiamo che cosa accadrebbe in Italia se il premier decidesse l’egual cosa. Un preside di Varese obietterebbe: «Eh no, noi abbiamo un’insegnante di Salerno, mai renderemo omaggio a una terrona! Propongo un urlo celtico». Un funzionario della provincia di Pisa:«La cosa dev’essere discussa nell’aula consigliare, nei comprensori, magari dopo un referendum». Uno scrittore di Palermo: «Mai! Vogliamo forse insegnare ai nostri giovani la sottomissione? E se l’insegnante fosse mafioso?». Un sindacalista di Napoli:«Ok, tutti in piedi, però non si puniscano le pernacchie». Mario Capanna scriverebbe un (altro) libro sulla meglio gioventù. Del Sessantotto, ovviamente. (P.M.)


Se la Storia ha le tette

maggio 28, 2007

tubo_lil.jpgSensazione strana. A volte ci si sente decrepiti. A Cannes è stato proiettato il film nel quale Asia Argento è seminuda,a quattro zampe e bacia un rotweiller. Il mischiare lingua e linguaggio umani con quelli canini è l’ultima frontiera dello scandalo. E sfiducia nei simili . Nel contempo il bravo scrittore Fulvio Abate suggerisce a Bertolucci di girare “Novecento atto III” imperniato su Ilona Staller- Cicciolina, “l’ultima Monna Lisa disponibile”. Sciascia volle sulla sua tomba questa frase: ”Ci ricorderemo di questo pianeta”. Ebbene, di questi decenni dolorosamente afasici ci ricorderderemo solo le tette? Un bel simbolo, certo. Ma di che cosa? (P.M)


Le donne che deficienti

maggio 22, 2007

tubo_lil.jpgL’umorismo è una bestia difficile. Da trattare con cautela: è un boomerang e quando torna indietro fa un male cane. Laura Rodotà, rubrichista di Io Donna del Corriere della Sera, elenca dieci precetti per la “donna inaffidabile”. Sì, siamo alla ricerca dell’identità femminile. Ancora. Lei usa la risata (la sua). Com’è bello divertirsi come matti lavorando. La regola numero sei recita:«Imparare a fare scenate improvvise; partner, amici, familiari e figli ci penseranno sei volte prima di avanzare pretese». Embè?, si dice a Roma. La Rodotà, donna di buone letture, dà la netta impressione di considerare le donne creature deficienti. E così le offende, dopo aver rubato il loro tempo e senza averle fatte ridere. So che lei adora P.G.Wodehouse. Consiglio: se lo rilegga. Magari in inglese, visto che conosce bene la lingua. (P.M.)


Intellettuali del cappero

maggio 14, 2007

tubo_lil.jpgBasta unire brusii e piccoli schiamazzi pubblicitari ed è bell’e fatta la mappa del potere. Un cortiletto angusto dove gli scrittori cercano uno spicchio di sole. Il Corriere della Sera parla di cordate intellettuali, manco si trattasse di Telecom. Antonio Scurati a Milano, Alessandro Piperno a Roma. E l’ex “cannibale” Aldo Nove dice: io son fuori da ‘sti giochetti. Bel coraggio. Si parla dei “figli” di Enzo Siciliano, narratore mediocre. Basta questo per individuare le tematiche letterarie? L’ironico Piperno confessa che loro s’incontrano per “magnate” al ristorante. Io porto la cravatta blu, mi piace la pizza coi capperi: sarò affiliato a un nuovo club? E mi chiedo: dove mettiamo Roberto Barbolini, Luca Doninelli, Mario Fortunato, Sandra Petrignani? Elenco molto incompleto. Ma non ho più spazio. (P.M.)


Giù per il tubo – Scherzi a un anziano

maggio 7, 2007

L’attore è un istrione. Ma è gradevole se la dose dell’istrionismo non supera la linea, subdola come tutti i confini, della patologia. Gianfranco Funari è certamente da lodare per la tenacia con cui ha atteso il rientro nella tivù che conta. Ma è da compatire – detto con affetto per il suo nevrotico declino – non tanto per lo share deludente (17 per cento), quanto per la pervicacia con cui pensa di essere un tribuno d’eccellenza. L’egocentrismo da borgata gli ha segato lo scranno. Certuni usano il tono da grandi senza accorgersi di essere di bassa statura. Ma non è tutta colpa sua. L’autore dei testi, Diego Cugia, gli ha fornito un testo (I mediocri) senza dubbio pregevole: peccato che fosse già stato recitato da un altro nel ‘99. Uguale. Non sono scherzi da fare a un anziano.

(P.M.)