Geppo e gli ultrà perduti

Italo CucciTrent’anni fa ho fatto amicizia con gli Ultrà. Dirigevo il Guerin Sportivo e cominciai a interessarmi alla loro attività, ai colori, alle bandiere, alla passione organizzata. I vari gruppi sorgenti in tutta Italia ci mandavano scritti e immagini. Erano ragazzi entusiasti e perbene (nei limiti del possibile) che avevano tanti interessi – studio, lavoro, letture, musica, soprattutto musica – da portare nel gruppo. Strinsi rapporti speciali con quelli che si diceva fossero i più scatenati, i mitici Cucs (Commando Ultrà Curva Sud) tifosi della Roma. Ne ho ritrovati molti – da vent’anni vivo nella Capitale – diventati professionisti e padri di famiglia, tutti con la nostalgia di quei tempi eroici. Dire oggi “bravi ragazzi” darà fastidio a qualche benpensante. Ebbene, in questi giorni di lutto per la morte di Gabriele Sandri – tifoso laziale, ottimo ragazzo – infuriando la polemica sugli ultrà sono andato a cercare in internet tracce di quei tempi perduti e ho trovato una lettera che mi fu spedita nel gennaio del ‘78 da uno dei Cucs, si firmò Giuseppe Pucci: «Egregio direttore, sono un tifoso romanista appartenente al Commando Ultrà Curva Sud, quel cospicuo gruppo di ragazzi (4000 circa) che forma la cosiddetta “zona calda” dello stadio Olimpico (farete un articolo su di noi, come già avete fatto per altri gruppi di tifosi?) e vorrei informarla che il tifo giallorosso si sta civilizzando: cioè, messa da parte la violenza, si pensa solo a rendere più bello e folcloristico il tifo. Fatti come quelli di Roma-Juventus del ‘76 non accadranno più, basta pensare a Roma-Milan di quest’anno (1-2, rigore negato e gol rossonero in fuorigioco): che cosa sarebbe successo due o tre anni fa in questo frangente? Ora noi abbiamo deciso di eliminare la violenza proprio perché questa non ci conviene. Ci avete fatto felici pubblicando due nostre foto, nessuna però riguardava il derby d’andata: eppure ce la meritavamo perché tutta la curva era metà gialla e metà rossa grazie all’effetto di 150 fumoni e di 3000 palloncini giallorossi che salivano al cielo con tanto di sciarpe. Un articolo su di noi potrebbe far vedere ai tifosi ultrà di tutta Italia che il tifo è bello anche senza violenza». Direte ch’era passato De Amicis, da quelle parti, che forse era tutta una finzione, che c’ero cascato. Eppure – gente di poca fede – questi sono i reperti di una passione tramandata di padre in figlio, da fratello a fratello, i cui contenuti valgono (varrebbero) ancor oggi se non fossero stati spazzati via da un temporale che non ha cambiato solo gli ultrà ma il nostro povero Paese. Leggete: «Cerchiamo di insegnare ai ragazzi che in trasferta non si va come zingari, rubare all’autogrill vuol dire disonorare il nome di Roma (una delle canzoni più belle dice onoreremo la città), essere diffidati x avere rotto un treno (invece di un naso) vuol dire essere dei coglioni». «La politica, i partiti, le ideologie…..sono tutte cose che non fanno che creare divisioni in curva e allo stadio…Ma che cacchio c’entrano con la Magica?». «Allo stadio si va per cantare, cantare, e ancora cantare per la Roma…Il resto che centra?». «Roma, solo Roma, Roma e basta» si legge nella Nord…. Eppoi ci lamentiamo che la curva non è più quella di una volta….Io ci manco da un bel po’… proprio perchè sono stufo di saluti di destra e di sinistra,bracci alzati, svastiche, croci, cori di guerra, falci e martelli…siano di destra o di sinistra…Non me ne può fregàdimeno…Possibile che uno non se ne renda conto che sono questi i mali della Sud?????». Eppoi, i comandamenti, che forse ho suggerito, che comunque ho condiviso ritrovandoli in quello striscione che diceva:

  1. “Siamo contro il calcio moderno”. Campagna acquisti da effettuarsi solo in estate e divieto di trasferimenti durante il campionato; al massimo, mercato di riparazione ad ottobre.
  2. libertà di correre sotto la curva per festeggiare i gol senza essere ammoniti o sanzionati in alcun modo: ormai non c’è più neanche la scusa della perdita di tempo, che si recupera;
  3. tutte le partite devono essere giocate nello stesso giorno e alla stessa ora;
  4. limitazione degli stranieri nelle squadre (io non ce li vorrei proprio) poichè tolgono spazio ai giovani;
  5. stop di un anno al calciatore che dopo aver firmato il contratto con una squadra vuole andarsene in anticipo perché un’altra squadra offre di più;
  6. impossibilità per il Presidente di una squadra di essere Presidente o azionista di maggioranza di più squadre di calcio;
  7. ripristino della vecchia Coppa dei Campioni: non è giusto che una squadra che non ha mai vinto uno scudetto possa vincere la Champions League…;
  8. numeri delle maglie da 1 a 11;
  9. divieto di esclusiva ad agenzie di viaggio per i biglietti delle partite in trasferta;
  10. le maglie siano quelle della tradizione e non cambiate ogni anno per questioni di mercato o quantomeno che i colori delle seconde maglie abbiano solo i colori sociali;

Gli ultras dovrebbero:

  1. rifiutare ogni rapporto od aiuto dalle società di calcio;
  2. rifiutare ogni “aiuto” dalle forze dell’ordine, il cui compito è controllare e non aiutare;
  3. avere nelle proprie curve meno gruppi possibile;
  4. andare in trasferta con mezzi propri;
  5. violare ogni limitazione che dovesse essere posta: del tipo che se mi vieti di andare in trasferta, non inviandomi biglietti o cose del genere, in trasferta ci vado lo stesso, mi compro il biglietto lì e mi metto in mezzo al pubblico avverso, come negli anni ‘80.

Dedico questo pezzo agli Ultrà perduti, e a uno in particolare, Geppo, punta di diamante di quei lontani Cucs. Geppo mi scrisse per mesi al Guerino – e io gli rispondevo – segnalandomi le sempre più dure realtà della curva, e della vita: erano arrivati i ladri di catenine d’oro, i profittatori, gli spacciatori. Il dossier con Geppo mi valse un premio da una giuria internazionale presieduta dalla Principessa di Monaco. Sì, Grace Kelly. Lo dedicai al mio sconosciuto interlocutore quando mi dissero ch’era morto di overdose. Gli spacciatori avevano vinto. Lo ritrovo – Geppo – sui tanti cippi disseminati lungo la via Flaminia – la strada di casa – con un nome, una sciarpa giallorossa e un mazzetto di fiori secchi. Questa è Roma. Questa è Roma.

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17 Responses to Geppo e gli ultrà perduti

  1. Sebastiano ha detto:

    straordinario amarcord. e, sebbene, ormai di ultrà si parla solo come sinonimo di violenti, penso che nelle curve si respiri ancora un po’ di quell’aria

  2. Lorenzo Grossini ha detto:

    Aspettiamo le testimonianze di quei tifosi per i quali il tifo non sia fatto di sole spranghe, sassi e cazzotti. Fate sentire la vostra voce e urlate che si può amare il calcio anche senza la violenza.

  3. Francesco ha detto:

    giustissime osservazioni…

    le curve italiane restano l’ultimo baluardo di un calcio ormai scomparso…fatto di passione, tradizione e orgoglio per la maglia e la città…un luogo dove il calcio non è fatto di gazzetta, controcampo e moviole…ma soltanto di emozioni.

    Cari ultras…non servono cortei o manifestazioni di autodifesa…eliminate la violenza e passerete dalla parte della ragione…dimostrereste chi è la vera rovina del calcio!

  4. Francesca ha detto:

    Ho appena finito di leggere il suo articolo…

    Ricordi, emozioni, lacrime e qualche sorriso.
    Ecco cosa succede leggendo alcune delle sue parole.
    Quella curva la ricordo, e quella curva c’è ancora.
    C’è ancora quel sentimento, c’è ancora quella passione, c’è ancora quell’amore verso quella maglia che non è solo una maglia di calcio..è di più, molto di più.
    Che che ne pensi chi la Curva Sud, e come essa molte altre curve d’Italia, non l’ha mai vissuta, non ci ha mai passato neanche una gornata,ci sono più valori in essa che in mille altri luoghi.
    I ragazzi che popolano quella curva, i ragazzi che molti forse troppi etichettano così facilmente come teppisti, violenti, nullafacenti o ignoranti sono invece ragazzi straordinari. Ragazzi che possiedono Valori che buona parte di questa socetà ha dimenticato, o forse non ha mai avuto.
    Solidarietà, umanità, fratellanza, senso di protezione verso i più deboli, lealtà, coraggio, alto senso di giustizia.
    La gente che parla spesso non sà quel che dice, o peggio non conosce l’argomento su cui con tanta facilità emette giudizi e sentenze.
    Sono anni che non vado in Sud, anni che il mio abbonamento si è trasferito in Curva Nord…eppure partecipo come posso, sempre e volentieri, alle decine di iniziative benefiche di cui quei “teppisti violenti e analfabeti” (come spesso vengono dipinti) si fanno promotori..
    Iniziative di beneficenza per aiutare bambini in difficoltà a cui lo Stato non riconosce l’assistenza sanitarià necessaria, persone che necessitano di sangue, iniziative contro la pedofilia e la violenza sulle donne…
    Ma questi signori che parlano hanno mai approfondito questi argomenti? Sanno cosa quei ragazzi giorno dopo giorno fanno? Questi “teppisti” così cattivi che si tolgono magari i 5 euro per le sigarette per donarli a chi ha bisogno…
    No…non lo sanno…
    Non ho figli Sig. Cucci, ma sò per certo che quando ne avrò, maschi o femmine che siano, li spedirò diritti in quella curva nonappena avranno l’età giusta..perchè lì, come fù per me molti anni fà, potranno imparare valori che questo paese, inteso soprattutto come Istituzioni, ha smesso di praticare e insegnare.
    Lì potranno imparare, come fù per me, a difendere quello che viene definito “il compagno di banco”.
    Impareranno che i più deboli vanno sempre protetti.
    Impareranno la lealtà verso gli amici, l’amore per la famiglia, il rispetto verso le persone più grandi.
    Impareranno che combattere per la verità e per la giustizia è un dovere prima di tutto, un dovere verso chi ha subito un’ingiustizia e un dovere verso tutta la comunità.
    Impareranno che cos’è la fratellanza, impareranno a condividere con i propri “fratelli” tutto, anche quel mezzo panino preparato da mamma e diviso in tre sugli spalti di uno stadio qualunque d’Italia (m’è successo).
    Molte di queste cose, questo mondo non ce le insegna più Sig. Cucci.. già non le insegnava più 15 anni fà, quando io ero solo una bambina.
    A me, oltre ai miei genitori, le ha insegnate la gente di quella curva.
    Oggi uomini, che allora erano però “teppisti violenti e analfabeti”, o per come li vedevo io…ragazzi pieni di sogni, di speranze e di valori, Valori Veri.
    Oggi non sono così diversi da allora. Glielo garantisco.
    Sono gli stessi ragazzi di allora.
    E se la gente provasse solo a vedere oltre la sciarpa e lo striscione, scoprirebbe 10.000 meravigliosi ragazzi…ancora capaci di sognare, di lottare e di sperare, con quegli stessi valori, con quella stessa passione, con quello stesso grande cuore.

  5. Italo Cucci ha detto:

    Amica mia, diciamocele sottovoce, queste cose. Ci sono un mucchio di “parrucconi” che non capirebbero il sentimento che io ho conosciuto e che lei continua a portarsi dentro per diretta esperienza. Lo dico sempre, carissima, che si sbaglia a generalizzare dicendo “ultrà” come dire “criminali”. E tutto perché un manipolo di imbroglioni, “commercianti del tifo” hanno avvelenato le curve e la passione. Peccato che siano tutti noti, questi cialtroni: noti ai club, alle questure, spesso ai giudici che li rimandano allo stadio con licenza di barare su un grande sentimento popolare, incapaci di applicare le leggi che esistono, o almeno indifferenti. Molti magistrati s’interessano di calcio solo quando intravedono l’occasione di farsi pubblicità, di finire in prima pagina al seguito di qualche rumoroso scandalo. Gli uccisori di uno sport e di una passione popolare non producono sufficiente attenzione fra i media. Dico anche questo sottovoce perché – mi dicono – potrei andare incontro a guai. Grazie a Dio, in verità, non ho motivi per aver paura e come d’abitudine dico quel che penso. Spero che la tua testimonianza, bella e importante, sia dffusa nel tuo – nel nostro – mondo.

  6. walter ha detto:

    Ma chi l’ha voluta questa burocratizzazione del calcio? Prendere a pretesto la morte di Raciti e di Sandri(RCS: Raciti come Sandri cioè la morte come il nuovo business dei baronati dell’informazione) per fare “finalmente” i tornelli( con la benedizione dei bordelli degli appalti di sinistra voluti da Amato) isolare certe tifoserie di destra e invocare il calcio nuovo bello e sicuro, è uno squallido modo di esercitare il potere da parte di questo governo di “moderati”centristi. Io poi penso che il tifo non debba essere represso da alcune visioni distorte del palazzo, ma al contrario debba essere incentivato esaltato e continuato nell’ordine e con buon senso anche da parte dei più facinorosi, sennò si fa il gioco di chi vuole il calcio solo nelle tv o magari di una squadra come l’inter( che si può permettere l’inter campus) che portando i bambini allo stadio si ritroverà più tifosi di tutti nei prossimi decenni. Quando poi avranno fatto gli stadi all’inglese(eliminando le gabbie per animali, le barriere e i biglietti da pronto soccorso )penso che la gente avrà più voglia di andare allo stadio alla faccia dei nostri cari PARRUCCHIERI e parrucconi..
    Continua così Italo che sei il migliore!

  7. ilario ha detto:

    Italo ma non ci voleva la mano dura per questi violenti?e non ha fatto bene il governo a isolare le tifoserie più violente?per me si, era ora.Grazie a Prodi.

  8. Francesca ha detto:

    Le normative Anti-Violenza adottate sino ad oggi, da destra a sinistra indistintamente (non dimentichiamo che il primo Decreto fù quello del Buon Pisanu), a mio avviso, che frequento gli stadi, sono pressochè inutili e abbastanza ridicole.
    Allo stato attuale le norme anti violenza vietano l’ingresso di striscioni, bandiere, vessilli e torce. Bene. Decisamente uno striscione potrebbe risultare arma atta a strozzare l’avversario suppongo…
    Il bello però viene quando si arriva ai tornelli…e si perchè per lo striscione ci vuole il fax, per la bandiera ci vuole il fax, per lo stendardo ci vuole il fax e la torcia non può entrare, però con le nuove normative di fatto non vengono perquisiti i tifosi al tornello. I tanto decantati Stewart infatti, a norma di legge, possono effettuare solo una perquisizione visiva, ossia si devono fidare di ciò che il tifoso gli fà vedere ma teoricamente non possono ne toccarti ne frugare nella tua borsa..
    Ora, personalmente trovo sia giusto fidarsi del tifoso, ma non vi sembra ci sia un leggero controsenso in tutto questo?
    Lo striscione non entra, però mi fido di te e non ti perquisisco…interessante.
    Ma passiamo alle procedure di approvazione dello striscione. allo stato attuale possono essere introdotti negli stadi solo striscioni di Supporto recanti i colori sociali della squadra.
    A me pare ci sia una leggera violazone della costituzione sulla libertà d’espressione e pensiero, ma anche sulla libertà di contestazione e manifestazione. Da vietare la contestazione e la manifestazione in uno stadio, a vietarla a livello generale il passo non è poi così lungo. Anticostituzionale e dittatoriale come scelta. Questo è un paese libero, lo stadio e il calcio fanno parte del contesto sociale e sono espressione di esso, ed io ho diritto di manifestare il mio dissenso nei confronti di questo decreto sul calcio portando allo stadio uno striscione di protesta. E’ un mio diritto…ma lo stato me ne priva.
    Vogliamo parlare dei biglietti nominativi? O del diritto alla privacy?
    ebbene, q

  9. Francesca ha detto:

    Le normative Anti-Violenza adottate sino ad oggi, da destra a sinistra indistintamente (non dimentichiamo che il primo Decreto fù quello del Buon Pisanu), a mio avviso, che frequento gli stadi, sono pressochè inutili e abbastanza ridicole.
    Allo stato attuale le norme anti violenza vietano l’ingresso di striscioni, bandiere, vessilli e torce. Bene. Decisamente uno striscione potrebbe risultare arma atta a strozzare l’avversario suppongo…
    Il bello però viene quando si arriva ai tornelli…e si perchè per lo striscione ci vuole il fax, per la bandiera ci vuole il fax, per lo stendardo ci vuole il fax e la torcia non può entrare, però con le nuove normative di fatto non vengono perquisiti i tifosi al tornello. I tanto decantati Steward infatti, a norma di legge, possono effettuare solo una perquisizione visiva, ossia si devono fidare di ciò che il tifoso gli fà vedere ma teoricamente non possono ne toccarti ne frugare nella tua borsa..
    Ora, personalmente trovo sia giusto fidarsi del tifoso, ma non vi sembra ci sia un leggero controsenso in tutto questo?
    Lo striscione non entra, però mi fido di te e non ti perquisisco…interessante.
    Ma passiamo alle procedure di approvazione dello striscione. Allo stato attuale possono essere introdotti negli stadi solo striscioni di Supporto recanti i colori sociali della squadra.
    A me pare ci sia una leggera violazone della costituzione sulla libertà d’espressione e pensiero, ma anche sulla libertà di contestazione e manifestazione. Anticostituzionale e dittatoriale come scelta. Questo è un paese libero, lo stadio e il calcio fanno parte del contesto sociale e sono espressione di esso, ed io ho diritto di manifestare il mio dissenso nei confronti di questo decreto sul calcio portando allo stadio uno striscione di protesta. E’ un mio diritto…ma lo stato me ne priva.
    Vogliamo parlare dei biglietti nominativi? O del diritto alla privacy?
    Ebbene, quando il fantomatico biglietto nominativo passa al tornello nella parte interna di esso, ossia rivolta verso adetti ai servizi, polizia ma anche gente comune, appare su un display nome e cognome di chi è appena passato. Questa è una violazione della privacy poichè il nome e il cognome vengono visti non solo dalla polizia di stato, ma di chiunque transiti all’interno dello stadio.
    Per non parlare poi, e mi è successo proprio quest’anno a Parma in occasione di Parma – Roma, quando avviene quel curioso fatto dell’essere ufficiosamente schedati. Schedati, sì. Perchè all’ingresso della stadio quel giorno ogni tifoso e stato fermato al prefiltraggio, fotografato in volto, in alcuni casi fotografati i segni particolari e segnalati i nominativi di chiunque entrasse nel settore ospiti.
    Ora, io non me ne intendo di leggi ma a me questo sembra un’abuso bello e buono. E non era la prima volta..a Messina due stagioni fà accadde la medesima cosa.
    Vogliamo andare ancora oltre? Andiamoci.
    Vorrei che qualcuno mi spiegasse quale legge nel nostro paese prevede che un libero cittadino, nel giorno della partita, non possa recarsi in un’altra città italiana. Questa legge non esiste, eppure accade.
    Accade che una domenica vai a Siena e al casello se non hai il biglietto per lo stadio e vieni da Roma ti rispediscono indietro, anche se tu magari allo stadio non avevi intenzione di andarci. Accade che prendi un treno speciale per andare a Genova a vedere la partita, il biglietto ce l’hai, ma prima di portarti allo stadio ti caricano come bestiame sui bus e ti portano in Questura. A far che? Controlli. Controlli a deliquenti rei di aver commesso un gravissimo reato, aver preso un treno da Roma a Genova.
    Accade che hai caselli delle varie città la Domenica ti conviene nascondere la sciarpa altrimenti ti fermano e ti tengono lì le mezz’ore, a far che? Controlli. E si perchè non lo sapevate che andare da una città all’altra è reato?
    Bene, passiamo alle Diffide e al famigerato Daspo.
    Sig. Cucci, le consiglio, la prossima volta che si reca allo stadio di far attenzione a ciò che le capita attorno. E sì, perchè se lei si siede accanto ad una delle vetrate che separano i vari settori e disgraziatamente un ragazzino scavalca la vetrata a pochi metri da lei, Lei è passibile di Daspo.
    Se lei, Sig. Cucci, transita all’esterno dello stadio e malauguratamente si crea una rissa lei, che era in prossimità dello scontro, è passibile di Diffida.
    E non lo dico per dire, aimè ho amici fraterni diffidati per essersi trovati al momento sbagliato, nel posto sbagliato.
    Sulle Diffide poi, ce ne sarebbero da dire. Consideri che, nel 90% dei casi il processo per la Diffida ha luogo a pena già scontata. Prima paghi e poi ti giudico, forse. E magari ti capita di scontare tre anni di Diffida e al fine risultare innocente. Questa sì che è giustizia, complimenti.
    Quel che ho raccontato fino ad ora è forse l’10% di quello che accade, Domenica dopo Domenica, negli stadi e sulle autostrade italiane.
    Poi i Parrucconi si domandano, ma perchè questi ragazzi ce l’hanno su con noi?
    Ma un’esame di coscenza voi mai??
    Mi scusi Sig Cucci del tono forse un pò arrabbiato, ma da anni vedo e subisco anche, soprusi e abusi e sinceramente dover anche sentire l’opinione pubblica scagliarsi sempre e comunque contro gli Ultras inizia a infastidirmi. Questo stato di cose mi và stretto e mi risulta difficile tollerarlo ancora.
    Bisognerebbe prendersi le proprie responsabilità, Tutti però..non solo gli Ultras.

  10. Italo Cucci ha detto:

    Vi ringrazio delle vostre appassionate testimonianze. Avanti così.

  11. papero ha detto:

    Bellissimo pezzo che m’ha fatto venire la pelle d’oca.
    Io ancora oggi frequento la curva ma ho una nostalgia temenda del CUCS e di tutto quello che rappresentava.
    Oggi la Curva Sud è un accozzaglia di idee di interessi e fra i vari gruppi manca quel collante che ci possa permettere di dimostrare, come nel passato, che per noi Roma e la Roma sono e saranno sempre degli ideali da mostrare con ostentazione.
    I soldi Direttore, sono i fottuti soldi che hanno rovinato il calcio ed hanno inquinato il tifo. Il benessere a noi giovani c’ha reso delle mammolette, oggi si pensa dove parcheggio? devo fare molta strada a piedi? fà freddo? e amenità varie. Ai tempi di Geppo credo che in pochissimi avessero la macchina, in pochissimi si potevano permettere piumini eppure solo il pensiero di andare in quella curva ed ulare FORZA ROMA faceva passare tutto in secondo piano. Questione di mentalità.
    Ho omesso qualsiasi discorso sulla violenza perchè purtroppo se oggi è presente nel calcio all’epoca era una costante a livelli quasi drammatici.
    CUCS mi manchi.
    Grazie Direttore, grazie per il momento di passione che m’ha fatto rivivere.

  12. globalfootball ha detto:

    Non me l’aspettavo. Bravo Cucci.

  13. JACOPO ha detto:

    Salve direttore, sono un bergamasco con la fede dell’atalanta.. mio grande amore.
    Il mio capo, la leggenda bocia, ci ha sempre parlato del cucs, mitico commando ultra curva sud.
    Ci raccontava che se siamo quello che siamo è anche grazie agli ideali che hanno trasmesso a tutta l’italia in quegli anni, dove la roma si amava nelle vittorie e nelle sconfitte, senza fischiare, senza politiche, senza divergenze.. dove allo stadio si andava per tifare, si andava per il gruppo e per l’allegria.

    Quei tempi non sono finiti.. a bergamo noi combattiamo per tenere quest’atmosfera folkloristica dove nobili e operai si ritrovano solo per tifare l’atalanta.. noi stiamo combattendo, e ci crediamo.. e quando vediamo a curve come quella attuale della roma…
    ci viene da piangere.
    La curva della roma non è quella con cui noi eravamo gemellati, che ha fatto storia nel mondo ultras.
    La curva della roma guarda ad interessi e politiche.. sono spuntanti vandalismi e coltelli.. la curva della roma non è più quel luogo di aggregazione che si spostava di domenica in domenica tra il 1877 e 1986..
    Io ci credo ancora, perchè i valori del commando vivono in altre curve e in altre parti d’italia, ma quelli ci sono e non smetteranno di esistere fino a quando ci saranno persone, come i bergamaschi, che lotteranno per difenderli.

    Caro direttore, adesso mi tolga una domanda.. Sono stato incuriosito tantissimo dalla figura di Geppo, storico lancia cori del cucs.. non mi potrebbe dare qualche informazione in più su questo personaggio? Raccontare qualche aneddoto?
    e soprattutto recuperare il nome e cognome per ricercare ancora più in profondità qualche informazione su di lui?

  14. Giuseppe ha detto:

    Ciao Jacopo c’è il sito asromaultras.com dove trovi storie,aneddoti,trasferte chi purtroppo non c’e’più
    ma che rimane impresso come un sigillo.
    Poi c’e’ in allestimento cucs legend dove fanno radio on line.
    ciao e buon divertimento
    Giuseppe

  15. kennyblake ha detto:

    sono un “vecchio tifoso” juventino,sono nato a roma e vivevo al quartiere
    africano,a poche centinaia di metri da casa di geppo..sono fiero ed
    orgoglioso di averlo avuto come amico,di aver potuto frequentare,da
    juventino dichiarato il cucs,di aver visto intere stagioni di campionato
    della roma in curva,un ambiente magnifico pieno di gente magnifica….marocco,pinocchio,stefano del pigneto,roccia,riketto
    ….e tanti tanti altri magnifici ragazzi….grazie al suo aiuto
    ho conosciuto componenti dei fighters juve ed ho potuto formare
    in quegli anni,la sez.romana dei fighters…ma non solo calcio…le seghe
    a scuola per andare al tre fontane o gli agguati al vaticano a rimorchiar
    le turiste,la mia infanzia….poi un brutto incontro…la droga,ci siamo
    persi e tu te ne sei andato….spero che tu abbia trovato pace e….grazie
    geppo,grazie….

    gianni

  16. renzo forte ha detto:

    salve ragazzi, ogni tanto mi piace andare a curiosare in questi siti tanto per rivivere qualche frangente passato nella sud, forse per nostalgia, booh ? leggendo il post di cucci e i vostri commenti m’e’
    tornato “er fremito de na’ vorta”.
    ” ormai ” sto’ sulla cinqantina , famiglia a carico etc etc..e non frequento piu’ da una dozzina di anni .
    diciamo che da frequentatore assiduo quale ero, ho avuto modo di conoscere abbastanza bene il mitico geppo( e non solo ), e di aver condiviso con lui forse una cinquantina di trasferte. un vero personaggio e un bravissimo ragazzo. purtroppo , come diceva anche kennyblake s’e’ messa di mezzo la ” zozzeria ” ma lo ricordo con affetto e un po’ di rodimento di culo.
    jacopo, ragazzo, come detto non conosco piu’ la realta’ della curva sud e non posso dirti niente a riguardo ma quello che ti dicono i tuoi amici in merito a geppo ( e non solo ) e al bellissimo gemellaggio tra il cucs e la tua curva , be’ ti assicuro che puoi crederci.
    io vivo da sempre con quella mentalita’ e mi trovero’ per sempre bene . un saluto.

  17. […] Aspettando la partita di Marassi, parliamo di quel Genoa-Roma, 8 maggio 1983 e di quella giornata di tifo incredibile. Tutti i tifosi giallorossi ricordano il risultato e i marcatori di quella partita (1-1, Pruzzo, Fiorini). Tutti ne conoscono il significato: dopo 42 anni di attesa lo scudetto era di nuovo della Roma. In quegli anni il tifo romanista era al top del suo splendore. Molti ricorderanno la foto che vedete in copertina, dove è ritratto un ragazzo con i capelli lunghi e la sciarpa che a fine gara ringrazia il Barone. Si tratta di Geppo, uno dei leader del Cucs di allora, carismatico personaggio inventore di tanti cori che ancora oggi vengono lanciati in curva sud. Geppo nel mondo ultrà divenne famoso per due lettere che scrisse al Guerin Sportivo, all’epoca diretta da Italo Cucci, sul tema della violenza negli stadi. Geppo venne accusato dalle altre tifoserie di essere un pentito e cose simili. Ne scaturì un dibattito molto interessante, che se volete, potete approfondire sul sito di Lorenzo Contucci. Qualche anno più tardi Italo Cucci tornò su quello scambio epistolare raccontando la sua esperienza. […]

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