Niente sesso, c’è internet e la socializzazione 2.0

Pare che in America si sia trovato un metodo per coadiuvare l’astineza (sessuale) e questo metodo si chiama internet. Da una ricerca condotta da Jwt su 1011 soggetti adulti è venuto fuori che il 15% del campione non riusciva a stare più di un giorno senza andare online, il 21% poteva resistere un paio di giorni, e il 19% qualche giorno in più.
I dati più interessanti sono però legati al modo in cui viene vissuto il rapporto con il mondo reale.

Il 48% degli intervistati ha ammesso di sentire la mancanza di qualcosa di importante senza la possibilità di accesso internet. Il 28% ha dichiarato di aver limitato il tempo passato alla socializzazione con altri umanoidi in favore del mondo della tripla doppia vu. Il 20% ha invece asserito di aver fatto meno sesso perchè impegnato ad annaspare con mouse e tastiera.

Dalla ricerca però non traspare il modo in cui viene fruita la rete. Sarebbe stato interessante capire se il campione intervistato, avesse deciso di dedicare il tempo sottratto alla socializzazione in favore della controparte online. Non si cercano più i contatti con gli amici in carne ed ossa per costruire nuovi rapporti 2.0? Non si fa più sesso perchè tanto ci sono siti come Riv dove trovare tutto il porno di cui necessitiamo? Prima ci si incontrava in piazza e ora su messenger? I tempi cambiano e cambiano anche le abitudini. Le persone che “soffrono di questi problemi” vengono chiamate digitivity denizens e se non sono assillati da interent sono assillati dal loro blackberry (ribattezzato crackberry in questi casi).
C’è da dire che una ricerca del genere cade proprio a fagiolo e giustifica perfettamente la situazione cinese dove a causa di overdose da web si può morire partecipando ad una maratona di gaming online oppure passando una vacanza davanti al monitor ci si ritrova in mano un bel biglietto per l’obitorio.

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2 Responses to Niente sesso, c’è internet e la socializzazione 2.0

  1. falco ha detto:

    verissimo!
    io capisco l’evoluzione del mondo, i mezzi di comunicazione e le tecnologie, ma ormai siti porno come riv rovinano tutto: donne che stanno li solo per vendersi, fingendo di provare qualce interesse per chi hanno davanti a loro, ma molti forse non hanno capito che l’interesse è direttamente proporzionale ai soldi spesi in quel sito… TUTTO A PAGAMENTO!
    cosi non va più bene, ok a non restare al tempo della clava, ma commercializzare anche solo il vedere una ragazza in cam per dirle “ciao come stai” mi pare eccessivo: sia per le ragazze viste come vere e proprie prostitute, sia per i gestori del sit, che alla faccia dei polli che vanno a spendere nel sito RIV, si fanno i ponti d’oro; considerate che minimo sono 3 euro al minuto da pendere fino anche ad arrivare a 5!

    come sempre e come tutte le cose, si va all’eccesso e questo ne è un vero e proprio esempio.

  2. Lorenzo Grossini ha detto:

    si, certo vedere ragazze in cam è una parte. Direi che il commento è molto più appropiato per quest’altro post. Ad ogni modo è ovvio che un utente va su quel sito per trovare ragazze che si spoglino. Se queste “fingono”, come dici tu, interesse per il cliente starà a loro deciderlo. Fa parte del loro lavoro, credo. Quanto più sei gentile tanto più fidelizzi il cliente no? Per approfondire questo tema che ti sta a cuore, vai al link che ti ho segnalato sopra, direi che lì c’è ampio spazio per il dibattito.

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