Noi “maschietti”

tubo_lil.jpgDoverosa premessa: sono uomo. E, come direbbe il commissario Montalbano, a volte ho “un carattere fituso”. I periodici femminili ormai hanno il vezzo di chiamare gli uomini “maschietti”. Mi pare “fitusamente” riduttivo, una vendetta lessicale del femminismo gravido di ripicca, ora che le rubriche sono in gran parte appaltate a donne. La scrittrice Silvia Ballestra fa le sue considerazioni sulla Norvegia, paese che corre ai ripari dopo aver scoperto che oggi sono i “maschietti” ad essere come un tempo lo erano le femminucce, cioè indietro in tutto. La Ballestra non riesce a contenere la soddisfazione, sia pure con quell’ipocrisia diplomatica che sostituisce l’ironia (merce rara). Suvvia, i maschietti facciano i signori: evitino parole come “veline” o “fighette”. No alle tentazioni!

P.M.F.

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