Milano mette gli studenti in soffitta

L’università degli orroriL’antico adagio recita che in tempi difficili qualsiasi buca diventa trincea, e i nostri atenei alle prese con i tagli all’edilizia non potevano che rispolverarlo. Se gli alloggi scarseggiano, bisogna arrangiarsi in qualche modo, e così università Statale, Bicocca e Politecnico hanno pensato di sistemare gli studenti fuorisede nei sottotetti. Complice una legge regionale del 1996 che regola la ristrutturazione di edifici a fini abitativi, l’Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) ha rimpinguato l’offerta di alloggi ricavando dei piccoli locali dagli spazi di copertura di alcuni appartamenti. Ad oggi sono 207 i sottotetti pronta consegna, ma entro l’inizio del prossimo anno accademico si conta di ultimarne altri ottanta. L’Isu, ente per il diritto allo studio universitario che li avrà in gestione, conta di assegnarli ai vincitori in base a criteri di reddito e di merito. Si tratta di moduli abitativi ricavati in quartieri molto vicini alle sedi universitarie, soluzioni che cercano di arginare la macchia sempre più torbida degli affitti in nero e dei prezzi fuori controllo. Uno sforzo di ampliare l’offerta abitativa, che finora ha registrato investimenti per 22 milioni di euro, che tenta di venire incontro ai disagi di centinaia di studenti costretti alla spola quotidiana dalla provincia alla facoltà. «Gli alloggi avranno prezzi abbastanza accessibili – fa sapere il dirigente dell’ Isu Mario Bazzani – in linea di massima un posto letto non dovrebbe superare i quattrocento euro». L’assegnazione dei locali sarà una scelta mirata, perché i vincitori verranno decisi mediante criteri simili a quelli adottati per le residenze universitarie classiche, ma con la novità di un ritocco verso il basso del tetto massimo di reddito. Si cerca insomma di facilitare gli studenti più disagiati, senza dimenticare però che la carenza di alloggi è ancora ben lungi dall’essere stata risolta. «Molto ancora deve essere fatto – spiega Bazzani – per il momento i posti letto non sono sufficienti a coprire il fabbisogno della città». Per fronteggiare il problema le dieci università milanesi hanno dato vita a ristrutturazioni e si propongono nuovi investimenti. L’obiettivo è arrivare a mille nuovi alloggi entro due anni, e nell’attesa molti dovranno ritenersi fortunati ad avere un tetto sopra la testa.

Francesco Lo Dico

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