Professori bocciati in tecnologie

L’università degli orroriAnche se i dati sull’e-learning mostrano risultati brillanti e hanno la fiducia degli utenti, gli atenei nostrani fanno orecchie da mercante. Secondo l’indagine della Fondazione Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane), soltanto uno su dieci integra l’intero insegnamento con risorse e contenuti telematici, e tre su quattro immettono sul web meno del cinquanta per cento delle lezioni, abbandonando al proprio destino migliaia di studenti impossibilitati a frequentare i corsi o costretti a vivere fuorisede. Eppure il sondaggio manifesta un diffuso apprezzamento verso i contenuti reperibili on line. Dispense, libri, appunti, e contributi audiovisivi consultabili, hanno fatto registrare negli ultimi anni notevoli progressi. A tal punto che nel 91 per cento dei casi, gli atenei che li hanno adottati hanno rilevato che gli studenti a distanza acquisiscono maggiori conoscenze e di migliore qualità rispetto a quelli che occupano le aule. Orari flessibili, risparmi sui trasporti, ottimizzazione dei tempi. Tutto lascerebbe pensare che l’e-learning sia una prospettiva destinata a crescere, non fosse che nelle nostre università ristagna. È possibile trovare on line il materiale di un intero corso di laurea soltanto in tre casi su dieci, e appena il 18 per cento degli atenei si è preoccupato di organizzare lezioni sul web per i singoli insegnamenti. Una scarsa apertura alla tecnologia dietro cui si nasconde spesso la diffidenza dei docenti. L’età media avanzata, la consolidata abitudine a concepire l’insegnamento in termini cartacei e verbali, la preoccupazione di dover spendere tempo prezioso nell’apprendimento di nozioni informatiche e nella produzione di contenuti ad hoc hanno ostacolato fino ad oggi la diffusione dell’e-learning. Dall’indagine della Crui, emerge che sei professori su dieci non sono disposti a modificare gli schemi didattici approntati per l’insegnamento, in funzione delle nuove frontiere proposte dalla tecnologia. Considerata la penuria di postazioni informatiche negli atenei italiani, pare che l’apprendimento a distanza continuerà a restare un privilegio di pochi sfortunati.

di Francesco Lo Dico

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One Response to Professori bocciati in tecnologie

  1. polis ha detto:

    Sono francesco da Corinaldo (An), vi segnalo Polis il mio blog amatoriale sulla Politica, sarei lieto se lo potete inserire tra i vostri link:
    http://www.polisfs.blogspot.com

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