Chi ha sfregiato il Vittoriano? Nessuno…

GiornaleC’è voluto più di un mese perché la bruttura estetica e la violenza simbolica degli ascensori costruiti sull’Altare della Patria emergessero con tutta la loro imbarazzante evidenza. Prima, malgrado le immediate ma carsiche prese di posizione critiche di qualche studioso – tra tutti Francesco Arata della direzione musei capitolini – agli onori della cronaca erano balzati i cerimoniali ufficiali d’inaugurazione degli ascensori sul Vittoriano. Celebrati alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e degli immancabili dioscuri Walter Veltroni – sindaco di Roma – e Francesco Rutelli già sindaco di Roma e ministro dei Beni culturali. La retorica di “Roma dal cielo”, promessa dei famigerati ascensori, è durata poco. In rapida successione, dopo le bordate di Arata e quelle interne al ministero – in testa a tutti ad ariete il sindacato Uil – hanno preso posizione Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza, Roma Capitale, Italia Nostra, Sos Beni culturali e finalmente il Consiglio superiore del ministero presieduto da Salvatore Settis. I politici sono arrivati di conseguenza: interrogazioni parlamentari a raffica, ultima quella di 35 senatori di centrosinistra (tra cui Roberto Mansione, Domenico Fisichella, Cesare Salvi e Marina Magistrelli) che hanno inviato un’interpellanza a Rutelli chiedendo la rimozione della struttura panoramica. Peraltro poco consona a un luogo che resta fino a prova contraria un sacrario. Ultimo colpo di scena i vetri infranti degli ascensori, danneggiamento dovuto pare a problemi di escursione termica, ma che aumenta l’imbarazzo del ministero dove ormai da giorni è partito lo scaricabile delle responsablità. Il ministro Francesco Rutelli per primo si era chiamato fuori dalla querelle chiedendo anzi una commissione di studio per accertare le responsabilità di una realizzazione così visivamente impattante della struttura panoramica sul Vittoriano. Oggi è la volta del soprintentende dei Beni architettonici di Roma Federica Galloni, direttore dei lavori durante la realizzazione degli ascensori: nega di essere lei ad avere autorizzato l’opera. Ma sostiene che il progetto di Paolo Rocchi, realizzato sul Vittoriano, è stato ritenuto ed è sicuramente il migliore degli undici presentati. Figuriamoci gli altri verrebbe da dire, anche se un progetto migliore di quello di Rocchi sicuramente c’era: era quello, scartato per misteriosi motivi, dell’attuale direttore regionale della Puglia Ruggero Martines che prevedeva l’utilizzo di ascensori interni alle due torri del Vittoriano. Da ogni responsabilità sull’archimostro che grava sull’Altare della Patria e su Roma si chiama fuori infine anche il direttore regionale Luciano Marchetti peraltro confermato al suo posto nell’ultimo rimpasto di via del Collegio romano. Chi ha dunque autorizzato i lavori sul Vittoriano? La gobba verde sul bianco Vittoriano è frutto del caso? Intanto al ministero sbuffano: quante storie, dicono, visto che la struttura è removibile. Già, ma considerato che è costata un milione di euro perché allora realizzarla? E se è removibile perché sta ancora li? E se verrà rimossa chi pagherà il costo?

Riccardo Paradisi

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