Il Programma di Veltroni? Ottimo per la bicamerale

Giornaleda L’Indipendente del 25 luglio 

Walter Veltroni ha affidato al Corriere della Sera il suo manifesto programmatico da candidato leader del Partito democratico. «Dieci riforme per sbloccare l’Italia» annuncia il pomposo titolo. E dopo una lunga premessa sul malessere della democrazia nel mondo, sul significato lessicale della parola «democratico», sui mali del caso italiano, arrivano le ricette. Quali? Un pacchetto di interventi sul tessuto istituzionale, da approvare in Parlamento con accordi con l’opposizione: una sorta di agenda per una potenziale commissione Bicamerale, una delle tante che abbiamo già visto all’opera con scarsi risultati. Le proposte di Veltroni vanno dal superamento del bicameralismo perfetto (con il Senato delle autonomie locali) alla riduzione del numero di parlamentari; dalla nuova legge elettorale (con una strizzatina d’occhio al referendum) ai poteri del presidente del Consiglio; dal completamento della riforma federale (ma il centrosinistra non si è battuto per demolirla?) al voto concesso ai sedicenni. La prima cosa che impressiona di questo programma è il fatto che, a parte le ambizioni del titolo, non si vedono novità. Tutte le proposte di Veltroni sono, in qualche modo, già depositate in Parlamento, con tanto di firme di rappresentanti dei due schieramenti. Metterle insieme, in fila una dietro l’altra, può essere un utile esercizio per , appunto, una commissione bicamerale: ma non è certo quanto ci si aspetta dal fresco candidato di un partito che vuole governare l’Italia. Dove sta la novità? E la rottura? Strano: Veltroni, abilissimo comunicatore, dovrebbe avere capito che, senza strappi, nessun leader può affermarsi con la necessaria combinazione di autorevolezza e di entusiasmo. La seconda considerazione riguarda il perimetro nel quale si sta muovendo il candidato leader. Tutto politico, istituzionale, da addetti ai lavori. Per carità: le riforme istituzionali servono, e in qualche modo rappresentano un pezzo decisivo di un programma di cambiamento. Ma gli italiani da un leader vogliono sentire altre proposte. La riduzione delle tasse, un intervento sulle pensioni (e non il passo indietro appena varato dal governo) e sullo stato sociale, qualcosa di concreto sulla scuola e sulla università. Peccato che proprio su queste materie Veltroni può dire poco, perché correrebbe il rischio di “disturbare il manovratore”, cioè l’attuale capo del governo, già molto stizzito per il modo con quale si sta procedendo alle primarie del Pd. E allora, ecco venire fuori dal cilindro le proposte istituzionali: ma per quelle non c’è bisogno di eleggere un nuovo capo di un nuovo partito.

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One Response to Il Programma di Veltroni? Ottimo per la bicamerale

  1. ufficio stampa ha detto:

    Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

    Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
    Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali

    Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

    Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.

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