RomaTre, Fabiani quattro il rettore diventa un re

L’università degli orroriUn altro highlander tra i rettori italiani. Si chiama Guido Fabiani e siede al vertice dell’università di RomaTre da dieci anni. Questo che si appresta a chiudere doveva essere l’ultimo mandato del suo lunghissimo e a tratti contestato rettorato. Almeno così prescriveva lo statuto di RomaTre che si ispira al più generale schema statutario che regola, si fa per dire, la governance delle università italiane e che pone un limite di due mandati per chi riveste la carica di rettore. Ma si sa: gli statuti universitari in Italia ormai esistono per essere modificati. Accade oggi a Roma, ma come questo giornale ha raccontato, è già avvenuto a Cagliari, a Bologna, a Brescia, a Perugia, in Molise che i rettorati si siano trasformati in pontificati. Cambiare lo statuto degli atenei del resto è una prassi ormai ordinaria per quei rettori che hanno la vocazione dei monarchi. Tanto che Fabiani una prima modifica allo statuto l’aveva già fatta alla scadenza dei primi due mandati come rettore di RomaTre, garantendosi un altro quadriennio. Adesso, a ridosso della nuova scadenza, con un’altra modifica Fabiani si assicura la possibilità di ricandidarsi a succedere a se stesso per la quarta volta consecutiva verso un nuovo mandato quadriennale. Potrebbe essere sufficiente questo per prendere atto con costernazione dello stato della governance nelle università italiane, sulla quale si attende invano da mesi che il ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, pronunci una condanna, annunci un’iniziativa. Ma non c’é solo questo. Il gruppo che sostiene Fabiani nella sua ibernazione alla guida del politburo di RomaTre infatti è andato oltre la seconda modifica dello statuto. È riuscito a ottenere – malgrado l’eroica resistenza dell’opposizione in ateneo – che al magnifico Fabiani per poter essere rieletto bastino al primo turno il 33 per cento dei voti tra gli aventi diritto. Dentro RomaTre cova il malcontento, naturalmente, anche perché nel senato accademico la modifica allo statuto è passata per un solo voto. Ma come si dice cosa fatta capo ha. Gli statuti passano, i rettori, come i diamanti, sono per sempre.

di Riccardo Paradisi

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