Caso Basilicata: Quattro facoltà ma venti serre

L’università degli orroriLa piccola università della Basilicata conta su quattro facoltà, poco più di novemila studenti e su venti serre costruite con i finanziamenti post terremoto: qualcosa come sette milioni e mezzo di euro. Erano state destinate agli studenti della facoltà di Agraria, ma per qualche ragione non sono mai state utilizzate e l’ateneo lucano è stato incluso, così, tra gli enti su cui si addensano sospetti di mala gestio di beni pubblici. Un elenco di ipotetici sprechi che ha reso noto Michele Oricchio, procuratore generale della Corte dei Conti regionale. A rendere ancora più intricata la vicenda, si sono aggiunti però i progetti di ricerca finanziati dall’Unione europea tramite la Regione: oltre dieci milioni di euro erogati fra il 1994 e il 1999 per realizzare studi sul territorio. Alcuni di questi non si sono conclusi nei tempi indicati, e siccome era stata l’Università della Basilicata ad anticipare ai docenti i fondi necessari, nel bilancio del 2003 si sarebbe creato un buco per circa due milioni di euro non restituiti. Col risultato che il bilancio di previsione 2005 non è stato approvato dal cda e che la Regione ha dovuto far quadrare i conti dell’ateneo lucano. Un milione di euro – in aggiunta ai finanziamenti ordinari – nel 2005, e tre milioni annuali fino al 2009. Adesso i carabinieri hanno acquisito in Regione i documenti legati ai progetti di ricerca e presto sui fondi europei dovrebbe essere fatta chiarezza.

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