A Cagliari sono finiti anche i soldi per le bollette

L’università degli orrori«Isoldi per pagare luce, riscaldamento, telefono, pulizia e per garantire la sicurezza non bastano. Servono almeno 3 o 4 milioni di euro in più, altrimenti non sappiamo neanche come accendere le luci e far partire il riscaldamento delle aule». A lanciare l’allarme è il rettore dell’università di Cagliari, Pasquale Mistretta. Anche l’ateneo sardo è ufficialmente in bolletta, e come ormai è consuetudine da quando il governo ha tagliato i fondi universitari, sono stati chiesti a studenti e familiari ulteriori sacrifici economici per salvare l’inizio del nuovo anno accademico. «La forte concorrenza con gli altri atenei », ha spiegato il Magnifico, «rende necessario aumentare adesso le tasse, anche per evitare che le criticità non governabili prendano il sopravvento, creando serie ripercussioni sul futuro». È così, anche l’università isolana, che negli ultimi anni aveva applicato le tasse più basse d’Italia (364,34 euro contro un valore medio nazionale per studente pari a 906,22) varerà pesanti aumenti per assicurarsi la sopravvivenza. E si parla di incrementi fino al 35 per cento. A incidere negativamente sui conti dell’ateneo ci sono anche seimila esonerati, circa un sesto degli iscritti che ha diritto a non pagare tasse. E anche se l’università di Cagliari si è lanciata da qualche tempo in alcune attività commerciali per reperire nuove risorse finanziarie, gli aumenti delle rette sembrano inevitabili. «Se gli studenti comprenderanno la nostra necessità, bene. Altrimenti mi attendo suggerimenti », aveva annunciato il rettore alla vigilia dell’incontro con gli studenti. Ma quando Mistretta gli ha illustrato la difficile situazione, i rappresentanti hanno opposto un secco rifiuto. «Servono 4 milioni in più all’anno? Il Rettore li vada a cercare da un’altra parte: non spetta a noi tappare i buchi di bilancio dell’Università », hanno commentato. «Non sarebbe giusto penalizzare gli studenti-lavoratori e i fuorisede. Se avessimo un’università eccellente un incremento sarebbe comprensibile, ma non è così». Nel tentativo di scongiurare scontri e proteste, il vice presidente della commissione Cultura del Consiglio regionale sardo, Carlo Sanjust, ha chiesto la convocazione del rettore e dei rappresentanti degli studenti per un’audizione. I quattro milioni di euro mancanti non possono essere caricati sulle spalle degli studenti, e Sanjust ritiene che l’amministrazione regionale debba intervenire.

di Antonino Luizzi

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