Bologna, più tasse per tutti gli studenti

L’università degli orroriGli appelli del rettore Pier Ugo Calzolari sono caduti nel vuoto, e così gli studenti dell’università di Bologna hanno deciso di scendere in piazza contro il caro tasse. Martedì un folto presidio occuperà piazza Verdi, e nei giorni a seguire sono previste numerose manifestazioni di protesta contro quella che molti di loro denunciano come una stangata senza precedenti. E alcuni si dicono pronti a rivolgersi al Tar. «Abbiamo già un ricorso pronto, il rettore così ha aperto una conflittualità forte con il mondo studentesco», fanno sapere i rappresentanti degli studenti, «Più soldi li vada a chiedere a Roma, non a noi». A dare fuoco alle polveri, è bastata la presentazione del nuovo piano di tassazione illustrato dal prorettore Paola Monari, che prevederebbe in particolare forti rincari per le lauree a ciclo unico (architettura, giurisprudenza e farmacia). Obiettivo dell’ateneo bolognese è innalzare i costi di queste discipline per equipararli a quelli previsti per i corsi tre più due. Una questione di uguaglianza, ma gli studenti lanciano un’altra proposta: fare pagare meno anche i colleghi discriminati secondo il rettorato. Con i nuovi parametri di tassazione non ancora approvati dal Senato accademico, laurearsi in giurisprudenza costerebbe più 10.500 euro contro i 7800 dell’anno precedente, mentre per diventare dottore in farmacia non basterebbero più 6mila euro, ma più oltre 7.500. Ma è sulle iscrizioni all’ultimo anno che si concentra lo sconcerto degli studenti dell’Alma Mater: per concludere la facoltà di medicina servirebbero 2.200 euro, contro i 1300 spesi nell’anno accademico precedente, mentre per il quinto di giurisprudenza si passerebbe da poco più di mille euro a oltre 1.600. Il Magnifico però getta acqua sul fuoco: «Paola Monari non ha inteso preannunciare incrementi della tassazione reale, ma si è limitata a porre un problema concreto: quello della contribuzione delle lauree specialistiche a ciclo unico europeo, che forniscono alcuni dei titoli più prestigiosi e valutati dal mercato». Il rettore Calzolari ribadisce che tutti devono contribuire all’elevazione della qualità delle università, ma soprattutto il governo, dal quale molti altri atenei italiani si aspettano meno parole di circostanza e più segnali concreti.

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