Le tracce dei temi come il programma: un mare di parole

casa.jpgIl mio primogenito è stato uno dei 500mila candidati alla maturità. Martedì la mamma gli ha comprato il pane fresco alle 7 e 30 e gli ha fatto un panino di prosciutto, che si è mangiato, scrivendo il tema. Ha puntato sul diritto e la giustizia (testi di Aristotele, Beccaria e Bobbio, tra gli altri). Ieri la prova era più corta, quattro ore a disposizione, per la versione di latino. Niente panino. E meno male perché Seneca rischiava di farlo rimanere sullo stomaco con quella versione contorta in cui già il titolo non è chiarissimo: “Io ho quel che ho donato”… O lo hai o lo hai donato. O no? Comunque, si sa che è difficile trovare agli esami una versione con un testo normale. Provate, per sfizio, a leggere lo scritto di Seneca tradotto e ditemi se ha un senso. «O quanto avrebbe potuto avere, se avesse voluto! Queste sono ricchezze sicure destinate a restare in un solo luogo nonostante qualsiasi volubilità della sorte umana (lett. in qualunque volubilità della sorte umana); queste quanto più grandi saranno, tanto minor invidia susciteranno. Perché le risparmi come se fosse (patrimonio) tuo? Sei (solo) l’amministratore». Complimenti al Ministero! È già passato qualche anno dalla riforma voluta da Luigi Berlinguer, eppure la prova di licenza liceale non convince ancora. Doveva, nello spirito, svecchiarsi, essere più centrata sui temi e i problemi del Novecento, che è già il secolo scorso. E invece fatalmente conserva quel sapore vagamente ottocentesco… Certo, sulla prova di italiano esistono molte più possibilità oggi. Le tracce del Ministero ieri occupavano 9 cartelle! Tema di letteratura, di storia, di fantasia, come si diceva una volta, che quest’anno riguardava la tv e il villaggio globale. Però resta l’impressione che con tutti questi testi messi nelle tracce, si stenti a capire le qualità e le possibilità dei giovani candidati. Non sarebbe meglio dare loro anche uno spunto minimale. Del tipo racconta e commenta questa fotografia. Oppure parla del tuo amico (o del tuo sport) preferito… cose così elementari. Si dirà: niente di più difficile da fare che le cose semplici. E tuttavia nella complicazione e nella profusione di idee e argomenti ci si può perdere davvero e non arrivare ad un risultato positivo. Quanto alla versione di latino dei classici, possiamo dire che molto dipende dall’esercizio fatto durante l’ultimo anno e senza più il professore interno si rischia di incappare in qualche voto basso. Del resto chi scrive nel lontano 1978 fece un tema perfetto su Giorgione e Leonardo, mentre prese l’insufficienza con una versione di greco da Aristotele. Eppure ciò non mi ha impedito di scrivere, per mestiere, fino ad oggi.

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