Ecco perchè è difficile u governo istituzionale

GiornaleSe leggete attentamente i numeri riportati oggi dall’Indipendente nell’articolo di Enrico Novi, vi risulterà più chiaro perché Silvio Berlusconi vuole ancora le elezioni anticipate. Lo scarto tra le due coalizioni viaggia nell’ordine dei 15 punti (si partiva da una situazione di pareggio appena un anno fa), è in forte aumento nelle ultime settimane, a conferma del fatto che l’impopolarità del governo di Romano Prodi non è legata alla Finanziaria, ma rappresenta un dato strutturale. Inoltre, con questi numeri, mentre il centrodestra può perfino rinunciare ai voti dell’Udc (Casini lo ha capito e ha frenato la polemica con il leader di Forza Italia), il centrosinistra è strangolato dalla sua novità, il Partito democratico, percepito dagli elettori solo come un accordo tra nomenclature. Con il solito pragmatismo che orienta la sua azione politica, e con un’integra sintonia con l’opinione pubblica, il ragionamento di Berlusconi diventa pura aritmetica: il consenso per Prodi e per la sua maggioranza precipita, basta aspettare l’incidente di percorso e la fine della legislatura, mitigata da un governo tecnico con il compito di fare una nuova legge elettorale, diventerebbe inevitabile. E andando alle urne entro il 2008, non ci sarebbe alcuna discussione sul candidato premier del centrodestra. Sarebbe Berlusconi, punto e a capo. Così, con un apparente paradosso che la politica riserva alle situazioni più confuse, il centrodestra trova negli orientamenti elettorali la sua forza e, al tempo stesso, la sua debolezza. La forza perché ha il vento in poppa, la debolezza per il fatto che una parte della coalizione (An e Udc) non ha intenzione di regalare a Berlusconi una nuova opportunità di candidato premier. Tra l’altro, in queste condizioni, senza un nuovo programma condiviso, il centrodestra al governo rischierebbe di fare il bis rispetto alla precedente legislatura. Diventerebbe, cioè, prigioniero dei veti incrociati al suo interno. Per uscire dalla trappola e per non restare paralizzati dalla legge dei numeri, i partiti del centrodestra hanno davanti una sola strada. Trovare un’iniziativa comune, e tradurla con una proposta, per un governo istituzionale a termine. Un esecutivo che non può limitare la sua azione alla riforma elettorale, difficilmente lo consentirebbe il capo dello Stato, ma deve avere anche un’agenda ristretta di obiettivi, a cominciare dalla riforma delle pensioni. Un governo che dia il tempo, diciamo i due anni che ci separano dalle europee, per riorganizzare i due schieramenti politici e risolvere alla luce del sole la questione della leadership. Sapendo che al posto di Berlusconi nessuno ci può aspirare per cooptazione o attraverso un’investitura mediatica. Capi, in politica, si diventa sul campo: e con il gradimento degli elettori.

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2 Responses to Ecco perchè è difficile u governo istituzionale

  1. sinistraSTOP ha detto:

    C’è tanta paura in casa sinistra; Paura di eventuali nuove elezioni.
    Con tutto che è vera la tesi che anche all’interno del centrodestra le acque non siano serenissime, sembra però ovvio che una eventuale nuova elezione potrebbe compattare nuovamente la CDL ed a quel punto disintegrare un UNIONE che unione non è mai stata.
    Una nuova elezione in questi momenti per la sinistra significherebbe sconfitta quasi certa; L’unico rimedio che avrebbero è quello, come al solito di fare affidamento sugli scrutatori, che per quel che riguarda le elezioni, per la sinistra sono come una sorta di dodicesimo in campo;
    Ma lo scrutatore fa quel che può; ci può provare sino all’infinito, ma quando poi la maggioranza è così schiacciante può fare davvero poco; La sinistra alle elezioni gioca sempre in casa; Noi elettori della CDL, ogni volta che andiamo al seggio è come se andassimo in trasferta.
    Ma pur essendo vero che la sinistra alle elezioni gioca in casa, è anche vero che Ternana – Real Madrid non è partita ne da 1 e ne da X.

  2. ufficio stampa ha detto:

    Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

    Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico
    Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali

    Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

    Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.

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