Messina, lo zar umilia i precari

L’università degli orroriAll’Università di Messina, il professore Franco Tomasello ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo. Preside della facoltà di Medicina dal 1993, rettore dal 2004, sposato con la dirigente della stessa università messinese Melitta Grasso, il neurochirurgo ha saputo crearsi un ruolo di spicco nello Stretto, soprattutto grazie a una gestione oculata delle assunzioni. Ma dopo aver superato indenne i tempi in cui la Commissione antimafia vagava per i dipartimenti, l’ateneo messinese – a quel tempo ribattezzato “verminaio” – è di nuovo nella bufera. Tutto inizia quando l’ex rettore Gaetano Silvestri concede il rinnovo del contratto a una larga fetta di precari a tempo determinato. Il Magnifico zar Tomasello gli assicura di onorare l’impegno, ma nei fatti eroga solo una modesta parte delle mensilità di servizio. I precari protestano (come si può leggere qui), ma Tomasello lamenta i limiti di spesa fissati dalle leggi finanziarie del governo. Accade però che una cospicua fetta dei fondi destinati ai precari a tempo determinato, viene devoluta dal rettore a una serie di contratti di collaborazione continuativa. Nomi che con i precari dell’ateneo non hanno nulla a che vedere. Il rettore gli preferisce i dipendenti della Unilav, una società costituita nel novembre 2001 dalla stessa Università di Messina e altre due cooperative, che è subentrata al Cus nella gestione degli impianti sportivi dell’ateneo. Difatti la Unilav è preziosa per l’Università di Messina: l’associazione vanta una convenzione con la Regione, e nel momento in cui scade, il professore Tomasello spinge per il rinnovo. Le sollecitazioni del rettore vanno a buon fine, e man mano che si avvicina la scadenza del primo mandato, fissata per febbraio 2007, il rettore Tomasello mette in atto una spettacolare fuoco di fila di assunzioni. Per avere un secondo mandato servono rinforzi, e lo zar non si fa mancare sostegno. Il numero di ingaggi legati all’Unilav, schizza velocemente da 238 unità alle attuali 400. Entrano in qualità di soci lavoratori decine di persone imparentate a vario titolo con dipendenti, professori e sindacalisti legati all’Università. Assunzioni dirette e nominative, senza l’adozione di alcuna pubblica selezione, che sotto l’attenta regia della moglie dirigente, regalano al professore Tomasello numeri da plebiscito. Il primo marzo del 2007 Franco Tomasello viene eletto rettore per la seconda volta. Ai precari restano le briciole.

di Antonino Ulizzi

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