La famiglia non si aggiusta con una passeggiata a San Giovanni

GiornaleCon un gesto di realismo parlamentare e saggezza politica Piero Fassino va dicendo da giorni che occorre un ripensamento sui Dico, magari affrontando la questione senza produrre una legge apposita e andando a modificare il codice civile laddove necessario. Il segretario dei Ds ha ragioni da vendere ed il suo ripensamento merita un plauso sincero, che solo una pseudo-cultura integralista ed affatto laica si ostina a negargli. Fassino ha ragione innanzitutto in termini politici, poiché la soluzione di cui parla apre la strada ad un confronto dentro e fuori la maggioranza (ed anche oltre il Parlamento) che potrà forse portare a qualcosa di buono. Ma Fassino potrebbe avere ragione anche in termini culturali, anche se il condizionale è d’obbligo. Infatti qui viene a galla la questione di fondo, cioè l’inconsistenza culturale di una norma apposita che crea una specie di matrimonio di serie B. Perché questo fanno i Dico, piaccia o meno ammetterlo. Un matrimonio di serie B che produce la demenziale situazione di proporre alle giovani coppie un modello di comportamento non più fondato sulla semplice e chiara differenza tra la scelta di sposarsi o meno (ambedue peraltro reversibili, in presenza del giusto istituto del divorzio), bensì su una terna che prevede la soluzione di mezzo, ipocrita e meschina. Come a dire: voglio sposarti ma solo un po’, dunque facciamo un Dico. Il dovere della politica non è quello di rincorrere i bisogni di tutti anche quando diventano capricci. La politica ha il dovere di indicare modelli virtuosi di comportamento, nei quali deve esserci spazio per l’assunzione di responsabilità. I Dico sono figli di un momento di politica debole, arrendevole, furbetta e qualunquista. Quanto al centrodestra è chiaro che c’è molta strada da fare. Il Family Day, cioè la vera grande novità politica dell’anno, è nato e cresciuto fuori dai partiti della maggioranza e dell’opposizione. È vero che Berlusconi, Fini e Casini ci sono andati, e hanno fatto bene: ma ci saremmo aspettati, già all’indomani del Family Day, un pacchetto di proposte sulla famiglia da parte del centrodestra. Un’iniziativa politica, insomma, che invece ancora non si è vista. Così come, a parte il solito uso del galateo con gli “apprezzamenti” per la svolta di Fassino, bisognerebbe spiazzare la maggioranza con una proposta esplicita di quelle modifiche del codice civile alle quali accenna il leader ds. Per chi non lo avesse capito, la famiglia non è un tema che si esaurisce con una passeggiata a piazza San Giovanni.

di Roberto Arditti

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