Con le maestre di Rignano si è sbagliato due volte

casa.jpgTorno sulla vicenda di Rignano Flaminio che tanto interesse ha suscitato e perché prende un po’ la “pancia” dei nostri sentimenti e ragionamento. Ne parlo anche in prima persona, essendo stato quasi una giornata intera a casa di una delle tre maestre, subito dopo la sua scarcerazione, per organizzare la prima e unica intervista di Marisa Pucci, venerdì scorso, a Matrix. Ebbene penso proprio che la maestra Marisa sia innocente. So che è sbagliato andare dietro al proprio istinto e alla propria impressione personale. C’è una percentuale di rischio a ragionare così, ma la certezza morale conta. Eccome. La riflessione che mi sento di fare su tutta questa vicenda è questa: lo Stato ha sbagliato due volte nei confronti di queste maestre. La prima volta quando il 12 ottobre dello scorso anno, indagandole per un reato così grave come la pedofilia di gruppo ai danni dei loro allievi, non le ha sospese dalle funzioni di maestre. Se i carabinieri indagano un docente, la preside nel dubbio deve intanto allontanarlo da quella funzione. Ne sono assolutamente convinto. Capisco che gli insegnanti possano temere le denunce di chiunque, se passa questo principio. Ma io lo trovo sacrosanto. Invece la sospensione non è mai arrivata. Il risultato è stato che gli animi si sono esasperati e interpretando in modo burocratico la presunzione d’innocenza, non si sono favorite neanche le indagate. Con la nefasta conseguenza di svuotare le classi, aumentare il disagio, spaccare in due il paese. Secondo errore: l’arresto del 24 aprile. Che necessità c’era? L’inchiesta, hanno spiegato gli inquirenti, aveva bisogno di uno “scossone”. A quel punto il dubbio, che doveva allontanare comunque le maestre dalla scuola, doveva volgersi a favore delle imputate e invece niente, dopo sono scattate le manette con un intervento violento. Lo stesso Stato prima indaga, nel frattempo fa insegnare, poi arresta. Non è forse questa già una catena di errori? Il dubbio è pro reo, ma disciplinarmente non è possibile che nella scuola italiana ci voglia l’arresto per sospendere dalla mansione dell’insegnamento. Il sospetto non va alimentato ma neanche sottovalutato, prima che sia troppo tardi. Non potevano essere assegnate ad una biblioteca fino alla fine delle indagini? Fra l’altro io sono convinto che la scelta sbagliata abbia in qualche modo generato la conseguenza drammatica e violenta della misura cautelare. Mentre una preventiva decisione avrebbe forse svelenito il clima. Mentre è accaduto come se il pm, i carabinieri, la preside agissero per compartimenti stagni, come se fossero di Stati alleati, non tutti servitori della Repubblica italiana.

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16 Responses to Con le maestre di Rignano si è sbagliato due volte

  1. LiberoBlog Staff ha detto:

    Gentile autore,

    ti comunichiamo che il tuo post, visibile all’indirizzo http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl6976.phtml, ritenuto particolarmente valido dalla nostra redazione, è stato segnalato all’interno di LiberoBlog, il nuovo aggregatore blog di Libero.it.

    Pensiamo che questo ti possa dare maggiore visibilità sul web e presumibilmente maggiore traffico sul tuo blog, in quanto Libero.it è visitato quotidianamente da milioni di persone.

    Nel caso tu fossi contrario a questa iniziativa, il cui fine è quello di segnalare ai nostri lettori i contenuti più validi rintracciati nella blogosfera, ti preghiamo di segnalarcelo via e-mail chiedendo la rimozione del tuo post dal servizio. Procederemo immediatamente.

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    Per suggerimenti e critiche, non esitare a contattarci a questo indirizzo
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    Ringraziandoti per l’attenzione, ti porgiamo i nostri più cordiali saluti

    LiberoBlog Staff

  2. Antonio Gesino ha detto:

    Ma avete letto la trascrizione delle riprese video fatte dai genitori dei bambini?
    Ebbene, sono racapriccianti, denotano un livello culturale terribile e solo ad immaginare quelle creature messe in posa nude e sollecitate alla “confessione” sotto la spinta di domande morbose da parte di Padri e Madri, mi suscita la domanda: ma la violenza si è davvero consumata all’asilo oppure giorno dopo giorno fra le mura domestiche a causa di una distorta ricerca della verità?Inoltre
    le modalità dell’inchiesta e i suoi sviluppi, presenta strette correlazioni con i processi inquisitori del XVII secolo, si, quelli condotti dalla Santa Inquisizione per fatti di stregoneria. Il fatto che si parli di violenza quando i referti medici non rilevano nulla, indica che i problemi sono di ordine comportamentale e da questo punto di vista le riprese dei genitori spiegano tante cose. Allora chi vuole intendere intenda.

  3. Lorenzo Grossini ha detto:

    Le trascrizioni le trovate in questo articolo di Repubblica. Solo per palati forti ovviamente. Credo che affrontare un argomento delicato come questo sia una questione, appunto, delicata, a maggiore ragione quando si tratta di bambini così piccoli.

  4. Ultime Notizie ha detto:

    Questa notizia mi sembra una montatura da parte dei genitori contro un organo che dovrebbe unicamente istruire i figli, invece la corsa mediatica contro il corpo docente si è presentata con puntualità come la solità incapacità di fare informazione oggettiva.

  5. Maralai ha detto:

    Sospendere le insegnanti per il solo fatto che si è avviata su di esse un’indagine? Sarebbe stato semplicemente una follia. Come mai si dispongono arresti di persone senza uno straccio oggettivo di prove, come intercettazioni ambientali o telefoniche, certificazioni mediche sugli abusi, ma per il semplice fatto della suggestioni di genitori e di una relazione di una psicologa? Come mai in Italia non vengono mai “sospesi” o licenziati coloro che mettono in carcere persone innocenti per imponderatezze gravi in attività d’indagini giudiziarie?
    Maralai.ilcannocchiale.it

  6. Casa Banfi ha detto:

    Continuo a pensare che un’indagine di questo tipo avrebbe dovuto portarte ad una sospensione cautelativa da parte delle autorità scolastiche. Che non è e non sarebbe stata una condanna. Mi sembra una Pubblica Istruzione schizofrenica quella che lascia lì le maestre e poi dopo l’arresto dice che andrebbero licenziate…

  7. hukke ha detto:

    impressionante! Ma i due genitori del video risultano attualmente indagati o no????
    se non è stata una violenza quella…non saprei.

  8. sodale ha detto:

    l’arresto cautelativo si effettua solo quando si verificano determinate circostanza:

    Pericolo di fuga dell’indagato.
    Pericolo di inquinamento delle prove.
    Pericolo di reitarzione del reato.

    nel caso delle maestre l’arresto (per non parlare della gogna mediatica..) è stato un vero e proprio abuso. Si poteva disporre come è stato giustamente indicato una semplice sospensione amministrativa.

    Credo che le tre circostanze di cui sopra abbiano una probabilità di verificarsi di gran lunga maggiore nel caso del Tronchetti Porvera (vedi caso intercettazioni Telecom, et incursione informatica a CorSera) che può disporre di capitali e situazioni di favore che potrebbero favorire una eventuale fuga o un inquinamento delle prove o una reiterazione del reato…

    W la Repubblica delle Banane!

  9. wildgreta ha detto:

    Guardate un po’: un caso simile finito con condanna in cassazione.

    PEDOFILIA. RIGNANO, ‘SPEGNERE RIFLETTORI, SI RISCHIA COGNE DUE’
    ZAZZERI (UNCM): DANNI SOLO PER BAMBINI; ANALOGIE CON CASO TOSCANA

    (DIRE) Roma, 5 mag. – “Spegnere subito le telecamere sul caso di
    Rignano Flaminio o a subire i danni di tanto clamore saranno solo
    i bambini”. E’ l’accorato appello che Elena Zazzeri, avvocato
    specializzato in questioni di minori e vice presidente
    dell’Unione nazionale camere minorili (Uncm), rivolge ai mass
    media e a quanti, a diversi livelli, sono coinvolti nella
    vicenda. Un invito appassionato che nasce da un’esperienza
    analoga (i cui ultimi strascichi sono ancora in corso) che
    l’avvocatessa toscana ha vissuto di recente in prima persona
    durante un difficile processo. A lei, infatti, e’ toccato
    sostenere la causa di una ventina di coppie di genitori di un
    piccolo centro toscano i cui figli sono stati molestati durante
    le ore scolastiche. Un caso avvenuto tra il 1997 e il 1998, con
    il primo processo partito nel 1999 e la condanna, in tutti e tre
    i gradi, di un bidello, avvenuta cinque anni e mezzo dopo. Una
    vicenda in cui Zazzeri vede diverse analogie con quanto successo
    nel comune in provincia di Roma: dal linguaggio dei bambini (“ma
    fra i 3 e 5 anni i piccoli non hanno certo un rapporto tale con
    la sessualita’ che lo possa giustificare) alle accuse di aver
    montato tutto rivolte ai genitori, fino “alla difesa dei presunti
    ‘orchi’ da parte della comunita’” locale.
    Attualmente e’ in corso la causa civile per il risarcimento
    dei danni. “Per questo- spiega l’avvocatessa- non posso fornire
    ulteriori dettagli, ma ci tengo a dire che appena ho letto del
    caso di Rignano sono saltata sulla sedia: in primo luogo- spiega-
    ho pensato al dolore dei genitori. Poi ho subito temuto, visto
    che le sentenze sono ormai pubbliche, che anche il caso dei
    bambini che ho seguito e che, con un atto di corresponsabilita’
    di avvocati, genitori e magistrati, siamo riusciti a tenere
    lontano dalle telecamere, saltasse fuori, danneggiando i bambini
    coinvolti”.

  10. viwlki ha detto:

    L’ultima ….di quei genitori di Rignano scellerati:

    Spesso,si riunivano tutti per parlare di abuso dei figli, con i loro bambini accanto, tutti i bambini presenti. Roba da matti!!Poi gli stessi genitori, vanno in televisione con il vestito buono, e il trucco professionale a dire che i loro figli stanno male! Li hanno ghettizzati in tutti i modi,violati, minacciati se non dicevano nei filmini quello che volevano, una bambina in un filmino, implorava il proprio papà di smetterla di tormentarla.Altri hanno coinvolto cuginetti di 11 anni, per mimare con i piccoli atti sessuali, ecco la vera pedofilia che i bambini hanno subito! Ma la cosa assurda che nessuna autorità a tolto i figli alle famiglie. Ancora una parola sugli avvocati dei genitori, e va bene che per denaro non si guarda in faccia a nessuno, e va bene che per avvocati di provincia andare in tv, è una manna dal cielo, ma diamine un po’ di professionalità. Gli avvocvati sapevano per certo che l’impianto accusatorio era inesitente, ma nonostante tutto hanno accettato……………..
    A fronte di simili pazzie, i media vanno a nozze, con tiratura di testate e talk show.Se al posto delle maestre, solo pubblici dipendenti, ci fosse stato qualche uomo di spicco politico o ecclesiastico, vi assicuro che il tutto si sarebbe chiuso in poche ore.

  11. waltermilano ha detto:

    potrebbe essere andata così: La prima famiglia denunciante aveva tenuto la propria figlia a casa per molti mesi fino al maggio 2006. In questo periodo la bambina frequentava due cugini maschi di 5 e 12 anni. ( sentito da bruno vespa il padre della bimba)
    I maschi di 12 anni hanno talvolta un particolare gusto per l’orrido, il sadismo il sesso e la violenza e a spaventare i più piccoli. La bambina sente storie tremende e le riferisce agli altri bambini quando a maggio ritorna all’asilo. La maestra nota un atteggiamento troppo vivace, fuoridalle regole, dice che metteva in subbuglio la classe e convoca la madre. Avviene uno scontro di personalità e la madre sentendosi in qualche modo accusata decide inconsciamente di ribaltare sulle maestre la colpa dei problemi. I padri intervengono con domande pesanti e pressanti. Allucinante l’interrogatorio filmato dal padre questo si un vero e proprio abuso di sconvolgente grettezza e violenza. La signora arianna di biagio, a capo dei genitori trova finalmente uno scopo alla sua vita e testarda come un mulo trascina e convince un gruppetto di genitori a fare denuncia. anulla servono i consigli di psicologi e pediatri, la convinzione di avere regione annulla qualunque barlume di intelligenza e il gruppo si autoalimenta nella propria ossessione. Le sostanze psicotrope nei capelli di due bambini potrebbero essere l’esito di giochi in cui qualche bambino ha rubato le pasticche che prendeva una delle mamme per fare come i grandi. A pagare sono i figli. Queste famiglie scellerate con l’aiuto di qualche carabiniere e di un paio di gudici che dovrebbero essere destinati ad altri compiti, stanno distruggendo l’infanzia di questi bambini, e ancora non vogliono fermarsi. Che qualcuno li fermi.

  12. Michele ha detto:

    Caro Alessandro, non sono d’accordo sulla praticabilità né sulla opportunità di una “sospensione cautelare”.

    1) La praticabilità: secondo il contratto del pubblico impiego la “sospensione cautelare facoltativa” (si chiama così) può essere applicata solo quando un dipendente pubblico è IMPUTATO di fatti gravi. La possibilità di sospendere un dipendente INDAGATO per fatti gravi non è contemplata dalla legge: non si può fare. Lo Stato dunque non ha sbagliato nell’applicazione di una legge, se mai avrebbe “sbagliato” nel non prevedere la sospensione cautelare per lo status di “indagato” se l’accusa è la violenza sessuale sui bambini (pedofilia)

    2) L’opportunità: prevedere per legge l’obbligo di sospensione ai maestri indagati per fatti gravi sarebbe un gravissimo errore, perché consentirebbe di fatto a un qualunque genitore di sbarazzarsi dell’insegnante che “dá fastidio”. Basterebbe infatti una denuncia con cui si richede l’accertamento di “certi comportamenti ambigui” … et voilà! l’insegnante che non lascia copiare il compito in classe è fuori dalle balle.

    La mia non è un’ipotesi fantasiosa. La scuola è oggi tirata in mezzo a tutti i mali della società. Secondo una diffusa corrente di “pensiero” gli insegnanti per lo più non sanno fare il proprio mestiere, e sono colpevoli di tutto, sempre. Sbagliano se puniscono e sbagliano se non lo puniscono. Sbagliano se strillano per ottenere un minimo di silenzio e sbagliano se lasciano i bambini liberi di fare tutto il casino che vogliono. In questo clima, giunti a questo punto, le misure da adottare sono quelle che vanno verso il ripristino di un maggiore grado di autorità e di capacità di intervento da parte dei docenti della scuola pubblica italiana. Bisogna ridare autorità (e di conseguenza autorevolezza) agli insegnanti, non metterli ancora di più alla mercé della burocrazia delle denunce e dei ricorsi.

    Chi sbaglia deve pagare, ma solo quando gli elementi per ritenere che possa avere sbagliato siano fondati. La “sospensione cautelare” non è un provvedimento indolore. Intanto arreca un danno grave a tutti coloro che nella classe hanno fiducia nell’insegnante. Costoro verrebbero privati di un insegnante con molti anni di esperienza, che verrebbe rimpiazzato da un supplente (necessariamente inesperto). Quando a febbraio la Pucci fu allontanata dalla scuola per “incompatibilità ambientale” i bambini della sua classe (ne frequentavano regolarmente la metà o poco più) rimasero traumatizzati. Non scherzo: si tratta di bambini molto piccoli, che instaurano con l’insegnante un rapporto in qualche misura “materno”. Ci mettono mesi per acquistare fiducia, sicurezza, e l’insegnante della classe è un punto di riferimento insostituibile, al punto che in caso di una breve assenza dell’insegnante per malattia (e può trattarsi anche di un solo giorno) seguono le lamentele delle madri dei bambini, che raccolgono il disagio profondo dei bambini stessi.

    La “sospensione cautelare” è un danno grave per le famiglie che si fidano. Ma è ovviamente un danno grave all’insegnante che la subisce. Un danno di immagine, innanzitutto. Non facciamo finta di non sapere che per la gente un’indagine è fonte di sospetto quando non di sfiducia. Chi subisce una sospensione sarà guardato con sospetto, avrà maggiori difficoltà nel suo lavoro, che è basato sulla fiducia.

    Ma è anche un danno economico. La “sospensione cautelare” comporta il dimezzamento dello stipendio. Per alcune famiglie (indebitate con un mutuo, ad esempio) il danno può essere GRAVISSIMO. E allora, caro Alessandro, se fosse aumentata la possibilità che l’insegnante venga sospeso in seguito a denuncia, mi dici quale insegnante rischierebbe più di contraddire un genitore? già oggi, con le leggi che abbiamo, gli insegnanti sanno che il contrasto con un genitore può costare loro caro, e per questo riducono al minimo le occasioni di attrito, ossia NON EDUCANO. Accontentare il genitore spesso significa lasciare che il bambino o il ragazzo mantenga comportamenti che l’educazione dovrebbe invece correggere.

    Già oggi molti insegnanti non rischiano. Qualunque norma che rendesse più facile la sospensione rafforzerebbe l’inazione degli insegnanti. Le conseguenze per la nostra società sarebbero ancora più gravi di quelle che sono già sotto gli occhi di tutti.

    Michele

  13. giuliano ha detto:

    Ed invece a quanto pare i bambini continuano a confermare tutto!! Ma questa volta nell’incidente probatorio!! Il che significa che non saranno possibili i teatrini dei difensori ed amici!! Finalmente si profila la galera definitiva nell’orizzonte degli indagati!!!

  14. wildgreta ha detto:

    L’incidente probatorio terminerà a giugno 2008 perchè devono essere ascoltati ancora 16 bambini. La difesa continuerà a gettare fango sulle famiglie, sul Pm, e sui periti per quasi un anno intero. Spero solo che la stampa non faccia più errori come quello di diffondere la notizia che secondo la Cassazione i colpevoli si sarebbe dovuto cercarli “fuori dall’ambito scolastico”. Notizia smentita dalla stessa Cassazione, nella persona del Presidente Carbone. Una notizia inventata o suggerita chissà da chi e che i giornalisti hanno pubblicato senza controllarla. Oggi ho letto l’intera sentenza (penale.it) e mi sono resa conto che nessun giornalista l’ha letta o analizzata prima di parlarne. E’ una cosa troppo seria, la giustizia, per essere trasmessa e amplificata da incompetenti. I bambini che stanno male a Rignano sono troppi, per credere alle suggestioni.

  15. luigi mariani ha detto:

    gent.mo direttore
    la scorsa settimana e’ capitato a me
    mio figlio di 6 anni , frequenta la 1° el “pascoli” a Carpi(Mo) e’ stato schiaffeggiato per ben 2 volte dall’insegnante
    2 giorni consecutivi , malgrado avessi avvertito il dirigente il giorno del 1° evento
    ora non posso mandare mio figlio a scuola per timori di ulteriori violenze
    ho quelelato , ho fatto pubblicare l’accaduto sui quotidiani , ma il dirigente non vuole sospendere l’insegnante malgrado le mie richieste
    lunedi’ andro al provveditorato a provare un’ulteriore strada!
    speriamo di risolvere con il favore della legge
    oppure ognuno dovrà farsi la sua di giustizia!!!!!
    distinti saluti

  16. nudes female ha detto:

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