Centrodestra. Mentre a Milano si fa il congresso, a Roma ci si trastulla

GiornaleSe non ve ne siete già accorti, vi segnalo che a Milano si sta celebrando il congresso del centrodestra italiano. I temi ci sono tutti, dai nuovi confini della «società aperta» ai doveri che precedono i diritti, dalla mobilità del lavoro a un diverso modello di welfare, dalla formazione con le opportunità fornite da scuola e università al merito contro i privilegi. dalla religione nella vita pubblica all’Europa delle nazioni. Non mancano il grande pubblico, si vedono perfino tanti giovani, e gli ospiti stranieri. Si parla di politica forte, anche se l’ombrello della manifestazione, il Forum organizzato dalla Bocconi e dal Corriere della Sera, è un termometro della politica debole. Già, perché mentre a Milano si discute sul serio di una possibile agenda del centrodestra, a Roma ci si trastulla, con scambi di battute e di veleni, sulle solite scatole cinesi, oggi montate domani smontate, nel perimetro Forza Italia-An-Udc-Lega. Senza lo straccio di un’idea forte, magari uscirà dopo le elezioni amministrative, di un possibile percorso della colazione alternativa al Partito democratico ed ai suoi alleati. «A questo punto per fare il salto di qualità servono politici come Reagan e la Thatcher» avverte dal Forum l’ottimo professore Francesco Giavazzi, altro pezzo da novanta della scuderia Bocconi-Corriere della Sera. Ha ragione, ovviamente, sul piano storico: cita due leader che hanno fatto la rivoluzione liberale del secondo Novecento. E non a caso si tratta di due personaggi del pantheon dei moderati radicali e rivoluzionari, perché trasferendoci dalla sfera globale al cortile italiano, è soltanto dal centrodestra che può venire fuori una spinta modernizzatrice come la aspettiamo dagli anni Settanta. Il centrosinistra (laddove il centro è una minoranza a disagio), infatti, rappresenta proprio gli interessi che bisogna smontare. Il muro sindacale, invalicabile, sulla ragionevole riforma delle pensioni del professore Tommaso Padoa-Schioppa, siamo sempre a casa Bocconi-Corriere, parla meglio di qualsiasi analisi. E dove c’è da dare spallate, pensate alla scuola e alle università, i poteri corporativi più solidi sono sempre quelli che hanno le sponde nel centrosinistra. Dunque, il lavoro duro ma appassionante tocca a noi. E nel momento in cui brillano nuove stelle nel firmamento europeo del centrodestra, da Sarkozy a Cameron , non possiamo affidarci a una virtuale supplenza dei tecnici ormai anomali politici senza partito. Magari Monti sarebbe un buon premier, e Giavazzi un possibile successore di Padoa-Schioppa. Ma, prima dei cervelli della Bocconi e della benedizione cardinalizia del Corriere della Sera (direttore in testa), serve un vero centrodestra.

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