Authority, i pericoli di una riforma

politica.jpgPremessa: L’Indipendente ha aperto un dibattito sulla riforma delle Authority attualmente all’esame del Senato, individuandone omissioni e criticità. Sono stati ascoltati in merito esperti di diritto e l’ex-senatore Franco Debenedetti. Tutti concordano: così com’è il testo di riforma non è sufficiente a garantire il giusto funzionamento delle Autorità indipendenti e la loro autonomia dal potere politico e giudiziario. Qui di seguito ci sono alcuni stralci della nostra inchiesta.

Authority/1: Tre omissioni nella riforma delle Authority – Nero di China
Sarà la volta buona per definire il futuro assetto delle Authority? Rimasto sull’uscio di Palazzo Chigi per oltre un lustro, a marzo un disegno di legge è stato infine presentato dal governo Prodi. In Parlamento, però, l’iter avanza lento e il relatore ulivista della commissione Affari costituzionali del Senato, Massimo Villone, ha già messo in evidenza alcuni rischi a cui va incontro il ddl così com’è: dall’indebolimento della capacità del governo di fornire l’indirizzo politico, a quello di una proliferazione delle Autorità con conseguente spreco di denaro pubblico. Ma a queste aree critiche vanno aggiunte alcune vere e proprie omissioni che il Parlamento dovrebbe sanare. Prima di tutto c’è il capitolo-sanzioni: l’obiettivo non è quello di tartassare gli operatori, ma se un’Autorità deve esercitare una moral suasion per evitare comportamenti scorretti, l’arsenale a sua disposizione deve essere credibile. Attualmente le sanzioni non agiscono da deterrente: quelle finanziarie non sono neppure lontanamente commisurate ai fatturati degli operatori, col risultato che spesso conviene ignorare le regole e – eventualmente – pagare le multe, mentre quelle tecniche – come la sospensione o il ritiro di una licenza – sono raramente applicate. Al meccanismo sanzionatorio mancano quindi i denti per mordere. E nel ddl il tema non è neppure posto. Poi c’è il problema del ricorso in giudizio: la competenza di primo grado è affidata al Tar del Lazio che deve limitarsi a giudicare la correttezza formale di un provvedimento. Seppure in questi anni le sentenze sospensive non siano state eccessive, c’è tuttavia da parte del Tar la tendenza di entrare nel merito alimentando l’incertezza del diritto. Occorre evitare che il tribunale amministrativo diventi un doppione delle Autorità indipendenti senza averne le competenze. Infine, c’è il rapporto con Bruxelles: nel ddl manca totalmente la dimensione europea. Le Autorità non sono delle monadi generate in maniera spuria dal diritto comunitario, ma fanno parte di una realtà il cui perno centrale rimane l’esecutivo europeo anche perché la Commissione ha competenza esclusiva in materia di concorrenza e di armonizzazione del mercato interno. Questa doppia responsabilità le dà un enorme potere d’intervento. Tuttavia, i mercati non interamente liberalizzati – come quelli delle telecomunicazioni o dell’energia – hanno ancora bisogno di interventi regolatori ex ante, che solo le Autorità nazionali di settore possono attuare. Il rapporto di forza con Bruxelles va quindi attentamente valutato. Non vi è dubbio che la previsione sia di una cooperazione sempre più rafforzata tra la Commissione e la rete delle Autorità nazionali, fino a giungere a un vero sistema europeo di regolatori indipendenti o, in certi casi, addirittura alla costituzione di super-Authority uniche. Ma, nelle more, l’indipendenza delle Autorità deve esercitarsi anche nei confronti dei diktat di Bruxelles. Nel disegno di legge si delineano i rapporti di coesistenza tra le Autorità e tutti gli altri attori del mercato, con l’eccezione degli organismi europei. E questa è un’omissione pericolosa.

Authority/2: Riforma Authority, il no degli esperti – Silvia Marchetti

Il governo ha promesso che tutto andrà liscio, Bersani sostiene che la riforma delle Autorità indipendenti è già cosa fatta ma sull’iter legislativo pesa l’ombra delle tre omissioni nel ddl che abbiamo sollevato ieri: le sanzioni non-sanzioni, l’eccessivo potere del Tar del Lazio e il rapporto con Bruxelles. Tre “buchi” su cui parecchi addetti ai lavori sono d’accordo. Enzo Pontarollo, professore di economia industriale alla Cattolica, sposa in pieno il concetto che «se l’Autorità non ha denti non incide» (e qui molti prendono a esempio negativo la Consob). Secondo Marcello Clarich le sanzioni restano limitate perché «altrimenti si andrebbe a toccare la legislazioni dei singoli settori». Ma la vera questione, come suggeriscono fonti interne alle Authority, è un’altra e ruota attorno all’utilità del meccanismo sanzionatorio: poiché la multa non è mai abbastanza alta da indurre a comportamenti virtuosi bisognerebbe arrivare a una sorta di patteggiamento tra le parti in modo tale da trasformare la sanzione in investimento utile alla collettività, come avviene in Inghilterra. Resta il fatto che in in molti casi il potere limitato delle Authority è controbilanciato dallo strapotere del Tar del Lazio. «Il diritto al ricorso è fondamentale e non può essere limitato – sostiene Pontarollo – ma bisogna evitare che diventi uno strumento dilatorio e di ostruzionismo nelle mani delle imprese, tramite l’introduzione di meccanismo innovativi ». Stessa opinione di un altro noto esperto del settore, che sottolinea come «L’Italia sia il Paese in cui tutto si ferma al Tar del Lazio. Il ddl era una buona occasione, infatti, per rimettere in discussione il suo ruolo, che non può partire dal Comune o dalla Regione ma dalla riflessione sulle Authority». Per quanto riguardo l’omissione nel ddl sul rapporto con gli organismi europei, i guru sostengono che sia una vecchia storia e che bisogna prima definire bene quali sia il miglior modello di coordinamento. Clarich sostiene che il «tema è senza dubbio da approfondire », mentre Pontarollo crede che vada applicato in pieno «il principio della sussidiarietà». In realtà, anche qui ci sarebbe un meccanismo perverso. C’è chi sostiene che è il concetto di una super-Authority sia un’utopia: non si possono controllare insieme più mercati alla volta e questo fa sì che alla fine ognuno gioca la propria partita.

Authority/3: Intervista a Franco Debenedetti: «I pericoli vengono dall’alto» – Silvia Marchetti
Invasioni di campo, scorrettezze istituzionali, scontro tra poteri. Nel dibattito che abbiamo aperto sulla riforma delle Authority e i suoi “buchi”, per l’ex-senatore Franco Debenedetti in Italia il problema è di natura politica e riguarda l’indipendenza delle Autorità dal governo. «Il rapporto tra Autorità e potere politico – afferma – è da noi più costellato di pericoli di quello tra Autorità e soggetti regolati». Debenedetti fa notare che questo Governo ha compiuto diversi atti che hanno mortificato l’indipendenza e l’autonomia delle Autorità, «ad esempio nella questione della separazione dell’ultimo miglio della rete Telecom. Se il governo dà all’Autorità poteri finalizzati alla separazione della rete, è come se prescrivesse lui che cosa deve fare». Un’altra invasione di campo, forse meno notata, è legato all’abbattimento dei costi di ricarica della telefonia mobile. «Antitrust e Autorità delle comunicazioni – dice Debenedetti – avevano concluso un’indagine congiunta ed avevano emesso una risoluzione. L’intervento di legge, con il decreto Bersani, ha mortificando l’operato delle Autorità». E lo scontro tra poteri riguarda anche il ruolo del Tar del Lazio. Debenedetti ricorda quando Giuliano Amato, da presidente dell’Antitrust, chiedeva il diritto di difendersi contro un’impugnazione: «È un potere attualmente negato all’Autorità: credo che introdurlo sarebbe un’utile innovazione».

Annunci

One Response to Authority, i pericoli di una riforma

  1. Giovanna Nigris ha detto:

    Sono disgustata della politica italiana che non soccorre chi è vittima di reati, quando ci sono degli sporchi fuorilegge da proteggere perché RACCOMANDATI da qualcuno della politica.

    Sono sconcertata del fatto che i partiti proprio i politici per dare l’idea che cambiano qualcosa, cambiano nome, schieramento e ideologie.

    I cittadini di serie “B” torturati per loro sono completamente invisibili. Chi non ha voglia di continuare a tenere gli occhi chiusi sappia che anche io un giorno non credevo che le torture avvenissero col silenzio assenso politico anche in Italia.

    Vedi anche questo link: http://www.liberoreporter.it/nuke/news.asp?id=663

    …e il sottostante articolo:

    IL PERICOLO DI VITA DELLA LIBERTA’ OGGI IN ITALIA
    di Giacomo Montana

    Oggi si parla tanto di “FAMIGLIA”, come fosse una parola detta e rilanciata da un timido ed educato signore. Si parla della famiglia, come se si parlasse della cellula di un organo sano del corpo e non si volesse guardare oltre quel punto. Purtroppo invece se vogliamo la salute, anche il corpo umano va controllato tutto. Solo così si può tentare di ripristinarne l’equilibrio generale, il benessere, la salute, la buona qualità della vita. Purtroppo gli effetti del nostro tempo, a poco a poco demoliscono il progresso che noi per ultimi avevamo conquistato, continuando le attenzioni e l’amore che i nostri antenati hanno avuto per la Patria.

    Il progresso oggi viene frantumato a causa della forte mancanza di equità, imparzialità, uguaglianza, giustizia, sino al punto di vedere nella democrazia, così come oggi viene praticata, una perversione della vera democrazia originale. Ciò apre le porte alla mediocrità, ovvero a tutta quella gente che si fa portare all’apice del potere politico. Sono quelli che non sanno governare il Paese, che lasciano dei problemi gravi del Paese insoluti e che riempiono il loro tempo a parlare di cose banali. Ecco come la democrazia avanza nella sua più drammatica e progressiva scomparsa e come la sfiducia assoluta verso la giustizia raggiunge lentamente la più inverosimile gravità.

    Non dobbiamo trascurare inoltre che la mediocrità apporta un continuo disorientamento tra i giovani, causando loro il fatto di non potere vedere, sia dove stiamo andando, sia la sicurezza economica del loro futuro. A loro togliamo un ideale, il vero senso del progresso, della civiltà, dell’onore e tutto quello che più in generale fa parte della loro vita.

    Quello che si fa vedere ai giovani è una svolta legata ad una progressiva barbarie, sia interna che internazionale, privandoli della scelta di una maggiore spiritualità, umanità e rispetto dell’altro. Per porre fine a questa veloce distruzione sociale e per pianificare la vita, bisogna reintrodurre l’ etica, la moralità e al tempo stesso fermare l’avanzamento dell’ipocrisia, l’avanzamento della cose dette per piacere al popolo e per poi voltarsi e ingannarlo, per far piacere a chi fa più comodo e mantenere “incollata” all’infinito la poltrona al fondo schiena.

    Oggi i cittadini onesti sono vinti, siamo battuti dallo strapotere, dalla corruzione, dall’omertà dall’inganno. Ai nostri danni viene creata una grande confusione, non solo in politica interna, lasciando insolute importanti problematiche come la giustizia, la sanità, l’ordine pubblico etc., ma si spaventa la gente anche per quanto attiene alla politica internazionale persino, come abbiamo visto accadere con l’Iraq, per le armi di distruzione di massa che, di fatto, erano mera fantasia.

    Oggi l’aumento dei delitti anche dei più efferati e delle relative impunità dei criminali, non può non fare riconoscere la gigantesca crisi della giustizia, legata ad una sempre crescente influenza nefasta della partitocrazia e della permissività, sempre più manifesta, che genera più violenza, odio, disorientamento e sfiducia in quasi tutti i comparti del mondo del lavoro. La crescente, vergognosa ed esagerata politicizzazione, col malcostume che ne consegue, produce anche il deterioramento della famiglia, della scuola, dell’ordine pubblico. Causa il maggiore dilagare della droga tra i giovani, sino all’insicurezza dei cittadini di poter circolare tranquillamente a piedi la sera, in certi quartieri delle città.

    Il problema urgente è dunque quello di salvare la libertà nello stato sociale, ogni giorno sempre più in pericolo per tutti i motivi sopra citati. Non dimentichiamo che la libertà si può salvare soltanto se assicurata dalla partecipazione alla determinazione del comportamento costruttivo della collettività. Nessuno ha il diritto di imporre agli altri la propria volontà, arrivando persino con dei complici ad eludere le leggi dello Stato, ai danni dei più deboli. Quelli che informati dei fatti criminali fanno questo, facendo rimanere impuniti i malviventi, sono inconfutabilmente dei complici fuorilegge con licenza di distruggere con viltà il cittadino onesto, leale e indifeso!!

    Questo è il momento perché qualcuno insista di reintrodurre la morale, quello che è il giusto della nostra convivenza civile e soprattutto reintrodurre la morale nella politica, dando un freno al disorientamento, alla confusione e alla miriade di idee politiche, che poi non vengono realizzate, ma servono solo a disorientare la gente, per renderla inutilmente fiduciosa in qualsiasi operato e promessa politica.

    Occorrono meno idee, ma che siano realmente legate al progresso e al bene comune. Per fare questo in politica occorre applicare semplicità, trasparenza, onestà, fedeltà agli impegni presi col popolo e soprattutto onestà, con due parole servono dei principi SISU, il cui significato è stato coniato dai Finlandesi è vale a dire: coraggio, tenacia, prudenza, probità, onestà etc. Personalmente insieme ad altri rimarrò sempre un sisuista.

    Per rendersi conto di come per esempio siamo ridotti, basta leggere e vedere le prove documentali delle torture psico-fisiche inflitte sul posto di lavoro in ospedale a Milano alla signora Giovanna Nigris, oggi divenuta ammalata grave in ossigenoterapia quotidiana, ma anche poetessa. Essa ha dovuto, suo malgrado, anche da ammalata, subire diversi reati penali, lasciati impuniti come se niente fosse, anche dopo essere stata contagiata in servizio e per causa di servizio, per essere stata comandata a lavorare da impiegata in un locale contaminato e senza neppure i più elementari mezzi di protezione dal contagio e infezione.

    Anche se la stessa signora, contro l’ospedale ove lavora, ha vinto due udienze al T.A.R. con due Giudici Amministrativi diversi, viene ancora oggi praticata contro di lei l’elusione del giudicato, la massima strafottenza e il più rivoltante cinismo. Per saperne di più è sufficiente visitare i seguenti link:

    http://www.liberoreporter.it/nuke/news.asp?id=663

    http://sisu.leonardo.it

    http://www.mobbing-sisu.com

    http://www.mobbing-sisu.com/poesie/poesiegio.htm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: