Le urla contro i cattolici sembrano una fatwa

GiornaleAttorno al Family Day sta montando un clima di scontro politico che preoccupa. Si fa polemica su tutto: su chi va, su chi non va. Qualcuno arriva addirittura a dire chi può e chi non potrebbe andare. Tra i ministri del governo, per esempio. Ed è, per certi versi, sorprendente che, poi, le stesse persone s’indignano per l’intransigenza e il fondamentalismo che in altri Paesi – in particolare sull’altra sponda del Mediterraneo – colpiscono i cattolici e gli impediscono di manifestare liberamente e pubblicamente la loro fede. Senza accorgersi che un lampo allarmante di fondamentalismo si affaccia anche in mezzo a noi quando si vorrebbe negare diritto di cittadinanza a una manifestazione che, probabilmente, porterà a Roma un grandissimo numero di persone. È un brutto segnale. Perché la gente comune che suda per guadagnare il suo pane quotidiano, che lotta con i prezzi per arrivare alla fine del mese e che non ha alcun privilegio, è profondamente delusa: i piccoli-grandi problemi che assillano i cittadini non vengono risolti, mentre si ha la pretesa di voler trovare la soluzione perfetta alle grandi questioni internazionali. Come se tutto questo non bastasse, ad avvelenare il clima appaiono le minacce scritte sui muri e arrivano i proiettili per posta. Questi non sono soltanto fatti di cronaca, ma l’indice di una deriva, evidente quanto pericolosa, in una società che è libera e in uno Stato che è democratico. Perché l’essenza della democrazia è lasciare spazio alle idee degli altri, è costruire con il confronto delle idee, è progredire con la ragione e con i fatti. Se alla libertà si sostituisce la benzina degli insulti, si finisce su un piano inclinato molto rischioso. Chiediamoci, allora, come mai condanniamo i fondamentalisti, gli estremisti e gli integralisti senza renderci conto che stiamo percorrendo la stessa strada? Perché la democrazia, la civiltà e la libertà non sono un pacco regalo, ma devono rispecchiare un modo di essere, di agire e di interagire con gli altri. Con i Paesi del cosiddetto “terzo mondo” siamo molto severi, a volte intransigenti, certamente ossessionati dai rischi del fondamentalismo in tutte le sue varianti e siamo tutti convinti che tanti problemi reali non si risolvono perché tutti vogliono avere ragione e non dialogano. Perché ognuno mette il filo spinato attorno a sé per difendere il proprio operato e far capire agli altri che “qui comando io”. Allora stiamo attenti a non ripetere gli stessi errori. La politica sembra avere perso la bussola e le istituzioni rischiano di diventare campi di battaglia dove le parole, invece di illuminare e guidare, feriscono e uccidono la dignità dell’altro. Ci auguriamo che, grazie anche al Family Day, riprenda la politica del buon senso, del rispetto e della convivenza civile.

di Justo Lacunza Balda

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3 Responses to Le urla contro i cattolici sembrano una fatwa

  1. R ha detto:

    Il Family Day, che è dichiaratamente una manifestazione contro una minoranza, sostenuto da una Cei che sul suo giornale accusa di terrorismo chi si permette di criticare il papa, riporterebbe buon senso; invece i laici che si limitano a non andarci o ad andare in un’altra piazza, “vorrebbero negare diritto di cittadinanza” ai cattolici.
    Molto lucido, complimenti.

  2. moricemarcuse ha detto:

    Parole sante quanto inutili, le persone non amano il propio vicino di casa, non accettano consigli dai propi parenti, si arrabiano se devono aspettare il loro turno in una fila in uffici, mense, stadi ectect, i fumi del traffico li asfisiano ma non manca l’occasione di comprare la macchina più grossa e potente.
    l’uomo è inconsapevole, che la sua alta stima di invincibilità verso i piccoli problemi della vita lo sta lentamente portando alla distruzione di se.
    come hai ben argomentato nell’ articolo ci interessa più quello che succede a migliaia di chilometri di distanza che quello che succede a noi stessi.
    possiamo erigere ospedali nei posti più remoti del mondo e non ci rendiamo conto che c’è gente che continua a morire per un bacillo contratto in una sala operatoria dei nostri rinnomati ospedali.
    e adesso il Family Day una semplice marcia di propaganda un atto di forza verso se stessi, perchè marciare per dimostrare i nostri diritti sulla famiglia quando non abbiamo la più che minima consapevolezza di che cosa fanno i nostri figli, le nostre mogli, i nostri mariti nella stanza accanto alla nostra o sul luogo di lavoro.
    abbiamo trovato la scusa della ossesione della gelosia un male che deve essere debellato uno stato d’ansia che vogliamo reprimere per giustificare la nostra paura di vedere il nucleo famigliare in quello che realmente è, un insieme di elementi autosufficenti che non sanno più convivere tra di loro, alla continua ricerca della nostra indipendenza.
    il sogno della famiglia a DOC che ci viene propinata dalla chiesa, dallo stato non è più sostenibile altre realta che per secoli sono state soppresse sotto il velo della discriminazione della maldicenza ora sono tornate alla ribalta (ingiustamente usate dalla politica) degne di essere sostenute ed accetate.
    il vuoto della nostra societa che ha creato potra essere colmato solo dalla consapevolezza che anche il singolo può fare la differenza.
    http://lultimabandiera.wordpress.com

  3. Nilo ha detto:

    Direi che l’estremismo , si sa , non porta da nessuna parte . Neanche l’illusione che basti un Family Day qualsiasi a riportare la politica sulle reali questioni che assillano la famiglia . In realtà , ognuno porta acqua al suo mulino e faranno di tutto , per portare avanti qusta solfa finchè la gente non si scoccerà e tutto passerà nel dimenticatoio. Purtroppo , senza demagogia, la politica sfrutta l’elettorato , stavolta sta esagerando perchè gioca con i sentimenti della persona . Da un lato gli anti-dico , ingannati dalla politica del centro destra che cavalca l’onda con il canotto di plastico invece che con il surf. Sfrutta la religione come arma anti-governo. Dall’altro lato i signori del Pro-Dico indaffartissimi a farli e indaffaratissimi a nascondersi ora che c’è il family day che incombe. E cosi’ uno va al family day, l’altro al family gay , gli incerti al cinema gratis a vedere spider man. Intanto l’anticlericalismo non fa che oscurare i diritti degli omosessuali , giocare con i loro sentimenti e creare solo risentimenti di fronte a persone che non hanno e non devono scusarsi di nulla e con nessuno tantomeno con la Chiesa.

    La verità è solo che la politica sfrutta e i carciofoni (noi elettori) ciondoliamo dietro come burattini. Intanto i signori procontrodico sbattono i “nostri” sentimenti al fronte con buona pace di anticlericali e cattolici. Amen!

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