Ma avete capito come ha vinto Sarkozy?

GiornaleL’eccitazione ad personam dei leader del centrodestra italiano per la vittoria di Nicolas Sarkozy meriterebbe l’analisi di uno (o una) psicoterapeuta familiare. Ne tirerebbe fuori uno spaccato interessante di quella forma di euforia maldestra, l’altra faccia della depressione, che colpisce grandi e piccoli quando la convivenza diventa opaca, e quindi esposta agli umori di qualsiasi notizia, buona o cattiva che sia. Silvio Berlusconi ha speso la sua premura per informarci di avere ricevuto una telefonata in diretta, sul centralino di Macherio, dal neopresidente francese: della serie “il capo c’est moi”, lo sanno anche a Parigi. Gianfranco Fini, più freddo, si è limitato a confermare l’invito a colazione dell’ambasciatore francese a Roma, aggiungendo però che «ora all’Eliseo siede un amico»: della serie “ho un faro per stare in campo”. Pier Ferdinando Casini, in versione politologo, ha evocato «la forza delle idee», per poi andare al dunque della richiesta di «un leader nuovo anche in Italia»: della serie “io ci sto”. Speriamo che, superata la legittima ansia del commento a caldo, i tre personaggi in cerca d’autore trovino anche il tempo di dare uno sguardo attento al metodo che ha portato Sarkozy a vincere le elezioni come l’homo novus della Francia politica in movimento dopo un lungo ciclo di esauste baruffe tra i soliti noti. Già, perchè la cifra di questa scossa che scuoterà l’Europa è tutta dentro il metodo applicato dal nuovo leader francese. Sarkozy ha sconfitto innanzitutto le suggestioni dell’antipolitica, deriva di una democrazia, segnalata appena nel 2004 da un astensionismo record del 57 per cento dei francesi in occasione delle elezioni europee. Ha scaldato i cuori e attizzato le teste con un’azione a tappeto sui contenuti della sua proposta, dalla demolizione della mitologia del ‘68 al ruolo della religione nella vita pubblica, dal recupero dei riferimenti di un autentico conservatore (la nazione, il merito, i doveri prima dei diritti) al culto della sicurezza. Roba forte. Idee elaborate attraverso una rete gigantesca di pensatoi, riviste, luoghi della cultura. E libri, tanti libri, come dei manifesti, scritti in prima persona e non per una narcisistica presenza nella saggistica editoriale. Poi, con le idee messe sul tavolo, il territorio, la mobilitazione, circoli e associazioni locali, non solo sezioni di partito. Pensate: le proposte di Sarkozy, divise per tematiche, sono state elaborate da 750 esperti e poi discusse da 450mila francesi. Con incontri nei quartieri, faccia a faccia, e con centomila video, non riducendo mai la partecipazione popolare a un ascolto televisivo. Infine, anche questo è metodo, la sintesi, cioè la selezione dei punti decisivi, quelli più innovativi, per scaricarli nel campo della sfida elettorale. E per ancorarli al volto di un vero leader.

di Antonio Galdo

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4 Responses to Ma avete capito come ha vinto Sarkozy?

  1. Chris ha detto:

    Speriamo che il centrodestra colga la lezione. Il leader ci sarebbe, manca tutta la base. Forza Italia è drammaticamente scoperta nel territorio senza una reale proposta culturale alternativa a quella di sinistra e se mi permette è anche purtroppo priva di quella classe politica che potrebbe fare la differenza. Ma la questione è: A Berlusconi interessa fare tutto questo?

  2. norton ha detto:

    Berlusconi secondo me non ha nulla a che fare con Sarkozy, forse Fini sarebbe il più adatto al confronto. Sarkozy è Il Fini francese con una (ma forse due) marcia in più.
    La cosa che più mi fa schifo sono i complimenti di Prodi al neopresidente francese.

  3. visitatore ha detto:

    Il paragone con le regionali/cantonali/europee del 2004 è insignificante. Il confronto va fatto con il 2001 quando votò oltre il 70% degli iscritti. Per essere davvero INDIPENDENTE, le notizie vanno prese alla FONTE non scopiazzando inesattezze a destra e a manca. Essere cronista libero non è per tutti. Dovresti informarti meglio prima di scrivere simili banalità. Io inserirei l’articolo nella categoria “orrori”.
    Voto: 4.

  4. MarketingPark ha detto:

    All that’s Marketing! Coi fiocchi, aggiungo.
    Chapeau.

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