Scandalo alla Sapienza – Milioni per ristrutturare un ostello che già c’era

L’università degli orroriLa conferenza del 18 aprile sembrava un giorno di festa per l’Università La Sapienza di Roma, la più grande d’Europa. Dopo la firma di un protocollo d’intesa, si annunciano quattrocento nuovi alloggi per gli studenti fuori sede, la Regione Lazio garantisce un investimento stratosferico da due milioni e mezzo di euro, e il Comune di Roma si dichiara molto soddisfatto dell’eccellente servizio reso alla cultura. I generosi fondi della Regione serviranno a restaurare i quattro padiglioni dell’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà, gli stessi in cui Simone Cristicchi ha conosciuto i matti all’origine della sua canzone sanremese. Le strutture saranno riconvertite in servizi abitativi. A caldo sono tutti felici e contenti. Poi, arriva la doccia fredda. «Ma come è possibile? », si chiede Massimo Taggi, esponente dell’associazione culturale Ex Lavanderia. «I padiglioni in questione (affidati alla Asl) furono ristrutturati nel 2000 con i fondi del Giubileo come ostello per i giovani. Con quel finanziamento furono rimessi a nuovo, e addirittura furono acquistati gli arredi». Perfetto, viene da pensare. Letti e comodini ci sono già, e i locali sono praticamente nuovi. Non resta che metterci gli studenti. Ma allora perché due milioni e mezzo di euro per la ristrutturazione? «Fino al 2003, i fondi del Giubileo erano stati spesi dalla Asl per i fini dichiarati: letti, comodini e quant’altro», spiega Taggi. Poi, nel 2004, l’inspiegabile dietrofront. «Hanno smantellato gli alloggi per riconvertirli in servizi sanitari», E purtroppo, secondo l’associazione, gli arredi sono andati smarriti nella riconversione, che peraltro, sarebbe avvenuta senza le necessarie autorizzazioni del comune di Roma. La vicenda in effetti appare tortuosa. Nel duemila i padiglioni vengono convertiti in strutture alberghiere, quattro anni dopo vengono smantellati, e infine vengono riassegnati alla funzione di alloggi universitari con tanto di investimento milionario. «O la cifra è clamorosamente sovrastimata – ipotizza Taggi – o come diciamo da tempo, l’opera di riconversione è stato uno spreco». Allo stato attuale, da parte della Asl, mancano precisazioni a proposito del bizzarro work in progress. Alla Sapienza, la festa per i nuovi alloggi, dovrà ancora attendere.

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