Ma perchè il sindacato non sospende il 1° maggio

GiornaleMentre a Roma il conduttore Andrea Rivera consumava il rito della gloria plebea con il trucco del sermone anticlericale, a Sorrento due donne, Claudia Morelli e Teresa Reale, restavano schiacciate come dei moscerini sotto il braccio della gru di un cantiere aperto senza i regolari permessi. E poche ore dopo due operai in Calabria ci rimettevano le pelle soltanto per un motivo: lavorare. Il primo maggio italiano è volato così, tra una festa di piazza trasformata in una canea mediatica e una tragedia di uomini e donne consumata nell’indifferenza (a parte le solite condoglianze istituzionali) di un Paese che conta cento morti al mese (ripeto:cento morti) sui luoghi di lavoro. Le chiamano morti bianche, dicono che sono peggio di una guerra, ma nessun dirigente sindacale, nessun Epifani, Bonanni e Angeletti di turno, ha pensato di fare la cosa più semplice per sbattere in faccia all’opinione pubblica l’assurdità di queste stragi: rinunciare alla liturgia del primo maggio, musica rock e siparietti da cabaret televisivo, per dare un segnale forte di indignazione e, questa sì, di protesta. Un modo forte e chiaro per dire: cari italiani, qui c’è poco, anzi nulla, da festeggiare, perchè non si può fare un concerto in nome del lavoro mentre il lavoro significa morte. E invece il nostro sindacato, sempre più povero di idee, di coraggio, ha fatto come quei divi dello spettacolo che difendono sempre e comunque la loro funzione di grandi maestri di cerimonie. The show must go on, ha detto. E così è stato. Quello che è venuto dopo, le polemiche incrociate sulle frasi pronunciate da Rivera, è soltanto un dettaglio della cronaca, un ennesimo assaggio della temperatura contagiosa delle nostre polemiche dentro il palcoscenico della dissimulazione e fuori dalla quotidianità di una tanto scadente convivenza civile. Era importante, invece, quello che poteva arrivare prima, il gesto di una scelta del silenzio quando tanti urlano, l’attimo di una pausa imprevista quando c’è bisogno almeno di riflettere. Pensateci: se i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil avessero raccolto, con concretezza, l’invito ripetuto più volte anche da Giorgio Napolitano, di ribellarsi di fronte a una statistica scritta sulla sabbia dell’ingiustizia, avrebbero dato una prova sorprendente della loro essenzialità. Avrebbero rinunciato al misero dividendo di un concerto ormai troppo ripetitivo per essere autentico, nel nome di una testimonianza molto più utile per chi dovrebbe sentirsi tutelato e rappresentato dal sindacato. E ci avrebbero risparmiato le battute di cattivo gusto del giovane Rivera a caccia di popolarità nell’Italia delle Antonio Galdo morti bianche.

di Antonio Galdo

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3 Responses to Ma perchè il sindacato non sospende il 1° maggio

  1. Otimaster ha detto:

    Probabilmente temono di perdere gli introiti che derivano dalla vendita delle salamelle.

  2. Giacomo Santini ha detto:

    E’ giusto abolire la festa del 1° maggio perchè è stata stravolta nel suo significato dalla sinistra ed è stata ridotta ad una festa di partito.
    Inoltre è sempre più uno spot gratuito per sindacati e sindacalisti vergognosamente appiattiti sulle posizioni della sinistra, al governo o all’opposizione che sia.
    Questa sinergia è documentata dalla straripante presenza di sindacalisti ed ex al governo e in parlamento, a partire dalle massime cariche istituzionali.
    Un Paese nelle mani dei sindacati non è un Paese democratico , ma monocratico.
    Giacomo Santini

  3. HOBO ha detto:

    Abolire il primo maggio…leviamoci anche questa data, e poi cadiamo veramente nel dimenticatoio.
    Il punto è che quello che scrivi è sacrosanto, soprattutto riguardo al sindacato degno di esistere, ma altrettanto degno di morire oggi.
    Niente, niente come al solito sul tavolo della giustizia, povera gente a cui non è rimasto che quel punto di rifermento per sbrogliare pratiche e conservazioni del posto, poveri quelli che vorrebbero difeso il posto di lavoro…Quanti ne ho visti arrivare nelle sedi speranzosi di una risposta, quanti sindacalisti ho visto trincerarsi davanti a situazioni palesi…roba che un bambino (oggi giusto una mente sana) sarebbe partito lancia in resta, scuse accampate in nome della salvaguardia!??Ahj lavoratori persi in questo marasma, foglie al vento di approfittatori senza scrupoli tra incudine e martello…sto ancora aspettando uno spot protagonista un metalmeccanico…Mandati su impalcature come gladiatori…le squadre rumene carpentiere…faccimoci un film Rumori nelle fabbriche peggio che ad un concerto heavy metal tutti i giorni, tossicità: ma lasciamo perdere e facciamoci un caffè sindcalisti! Un giorno nel mio blog farò la biografia del sindacalista medio…il mio orticello? 200 iscritti! stipendio ok.
    Mi fai un piacere? O tu che hai scritto l’articolo? Ma Napolitano president…ma chi era costui??? ehhhhh bellino il comunista con il suo tenore di vita…ahhhh ancora più bellino adesso che sfoggia repertori nazionalistici…mah povero Fausto comunque è più in difficoltà, gli manca ancora quel tocco di sfrontatezza…chissà con il tempo, magari aspettiamo l’uscita di nuovi cellulari o auto…queste cose sì che oggi segnano i tempi e ci trascinano in avanti comunque anche il cambiare nomi ad un partito….scusate il giro lungo. ciao

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