Peppino Prisco, l’alpino dell’Inter

Italo CucciCon una biografia che lo raccontava eroico combattente sul fronte di Russia in divisa da alpino e illustre penalista per lunghi anni presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Peppino Prisco rispondeva – a chi gli chiedeva quale futuro sognasse – “da campione d’Italia”. Era uomo di grandi qualità, di ottima cultura, professionalmente prestigioso, eppure al vertice dei suoi pubblici pensieri era l’Inter, alla quale dedicò sessant’anni della sua vita, cominciando da segretario sotto la presidenza di Carlo Rinaldi Masseroni e finendo da vicepresidente con Massimo Moratti dopo essere stato al fianco di Angelo Moratti, Ivanoe Fraizzoli e Ernesto Pellegrini. Basterebbe la sua sola storia per far capire che peso possa avere, nella vita, la passione calcistica, diffusa fra nobili e plebei. Ma non renderei giustizia all’amico Peppino se non precisassi che in realtà egli era un ultrà dell’ironia, per questo ammirato e rispettato anche dai tifosi trinariciuti. E nelle battute ironiche sparse spesso con piglio satanico aveva un solo concorrente, che a sua volta le porgeva con principesco distacco: Gianni Agnelli. Si rispettavano, i due grandi contendenti del Derby d’Italia (un ‘Inter – Juve che ahinoi non avrà più quel significato) ma certo l’Avvocato bianconero non avrà mai perdonato all’avvocato nerazzurro la sua più feroce battuta: «Dopo aver stretto la mano a un milanista corro a lavarmela. Dopo averla stretta ad uno juventino, mi conto le dita». Peppino Prisco era anche un bonario profeta. Ci trovammo insieme in un viaggio che rivelò altre comuni sensibilità. Anni Ottanta, onestamente non ricordo la data che ci portò a giocare in Georgia una partita fra la Dinamo di Tbilisi e l’Inter di Fraizzoli. Ci eravamo avvertiti al telefono: «Vengo con voi», gli dissi ,«perché ho una certa idea…». E lui: «Forse è la stessa». E infatti appena arrivati a Tbilisi organizzammo per il dì seguente un viaggio a Gori, il paese natale di Stalin. La guida ci avvertì: «Fate finta di niente. Stalin è caduto in disgrazia e non se ne può neanche parlare». La guida era un’agente della polizia politica. Arrivati a Gori, trovammo al centro della piazza principale un’immensa statua di Stalin, ma facemmo finta di non vederla. Lì vicino, c’era anche la piccola casa dov’era nato Stalin nel 1879 ma facemmo finta di non vederla. Poco distante, c’era anche un grandioso Museo Stalin, e decidemmo di vistarlo. Salimmo una ripida scala con molti quadri di Iosif Vissarionovic Dzugasvili, poi fummo introdotti nella sala dei regali. Il primo – e più vistoso: una botte di vino con boccali e litrozzi – gli era stato inviato dai Compagni della Sezione Pci di Sesto San Giovanni. E Peppino disse: “Fedelissimi”. Mi era parso di cogliere la sua ironia, e invece disse serio: «Gente che ha creduto in lui e ha sperato che gli desse un mondo migliore». Come un epitaffio. La pensava all’opposto, Peppino, ma era rispettoso degli avversari. Purché non fossero juventini. Usciti, riprese la sua aria furbesca e mi propose un colpo di vita. Sempre seguiti dalla guida/agente ci portammo sotto la statua di Stalin. «Ci fa una foto, signorina?». Lei fu compiacente. Prese la mia Nikon e ci mettemmo in posa. Poi, quando lei disse “Pronti?”, levammo in alto il pugno chiuso. «Un’altra?», disse lei. E quella volta facemmo il saluto romano costringendola a far quattro risate con noi. Più tardi, nella modesta casa di un campione olimpico bevemmo un vinello scipito fin nei catini di casa. E anche in una lattina di cocacola che il campione s’era portato da un viaggio in Occidente, quasi una reliquia. E allora Peppino mi raccontò nei dettagli quella storia della lattina che 20 ottobre del 1972 aveva provocato il 7 a 1 del Borussia Muenchengladbach sull’Inter: un giocatore nerazzurro l’aveva ricevuta addosso ed era stramazzato al suolo, Sandrino Mazzola aveva raccolto una lattina qualsiasi, l’aveva consegnata all’arbitro e Prisco aveva consegnato anche una riserva scritta. Giorni dopo, con una prodigiosa arringa davanti al tribunale Uefa, Prisco ottenne l’annullamento del match e una ripetizione decisiva a Berlino, dove l’Inter vinse. Se Peppino Prisco non se ne fosse andato, il 12 dicembre del 2001, Calciopoli sarebbe esplosa prima. Ero stato querelato da un arbitro accusato di “juventinite” dopo un’ingiusta sconfitta nerazzurra, Peppino aveva accettato di difendermi e la causa era stata fissata a Livorno per il 14. Ci andai praticamente solo, con la sua morte nel cuore, e lo ricordai commosso davanti al giudice. Che mi condannò.

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36 Responses to Peppino Prisco, l’alpino dell’Inter

  1. Lorenzo Grossini ha detto:

    direi che questo video è esplicativo del personaggio, vogliamo ricordarlo così

  2. Paolo ha detto:

    Sono un milanista, di quelli col cuore metà rosso e metà nero, di quelli che quando l’Inter gioca in Europa fa il tifo contro, ma Prisco era Grande, una grande persona, un gran personaggio, una grande Intelligenza, sì, con la “I” maiuscola, e soprattutto un monumento all’ironia e alla frase mordace, spietata, che spesso lasciava senza controbattuta e, come tale, da apprezzare ancora di più. La sua morte fu una perdita anche per me e credo per molti milanisti che avevano in lui un grande avversario, forse l’unico veramente riconosciuto come degno di ricordo, e quando era in vita pertanto il vero bersaglio negli “sfottò” da stadio (“Il vento batte sulle cime più alte”), da tutto il popolo rossonero.

  3. grigio ha detto:

    poteva fare a meno di porgere la mano, se poi doveva lavarsela o controllarsela. ciao

  4. Veronica ha detto:

    Peppino Prisco, un uomo fantastico! Sono milanista, e vista la stagione rossonera x il campionato appena ho capito la lotta scudetto, speravo fossero i “cugini” a vincere, e il mio primo pensiero è stato per l’avvocato, perchè un uomo come lui si trova raramente.
    Avvocato questo scudetto è per lei, ma da lassù dov’è visto che qualcuno di noi (milanisti) ha tifato inter x lo scudetto, lei faccia lo stesso con la coppa x favore .

  5. liboriobutera ha detto:

    Onore a Gloria alla memoria di Peppino!

  6. Roberto Gherardi ha detto:

    tutte opinioni condivisibili e sindacabili
    certo che con un centravanti di sfondamento come Guido Rossi ogni traguardo è possibile
    infatti conoscendo il suo curriculum nelle aziende di Moratti e Tronchetti: Pirelli, Telecom, Saras, etc.etc. quale Amministratore il prestito di pochi mesi alla Federcalcio come Commissario Straordinario ha dato i frutti che conosciamo, stranamente subito dopo è rientrato alla Telecom richiamato da Tronchetti salvo poi essere estromesso recentemente perchè troppo “potente” anche in veste politica
    Mancini ha poco da godere essendo salito sul carro forse più sporco del calcio italiano
    veramente bravi! questi personaggi fanno solo del male al calcio ed anche alla politica e credo che Prisco da quell’onesto uomo che era lo riconoscerebbe anche Lui
    scusate lo sfogo ma io non sono di parte, ovvero sono dalla parte del calcio e quanto successo non riabilita nessuno, men che meno l’Inter con tuti gli scandali che la vedono in prima fila, dagli orologi d’oro agli arbitri dei tempi di papà Moratti fino al primo scandalo doping qualche anno fa con Kallon e per ultimo con i passaporti falsi, non per niente, società, Ghelfi, Oriali e Recoba hano pagato pur di non correre altri rischi
    e vedi caso hano pagato poche settimane prima che le intercettazioni telefoniche fossero rese pubbliche, tutta una tempistica molto molto dubbia
    no grazie, preferisco il calcio dilettantistico del sabato pomeriggio con i miei amici
    il Calcio Professionistico non riceve più una lira da me da almeno 10 anni
    cordiali saluti

  7. Italo Cucci ha detto:

    Ho molto gradito gli interventi derdicati a Peppino Prisco. E soprattutto che si sia capito – lo dimostrano gli apprezzamenti dei perfidi cugini rossoneri – come l’uomo fosse in realtà faziosamente al di sopra di ogni fazione. Tifava per l’Intelligenza, e spesso si sentiva solo. Con lui mi sono sempre divertyito ad ascoltarlo eppoi a mettere da parte pillole di storia e di saggezza. A questo servono gli amici “più grandi”. In una dimensione diversa ho ritrovato in Peppino lo stesso spirito di un altro Grande Vecchio, Enzo Ferrari: che però era più caustico. E non era buono, nel senso che esibiva la sua cattiveria per difendersi dai tanti che lo incensavano senza amarlo, ma avendone solo paura. Peppino no, era amato davvero. Il 14 maggio, a Chieti, in occasione della consegna del premio a lui dedicato, la giurìa di cui faccio parte (presieduta da Sergio Zavoli) ricostruirà il Derby d’Italia: il Premio Prisco, infatti, lo daremo a Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Juventus, uomo di cultura brillante e ironico: come dire un rivoluzionario, rispetto al passato. Con personaggi di questa dimensione si può cambiare il calcio. Anche se – udite udite – alcuni ultrà juventini lo hanno pesantemente contestato per avere accettato il Premio intitolato al “nemico” Prisco. L’anno scorso lo ritirò, felice, Alex Del Piero. Per l’occasione Chieti si riverfsò nel teatro cittadino e nelle vie circostanti. Siete tuti invitati…

  8. grigio ha detto:

    Secondo me le battute di Prisco valevano quelle che si sentono al bar. Non è un’offesa, ma un doveroso ridimensionamento. Saludos

  9. Fran ha detto:

    Se mi da la mano un interista, controllo gli scudetti e nascondo il cellulare.

  10. grigio ha detto:

    Questa, caro Fran, è in linea con quelle di Peppino ma dubito che il buon Italo Cucci faccia un poema su di te. Lui si occupa di grandi del passato come Ferrari, o di grandi del presente come Lippi (dopo la vittoria del Mondiale). E ci prende sempre, cavolo! Bravo!

  11. Lorenzo Grossini ha detto:

    Visto che la memoria del personaggio è ancora viva, andate qui a leggere alcune delle battute più celebri dell’avvocato nerazzurro. Anche se in questa non ci aveva preso: “In tanti aspetti, a cominciare dal modo unico in cui sa segnare, Ronaldo mi ricorda Meazza, il quale commise solo un errore: accettare il trasferimento al Milan. Sono sicuro che Ronaldo mai potrebbe essere indotto in una simile tentazione. Uno grande come lui può indossare una sola maglia: quella nerazzurra”

  12. juveforever ha detto:

    adesso con la mano di Facchetti ne conta 15 con l’altra entrambi ascoltano il cellulare…ma con presidenti come Fraizzoli e Pellegrini mi sà che della mano nn gli sia rimasto un bel niente.

  13. juveforever ha detto:

    Ho sempre apprezzato Italo Cucci come Editorialista, Direttore, Commentatore quasi alla pari del grande Giorgio Tosatti (pochi lo ricordano in questi mesi dopo la sua morte, solo perchè non aveva sponsor, non era schierato calcisticamente).
    Ma devo rivedere la mia posizione dal punto di vista calcistico, ormai sono mesi che Italo Cucci và avanti con la sua antijuventinità ovunque.
    Questo lo rende più famoso ed apprezzato da chi in questo momento gestisce il calcio italiano, edi utilizzando le pagine web di una testata giornalistica pubblicizza le intercettazioni Moggi (ascoltandole vorrei che qualcuno mi citasse l’articolo di codice penale applicabile su di esse)…
    Il grande Totò diceva..”Signori si nasce”…altri tempi

  14. francesco salano ha detto:

    Sono juventino da sempre e continuerò ad esserlo convinto di aver vinto 29 scudetti. Io non mi stupisco assolutam,ente di quanto detto dall’Avv. Prisco che era un gran fascista e dal quale non ci si può aspettare altro. Sempre Forza JUVE
    Francesco Salano

  15. Italo Cucci ha detto:

    Caro Lorenzo, le battute di Peppino Prisco sono certo da bar sport perché al bar sport arrivavano dopo la creazione, così come le barzellette di Gino Bramieri (altro interista) arrivavano dappertutto. Evidentemente ti supertifosi nerazzurri hanno ALMENO il senso dell’umorismo e lo hanno dimostrato nei lugnhissimi diciott’anni d’attesa dello scudetto, producendo centinaia di battutacce sulla Beneamata e i suoi Fedeli arrivando ad essere simpatici a tutti…nel dolore. Nelle ultime ore – bontà loro – stanno ridiventando antipatici. Ci tengono. Quella battuta che tu hai isolato su Ronaldo INTERISTA A VITA dimostra peraltro che Peppino averva un cuore semplice e tanta fiducvia nel prossimo. Cosa che ti posso garantire. Anche politicamente era più che tollerante, assolutamente democratico come intelligenza voleva. Gli juvetini dovrebbero darsi una calmata. Dopo Calciopoli 2 c’è poco ancora da dire. Credo di aver visto giusto – e il grandissimo Giampiero Boniperti di cui potrò raccontarvi tante cose se lo vorrete (fatemi sapere fatemi sapere) quando ho detto che se la prima condanna aveva lasciato dubbi sulla “vasta corruzioe arbitrale” che alla fine aveva colpito soltanto un arbitro e molti juventini sdegnati, adesso sono arrivate LE PROVE con quelle carte telefoniche “segrete” che hanno dipinto la moralità di un settore e di molti suoi iscritti. La valenza penale di tutto ciò è da vedersi, anche se con l’associazione a delinquere per frode sportiva qualche rischio c’è. Mentre le norme sportive già applicate sono indiscutibili. Francesco Salano parla come Ibrahimovic che i due scudetti juventini se li tiene stretti: il giocatore ha ragione, ci ha messo molto di suo per quei successi e la vittoria successiva con la maglia nerazzurra ne è stata la conferma. Il tifoso no: deve prendere atto che in quella situazione la Juve ci si è messa a causa dei suoi dirigenti RESPONSABILI al massimo livello. Piuttosto, come ho detto tante volte, non mi è piaciuta quell’assegnazione di uno scudetto all’Inter decisa da Guido Rossi per presunte pressioni dell’Uefa. Io, fossi stato Moratti, non l’avrei accettato. E non voglio raccontarvi di nuovo la storia di Leandro Arpinati che nel 1927 non assegnò (era il capo dello sport italiano) al “suo” Bologna lo scudetto revocato al Torino per la tentata corruzione del giocatore interista Allemandi. Vecchi fusti e nuovi fusti, diceva Longanesi. Vorrei infine dire a Juveforever di lasciar perdere Giorgio Tosatti che dello scandalo juventino è stato la vittima più importante. Giorgio – per almeno vent’anni il giornalista sportivo più potente d’Italia, da direttore del Corriere dello Sport e commentatore principe del Corriere della Sera e della Rai, ovvero dei massimi organi d’informazione – fu travolto dalle intercettazioni per alcune telefonate troppo disinvolte con Luciano Moggi, col quale era in grande confidenza. Quando se n’è andato tragicamente – e Calciopoli ha fatto la sua parte – una legione di ipocriti l’ha rimpianto con lacrime di coccodrillo. Forse non tutti ricordano che, dopo la pubblicazione delle intercettazioni, Tosdatti dovette lasciare il “Corsera” dove fu subito sostituito. Il giornalone che oggi lo rimpiange come Grande Collaboratore, arrivò a pubblicare una falsa noizia diffusa anche dall’Ansa in cui si diceva che la Rai aveva deciso di troncare con lui ogni rapporto sempre in riferimento allo scandalo. Allora, per non farsi mancar nulla, il “Corsera” aggiunse anche il mio nome all’elenco dei ripudiati e dovette poi rimangiarselo dopo una telefonata fattami dal direttore generale Cappon che non solo smentiva la falsa informazione ma mi confermava fiducia e contratto. La mattina dell’otto giugno del 2006 incontrati Giorgio Tosatti nella saletta Freccia Alata dell’aeroporto di Fiumicino. Io partivo per Monaco, inviato ai Mondiali, lui andava a Milano per rcoverarsi nell’ospedale dove avrebbe poi subito il trapianto di cuore. Non eravamo mai stati amici, anche per una passeggera tumultuosa coabitazione al vertice del Corriere dello Sport nel 1982-83, ma il tempo ci aveva riavvicinato e quel giorno ci abbracciammo: “Frate – mi disse – sto male da morire”. Certo era malato di cuore, ma il trattamento ricevuto dalla confraternita mediatica l’aveva colpito anche nell’anima. Adesso che non c’è più, tutti fingono di non ricordare la pena che gli inflissero per un peccato veniale. Ma era troppo potente, Giorgio, e a molti non parve vero – pratica molto comune a certi italiani – di infierire su un grande in quel momento inerme.

  16. juveforever ha detto:

    Caro Italo Cucci in tutte le situazioni Italiane li chiamerei misteri Italiani (strage di Bologna, strage di Piazza Fontana, Omicidio Pecorelli, uccisione di Aldo Moro e della sua scorta) c’è sempre qualcuno che paga o “quasi” per tutti.
    Sembra chiaro che calciopoli doveva aver un solo fine “eliminare il potere della Juventus” anche delle figure mediatiche e di quelli che giravano intorno al sistema.
    La morte degli Agnelli la vittoria al governo del centrosinistra (con relativa sconfitta di Berlusconi)e l’elezione di Montenzemolo a presidente di Confindustria ha aperto la strada a chi per decenni ha speso soldi senza vincere nulla per incapacità sportiva.
    Di illeciti sportivi caro sign Cucci in questi decenni ce ne sono stati tanti e non li elenco altrimenti sarei ripetitivo, Lei li conosce bene, ma nessuno ha pagato, nè ci sono stati processi “estivi”, nè condanne.
    Era nella normalità regalare rolex, raggirare passaporti, dividere le poltrone del potere (ma Carraro che ci faceva con la delegazione Italiana per il sorteggio degli Europei) o voi saggi della stampa avete dimenticato le grandi opere incomplete e mai funzionanti di Italia 90, i stadi cattedrali nel deserto, e tant’altro….certo lì non conviene far commenti altrimenti si rischia di far la fine del povero Tosatti…dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
    Purtroppo fa parte del dna di noi Italiani, incapaci di condannare ma capaci di portar avanti processi per decenni, ma con orgoglio processare e condannare con sentenza la Juventus nel giro di un mese nel periodo torrido estivo di un agosto italiano.
    Questa è la realtà, e non la si può negare, caro Italo Cucci al di là dei colori di appartenenza, al di là dei colori politici, al di là delle poltrone su cui sediamo.
    Come Tosatti, riprendo la sua ultima frase, anche Moggi era troppo potente, e a molti nn parve vero – pratica molto comune a certi italiani – di infierire su un grande in quel momento inerme ed aggiungo incastrato da intercettazioni, ripeto esclusivamente solo su Moggi e nessun altro.
    In ultimo vorrei ricordare al Boniperti che quando Prisco stringeva la mano ad un Juventino e controllava poi se ci fossero tutte le dita Lui era Presidente della Juventus….quindi non è giusto criticare l’operato altrui.
    E’ anche vero che ogni battuta o barzelletta vuol di solito sdrammatizzare ed avere un senso ironico ma più delle volte son dette per far male, se poi dopo decenni li rispolveriamo vuol significare che avevano ben poco di ironico.

  17. Italo Cucci ha detto:

    Sono un giornalista fortunato: se è vero che la tivù mi ha fatto conoscere da un più vasto pubblico, è fortunatamente verissimo che le mie idee le scrivo epperciò restano e non volano via. Ho denunciato scandali ma non sono giornalista di regime e per anni il Palazzo protetto dalla politica ha fatto quel che ha voluto fregandosene di un accusatore pressoché soliitario. Non ho sempre scritto tutto quello che volevo ma non ho mai scritto quello che non volevo. E non faccio la vittima: quando ho scritto una cosa son già soddisfatto e ringrazio i giornali che mi hanno permesso – come l’Indipendente – di non autocensurarmi e di continuare a dir la mia quando ho lasciato le direzioni che di volta in volta mi sono state affidate proprio perché non avevo altri padroni se non i lettori. E quando mi sono reso conto che la mia presenza era scomoda me ne sono andato: sono recordman di dimissioni. Va da sè che da sempre la politica del Palazzo è in mano a chi è in stretta connessione con il Palazzo stesso: gli scoop sono quasi sempre ispirati da un potere interessato a farne fuori un altro e Calciopoli ne è un clamoroso esempio. Nel pensiero su Boniperti (pasticciato da un salto di riga, scustemi) volevo solo dire che il superpresidente juventino ha dato una bella lezione a tutti dichiarando, di recente, che la dolorosa vicenda bianconera poteva finire anche peggio. La Fiorentina innocente e il Genoa sono finiti in C, tanto per dire, come altri club illustri e meschini nel passato. Ma si preferisce dimenticare. Vittorio Cecchi Gori è ancora lì che aspetta giustizia, e non l’avrà. Una sera, nel salotto di Bruno Vespa, mentre si chiedeva amareggiato perché gli fosse arrivato in testa un macigno, gli dissi molto francamente di aspettarsi il peggio: perché da Senatore del Regno aveva uno stuolo di interessati difensori mentre dal giorno in cui era stato trombato trovava intorno a sè solo nemici. Me lo ricordo bene, quel pomeriggio a casa sua, a Palazzo Borghese, mentre cercava al telefono i suoi amici potenti perché lo aiutassero a salvare la Fiorentina e nessuno rispondeva. L’avevano abbandonato dopo il saccheggio. E così ricordo quando a metà degli anni Novanta a Palazzo Chigi decisero la riforma che ha massacrato il calcio economicamente e moralmente: quelli che oggi si stracciano le vesti e piangono sui mali del pallone erano tutti lì, proni davanti ai potenti, a dare il loro assenso. Ed erano quelli che gestivano i più importanti mezzi d’informazione. Quanto a Carraro, il mio cortese interlocutore forse non legge i giornali sportivi. Avrebbe saputo che prima di recarsi a Cardiff il ministro Giovanna Meladnri s’era consultata proprio con Carraro. Io ho letto la notizia, non ho letto la smentita. Poi, diciamocela tutta, perché a me non piace maramaldeggiare: Franco Carraro ha fatto esattamente quello che gli è stato consentito di fare, praticamente il capo-progetto di Europa 2012. Solo quando hanno perso la battaglia anche i suoi cortigiani lo hanno accusato. Ma devono stare attenti, costoro, perché Carraro era ed è un potente Padrone del Vapore e prima o poi se lo ritroveranno davanti. Io sto sereno: lo critico da vent’anni e alla peggio passerò da don Chisciotte. Rimpiango solo di non avere imitato il comportamento del mio antico Guerin (vedi Visconti Venosta) che “andò in guerra e mise l’elmo per non farsi troppo mal”. Qualche botta l’ho presa ma non c’è lottatore senza ferite…

  18. juveforever ha detto:

    Con quanto sopra, il sottoscritto ha cercato di mettere in risalto il “sistema italiano” non di certo la sua persona, sempre apprezzata da me per la sua trasparenza, senza peli sulla lingua, senza marchio.
    Ma devo dar atto che lei è in sintonia con il mio pensiero ma dovrebbe esser più chiaro il perchè tutto è accaduto dopo la scomparsa degli Agnelli dopo la vittoria del centrosinistra, perchè quel processo estivo, svoltosi in tempo record, aveva solo un obbiettivo..eliminare la Juventus.
    Non sono nè giornalista nè altro ma capisco il sistema italiano, quindi è inutile star qui a scrivere tante righe per prendersi per fondelli rigirando le parole.
    La verità è che la giostra, il campionato italiano di calcio non poteva e non doveva fermarsi.
    Intorno girano miliardi di euro, sarebbe stato un grave danno economico e di immagine, ma ciò non rientrava nella volontà di quanti avevano messo in moto quel meccanismo che ripeto aveva solo un fine “eliminare il sistema Juventus”.
    Certo non mi aspetterei mai la risposta sincera e chiara da un interista, parte interessata come lo era il Commissario Rossi.
    Le ripeto avrei voluto risposte in merito ben più chiare, e senza colori di parte.
    Per quanto riguarda il Sign Carraro le pare normale che un ministro interpelli chi rientrava nel circuito di calciopoli?…certo che è normale se l’obbiettivo era ben altro. Sà una cosa, mi torna in mente un immagine a molti sfuggita in cui il Sign Commissario Rossi durante la premiazione della Coppa del Mondo, sorridente come una pasqua indossa il foulard celeste della veltroniana (romanista ) Ministro Melandri….ai posteri l’ardua sentenza.
    Il mio pensiero per Carraro e per il mio conterraneo Matarrese era ed è rimasto tale.
    Da semplice impiegato statale con unico stipendio minimo europeo e tre figli non posso permettermi di acquistare e leggere anche giornali sportivi, anche perchè lei sà bene come funziona anche lì quel genere di sistema….se leggo il corriere dello sport Roma e Lazio, se leggo gazzetta dello Sport Inter e Milan se leggo Tuttosport Juventus e Torino….sponsor pubblicità e lettori della propria squadra altrimenti si chiude battenti in pochi mesi.
    Concludo ricordando l’ultima farsa italiana dopo la morte dell’ispettore Racidi (ma si saprà mai come è morto?)…penso proprio di nò, rimarranno le sofferenze dei familiari, come son rimaste le sofferenze di chi ha perso un proprio caro per la patria (Nassirya) ma il passar del tempo metterà sopra un velo pietoso e nessuno si ricorderà di loro…..
    Ed allora si ferma un campionato, si chiudono gli stadi, si ammutoliscono i tifosi, ed altro..poi vedo in tv (senza commenti di sorte) lo stadio Frosinone-Juventus stracolmo all’inverosimile, vigili del fuoco su autogrù in altezza per immortalare i proprio beniamini con foto e riprese video, gente assiepata come sardine su recinzione metallica, la panchina della juve aveva oltre che trezeguet e del piero nel suo retro altri nuovi acquisti (?) in breve tutti nuovi posti numerati nominativi acquistati online.
    Non c’è risposta logica a ciò, è il classico sistema italiano….

  19. cuorebianconero ha detto:

    Grazie juveforever, di aver risposto per le rime all’interista Italo Cucci. Ci siamo dimenticati dello scudetto vinto dalla Lazio quando il Sig Collina prima decide di non far disputare la partita e poi, dopo un’ora e passa e dopo aver ricevuto una TELEFONATA, fà proseguire la partita, voglio ricordare ke il gol di Calori scaturì dalla fascia del campo piu impraticabile e che la Roma vinse lo scudetto anche grazie alle regole cambiate durante il campionato proprio prima di ROMA-JUVE. E allora finiamola con queste fesserie le telefonate le facevano tutti perchè noi, da buoni italiani cerchiamo sempre le raccomandazioni figuriamoci dove c’era da spartire diritti tv, pubblicitari ecc se nessuno tirava acqua anche al suo mulino. SIAMO VERAMENTE UNA REPUBBLICA DELLE BANANE. A proposito anche io sapevo prevedere la griglia degli arbitri senza inter..pretare NOSTRADAMUS.

  20. adriano ha detto:

    L’intelligenza e la sagacia di Peppino Prisco a quanto vedo riesce ancora a colpire gli avversari e a far sorridere gli sportivi. Eterno.

  21. juveforever ha detto:

    si’ certo come lui e gli attuali dirigenti “colpire nascondendo la mano”..Pietoso.

  22. Italo Cucci ha detto:

    C’è un’invasione di campo. Io interista? Se lo leggesse Moratti si metterebbe a ridere. Ma va bene così. Ho passato una vita a sentirmi dire juventino. Interista. Juventino. Romanista. Laziale….E dire che sono uno dei pochi che non ha mai nascosto di essere tifoso del Bologna. Quando dirigevo un giornale d’informazione mi beccavo ora del fascista, ora del comunista. Patenti di obiettività? Non ne ho bisogno. Estremista? Perché no? In ogni caso è certo che dico sempre quel che mi pare. E non sto fra i buonisti – che detesto – o fra quelli che prendono in prestito le idee degli altri. Per quel che valgono, sono sempre mie. Mi diverte il fatto che la rissa sia esplosa fra i privilegiati. Dalle mie parti si chiamano i ladri di Pesaro: rubano insieme e quando li beccano si accusano fra di loro.

  23. Italo Cucci ha detto:

    Post Scriptum. E’ vero: “Il Papa mazzola Rivera” è il titolo pià bello dell’anno

  24. Spezialetti ha detto:

    Gentile Italo Cucci, sono stato un suo allievo (con lei ho redatto la tesi in diritti tv: Calcio e diritti tv, Ultimo minoto Rai) all’università di Teramo anche se non credo si ricordi. Anche se lo spero. Chiedo la conferma della data da lei indicata (14 maggio) per l’ormai consueto “Premio Peppino Prisco”. Inoltre colgo l’occasione per chiederle se, in quella occasione, sarebbe disponibile a rilasciare una breve intervista per Recensito.net.
    Colgo l’occasione per porgerle il mio saluto.Spezialetti

  25. adriano bellante ha detto:

    “Colpire nascondendo la mano”…mi risulta che fino a quando gli è stato “consentito” abbia sempre esposto tutte le sue idee mettendoci la faccia, davanti a una telecamera o firmando col suo nome, e l’abbia sempre fatto con una battuta di spirito perchè nonostante ciò che si vede scritto in molti commenti qui rilasciati (strage di Bologna, strage di Piazza Fontana, Omicidio Pecorelli, uccisione di Aldo Moro e della sua scorta, omicidio dell’Ispettore “Racidi”…) il calcio rimane uno sport e una battuta è una battuta al quale si può ridere o no. PIETOSO mi sembra invece l’atteggiamento di chi continua a non accettare la realtà dei fatti e a preferire un dirigente che ha infangato il buon nome di una gloriosa squadra di calcio all’attuale dirigenza che proprio in nome di quel passato ha deciso di virare la rotta…ma si sa che nello sport non tutti sono sportivi.

  26. juveforever ha detto:

    certo anche calciopoli è storia di stato, come le stragi ed altro ..i misteri della nostra repubblica.
    Troppo comodo metter alla forca ad un dirigente per infangare la storia della juventus..ed eliminarla.
    Mi sa che nello sport non ci sono sportivi che sappiano ammettere anche le proprie colpe ma solo sportivi che deridono sulle “architettate” disgrazie altrui.
    Per chi resta al di là della del muro ritenendosi al di fuori di tali schieramenti forse farebbe bene a non animare gli animi altrui citando battute che di sarcastico in realtà hanno ben poco, visto che ormai fanno parte di uso e costume di una dirigenza tale interista.

  27. adriano bellante ha detto:

    Da come parla sembrerebbe che le cause per cui la Juventus è giustamente retrocessa siano da imputare a chiunque (stampa, governo, servizi segreti, tifosi avversari… e chi più ne ha più ne metta!) tranne che a un “povero dirigente infangato”. Inoltre se gli animi altrui si animano per una battuta il problema non è in chi riporta o fa una battuta ma di chi NE FA UNA STORIA DI STATO.

  28. juveforever ha detto:

    c’è un padrone di masseria? i commenti negativi contro la juve e il tale dirigente son anche da imputare verso altre squdre e dirigenti..inter in primis.
    Certo che la juve volutamente è stata fatta retrocedere…con processo record della durata di un mese…mai accaduto in italia…..
    Il processo sme è durato ben 5 anni …risultato?: assoluzione del cavaliere.
    Poco dovrebbe interessare se personalmente ne faccio una STORIA DI STATO, è una personale opinione, libertà di pensiero, ma ciò turba l’anima di chi predica di rappresentare il vero calcio pulito, o chi fa finta di voler ignorare opportunamente i TANTI MISTERI DELLA REPUBBLICA (delle banane)…
    Altri dirigenti “infangati” prendono altre “strade”…. c’è sempre la mano Divina che fa giustizia.

  29. adriano bellante ha detto:

    Inutile credo comunicarle che esistono differenze (procedure, tempi, soggetti) tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria, per non parlare delle “particolarità legislative e giudiziarie” che sono intervenute nel processo sme messo da lei a paragone. I commenti negativi sono frutto di prove tangibili (se è vero che anche la giustizia ordinaria sta indagando a tal proposito) e non di machiavellici complotti. Se l’INTER è colpevole di qualche tipo di frode spero da sportivo paghi al più presto (magari lei potrebbe darci le prove in questo blog o portandole ai magistrati sportivi). La prego però di non giustificare un ladro dicendo che tutti rubano, non cè niente di più SQUALLIDO! Permetta che anchio, esprimendo la mia personale opinione, giudichi questa provvedimento sportivo al massimo STORIA DELLA JUVENTUS (e neanche di tutta, anzi…), oggettivamente non dello Stato. Per quanto riguarda l’appellativo REPUBBLICA DELLE BANANE che spesso viene etichettato all’Italia temo esso sia opportuno visto gli attuali “NUOVISSIMI” dirigenti del calcio. Non si preoccupi per Moggi IN ITALIA SI TENDE SEMPRE A RIABILITARE TUTTI (DAL DUCE A CRAXI) CON BUONA PACE DELLA STORIA (questa sì) ITALIANA.

  30. juveforever ha detto:

    prove?cartamente si potrebbe ma si dà il caso che l’allora presidente della telecom era ed è azionista di maggioranza dell’inter..per descrivere il sign. rossi si informi lei e i poveri azionisti parmalat….per il fu sign facchetti chiedere al sign bergamo.
    giustizia è metter fuori dal carcere chi contromano alla guida uccide una 17 enne…
    SQUALLIDO è chiamare ladro ( dia lei le prove) UNA BRAVA PERSONA, solo perchè una giustizia a lei “piacevole” lo ha condannato.
    mi sembra che il mutismo e la cecità il far finta di nulla sia uso e costume di molti italiani ed arriviamo al punto di difendere osannare una certa giustizia che lei chiama ordinaria solo perchè ha condannato una squadra da lei e tanti come lei ODIATA.

  31. adriano bellante ha detto:

    Innanzitutto mi dica da quale mio commento lei ha dedotto il mio ODIO nei confronti della Juventus (vedo che comunque è sua abitudine esasperere i toni!). In seconda istanza a differenza delle sue osservazioni non supportate da nessuna prova tangibile, le mie si rifanno a dei processi, le cui conclusioni lei potrà giudicare come vuole, ma sicuramente sono reali e basate su fatti: intercettazioni telefoniche e intimidazioni ad un arbitro (ma forse per lei era solo un innocente scherzo chiudere un arbitro in uno spogliatoio). I suoi esempi sono quasi sempre fuori luogo (la storia della 17 enne che c’entra con la giustizia sportiva???) ma forse questo sue degenerare è fortemente indicativo! Le sue OPINIONI sulla Giustizia e sulle “BRAVE PERSONE” sono sue e io non le condivido affatto. P.S. Chiedo scusa a tutti se ho partecipato a spostare l’argomento della discussione iniziale.

  32. juveforever ha detto:

    Sarei io ad esasperare i toni? mà…Che lei non condivida le mie OPINIONI e i miei giudizi su BRAVE PERSONE personalmente poco importa..non ci vuol mica un mago per capirlo.
    Ritengo con fermezza che la giustizia dovrebbe essere univoca e uguale per tutti “ILLUSIONE”( per lei è normale vedere giocatori dell’inter chiudere porte e metter le mani addosso al segnalinee negli spogliatoi dopo la partita inter-juventus, o vederli premere ed oscurare le telecamere negli spogliatoi del valencia per poter tranquillamente continuar la rissa, il tutto ripreso e visto..a differenza di telefonate …..ma altri il cellulare nn ne fanno uso o comunicano con i piccioni viaggiatori?…chiedere all’arbitro de sanctis..).questa è la sua giustizia sportiva.
    Lei considera cio’ che io affermo tutto fuori luogo…degenerante, la capisco, fa parte della sua quotidianeità e per ciò le devo dire..GRAZIE
    P.S.è inutile scusarsi dopo aver partecipato, io non ho spostato nessun argomento, è solo un suo giudizio, sul mio pensiero,(poteva evitarlo cosi’ non stava qui a scusarsi con altri).. sta ad altri giudicare (ameno questo lo lasci fare con parzialità)

  33. adriano bellante ha detto:

    Inutile spiegarle che la giustizia sportiva non è MIA ma è ITALIANA e che in caso non è sua…visto che è lei a non accettarla. Che lei mi porti ad esempio le malefatte degli interisti (che tra l’altro mi pare siano stati puniti per Inter-Valencia dalla Uefa, che non mi risulta essere un organo del calcio italiano, e per Inter-Juventus con squalifiche) a me che non sono interista poco importa, ma comunque continuo a ritenere sbagliato giustificare le proprie malefatte (dimostrate da processi) con le malefatte di altri (dimostrabili se lei riuscirà a catturare questi “piccioni viaggiatori”). Sempre di malefatte si tratta e per questo da punire. Sulla mia quotidianetà (che lei ha dedotto da una manciata di commenti) neanche le rispondo perchè non capisco cosa voglia dire (probabilmente nulla di concreto, come quasi tutte le sue accuse non supportate se non da illazioni!). Le mie scuse erano e sono per chi pensava poter trovare un pensiero sul GRANDE PEPPINO PRISCO e non l’ennesimo scontro di posizioni. Riguardo l’ultima sua affermazione:”…sta ad altri giudicare (almeno questo lo lasci fare con PARZIALITA’)”spero lei volesse dire IMPARZIALITA’ ma temo invece che l’errore sia freudiano.

  34. juveforever ha detto:

    si figuri…buona fortuna

  35. adriano bellante ha detto:

    A lei e alla Juventus.

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