A scuola non c’è posto per gli orchi

casa.jpgGli orchi esistono e si muovono nel mondo di oggi con la stessa cattiveria che avevano nelle fiabe. Sfruttano internet, le foto digitali, le telecamere a circuito chiuso. Il caso di pedofilia in una scuola materna pubblica, in un asilo a Rignano Flaminio, a due passi da Roma ha messo il Paese sotto choc. Sei persone, di cui ben tre maestre e una bidella sono dipendenti della scuola, sono state arrestate con l’accusa di avere abusato sessualmente di bambini fra 3 e 5 anni. Piccoli allievi prelevati da scuola e portati in una villa, vicino a scuola e costretti a rapporti con adulti. Rapporti ripresi e poi “venduti” in rete. Il nostro sistema giuridico non ci permette di considerare gli arrestati colpevoli fino a sentenza definitiva, però la sostanza delle indagini sgomenta. Gli orchi esistono, lo sappiamo da tempo purtroppo, e ne abbiamo parlato tante volte a casa Banfi. Del resto c’è un’ipocrisia assurda nella nostra società: da un lato si sbandiera la libertà sessuale, si ride di chi a 20 anni non è ancora andato a letto con una donna (come ben sanno gli spettatori de “La pupa e il secchione”), si bombardano i giovani di messaggi allusivi e stimolanti, e poi quando si scopre, come in questo caso, che un sito di pedo pornografia rende anche 90mila euro al giorno ci si scandalizza. Gli orchi prosperano in una società che non sa più dare limiti al proprio comportamento e dove la commercializzazione del sesso con i minori (ancora reato per il codice penale italiano se fatto da un adulto) fa realizzare introiti iperbolici in tutto il mondo. La prima domanda è: perché non si comincia a condannare un po’ di più la decadenza dei costumi di tutti i giorni? Non è moralismo, ma realismo. Ad esempio quanti insegnanti riprendono le allieve che si presentano a scuola con l’ombelico di fuori? Perché non convocano i genitori? Seconda domanda: perché gli insegnanti della scuola pubblica sono così fuori controllo? È mai possibile che un dipendente delle Poste sia più seguito, anche disciplinarmente dai suoi superiori, in modo più efficace che non un docente? Nella scuola italiana, lo sanno tutti coloro che hanno figli in età di apprendimento, solo il referto del pronto soccorso può convincere la preside a spostare un docente, ad esempio, violento. Altro che licenziamento, ministro Fioroni! Cominciamo a ragionare su come controllare seriamente il comportamento dei docenti e spingiamo le famiglie a scegliere e non a subire. L’ideale è che i genitori possano scegliere la maestra (o il prof di filosofia) dei propri figli, non subirli come una trappola inevitabile. Gli orchi esistono, ma vanno scoperti e isolati in fretta, non lasciati insegnare nella scuola.

casabanfi@indipendenteonline.it

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8 Responses to A scuola non c’è posto per gli orchi

  1. mauro ha detto:

    Come ho gia’ scritto altrove, prima di tirare le conclusioni e linciare qualcuno, anche solo moralmente, bisogna essere sicuri al 100%.

    E di casi del genere, costruiti sulle ansie dei genitori e sulle perizie degli psicologi (influenzando i bambini), che poi si sono conclusi con un nulla di fatto, ce ne sono stati gia’ parecchi in passato.
    Vedi ad esempio:
    http://tinyurl.com/23mzkb
    http://tinyurl.com/2q2xc2

    Quindi, aspettiamo di vedere se le accuse reggono.

  2. liborio ha detto:

    La scuola è fatta soprattutto di maestri e maestre che hanno a cuore questa straoirdinaria professione, che la svolgono con passione e amore, non generalizziamo, perchè quanti genitori hanno abusato dei loro figli, questo non significa che siano tutti orchi.

  3. Lorenzo Grossini ha detto:

    Mi sembra che non si sia generalizzato, ma si sia parlato di cercare di scoprire dove si nascondano questi “orchi” per riuscire a stanarli.
    Il ruolo del professore, in questo caso educatore e portatore di sani principi morali (leggi monitoraggio su pance scoperte, ma anche overdose di cellulari, etc,etc), mi pare non venga messo in dubbio, anzi valorizzato e caricato di tutta la responsabilità che merita. Se così non fosse sta a chi controlla l’operato degli insegnanti prendere provvedimenti.
    Che poi il mestiere di insegnante/maestro/educatore sia difficile, questo lo sappiamo tutti.

  4. Casa Banfi ha detto:

    E’ vero, sono d’accordo. La tragedia di Rignano si rivelerebbe ancora più grossa se scoprissimo che gli arrestati sono stati vittima di una montatura, di una suggestione… Per questo ieri abbiamo scritto chiaro che non è giusto parlare delle colpe dei singoli, su cui c’è ancora presunzione di innocenza. Ma il doppio problema morale resta: una società corrotta e corruttrice; e una scuola spesso banalmente senza alcun controllo di qualità

  5. Franco ha detto:

    Da come sono stati impostati i quesiti si evince che siete sicuri che le maestre di Rignano sono colpevoli.

    Conosco la vicenda solo da quanto riportato sugli organi di informazione, e da quanto mi è stato dato di capire, mi chiedo:

    1- Chi ha seguito l’indagine ha le capacità necessarie per indagare su casi di abuso in danno di minori?
    Conosco persone laureate in giurisprudenza (con esami anche di psicologia) da quasi 30 anni che per più di venti anni hanno svolto attività investigativa di
    polizia giudiziaria, e che non hanno alcuna remora ad affermare di avere difficoltà ad escutere, in tema di abusi, un teste dell’età di 4 anni.

    2- Quale è l’esperienza professionale dello psicologo che ha esaminato i bambini, attestandone l’attendibilità?
    Lo psicologo sa di non essere una entità divina e che la sua conclusione non è un dogma; ed uno psicologo forense non ignora di dover fornire al Magistrato
    (ed anche alle parti) la dimostrazione del percorso logico da lui seguito, riportando esattamente i dati fattuali reali da lui utilizzati per pervenire poi a determinate
    conclusioni. (Da quanto appreso non esisterebbe documentazione audiovisiva, e neanche solo audio, degli incontri che lo psicologo ha avuto con i bambini;
    incontri dai quali ha poi tratto la conclusione che gli stessi sono attendibili e che sono stati “abusati”).

    3- I genitori che hanno riferito quanto appreso dai bambini (e che certamente sono in buona fede, come anche gli investigatori) avevano le capacità
    necessarie per non influenzare loro stessi i bambini? Ha analizzato “qualcuno” tale loro capacità?

    Forse sarebbe stato più corretto inserire un’altra domanda: Siete sicuri che le indagini siano state svolte in modo altamente professionale?

    Cordiali Saluti.

  6. Casa Banfi ha detto:

    In questi giorni al processo d’appello su Cogne, è stato evocato il principio giuridico del “ragionevole dubbio”. E’ un principio sacrosanto. Non si può condannare solo per convincimento interno ma perché si ritiene che l’imputato sia colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. Ecco, semmai la storia di Rignano approdasse in un’Aula è lì che tutte le domande correttamente poste da Franco dovrebbero trovare una risposta certa. Oltre ogni ragionevole dubbio. Epperò io continuo a pensare che la storia degli orchi dell’asilo fuori Roma sia emblematica anche dell’incapacità del sistema scolastico di dare risposte certe ai genitori. Sono garantista anch’io ma non mi va bene essere garantista se si espongono dei bambini a dei rischi. Quindi, primo nel dubbio non condannare nessuno, ma secondo nel dubbio salvaguardare i bambini e il loro futuro.

  7. Piero Sampiero ha detto:

    …Se può interessare …

    Saluti ed auguri.
    Pi.Sam.

  8. charles ha detto:

    Un pensierino per in Dott Fioroni,
    che a quanto pare, non conosce la legge italiana. I docenti sono innocenti, così come tutti i cittadini fino a condannata eventuale dopo processo e tutti gli appelli del caso.Ritengo gravissimo che un ministro della Repubblica, parli in tv come se le maestre fossero già dichiarate colpevoli. Le docenti in questione non sono state neppure ascoltate, trascinate in carcere a furor di popolo come si faceva nel medioevo, mancava la pira e iul fuoco.
    Senza uno straccio di prova. ..che interesse neldemolire la scuola pubblica.

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