Perchè i master universitari non servono a niente

Ma servono davvero, in Italia, i master universitari? Di certo rappresentano una fabbrica della formazione in continua crescita, in termini di fatturato e di addetti. Soltanto nell’ultimo anno, infatti, ne sono stati organizzati oltre duemila (quasi la metà alla prima edizione) per circa quarantamila studenti e con le generose sponsorizzazioni di 3500 aziende. Macchine da soldi, insomma, con un fatturato che, secondo le indagini del Censis, supera i 180 milioni di euro. Stessa musica per i professori reclutati con i master: sono ormai un esercito di 34mila docenti, in gran parte universitari che arrotondano gli stipendi, praticamente uno per ogni studente che in media spende 4800 euro per la sua iscrizione. Fin qui il gigantesco giro d’affari che copre, come un lenzuolo, l’universo dei master universitari. E i vantaggi, in termini di occupazione, per gli iscritti? Pochi, pochissimi. Un’indagine di AlmaLaurea, Osservatorio Statistico dell’Università di Bologna nato nel 1994, dimostra infatti che «non si registrano differenze significative tra coloro che hanno terminato un master rispetto ai colleghi che non hanno concluso un’ esperienza analoga». Ma se i master fuori ateneo non servono a nulla, valgono poco anche quelli universitari. A cinque anni dalla laurea, quelli che ne hanno frequentato uno di primo livello, registrano una percentuale di occupazione pari all’ 88 per cento. Appena tre punti in più di chi ne ha fatto a meno. Il vantaggio occupazionale scende invece a due punti di differenza per i master di secondo livello. La situazione è addirittura paradossale se poi si considera la stabilità lavorativa, che «risulta addirittura più ridotta tra i laureati che hanno frequentato un qualunque tipo di master rispetto a quella raggiunta dai laureati privi di tale esperienza». Chi ha fatto un master trova un lavoro stabile nel 59 per cento dei casi. Chi si è accontentato della laurea nel 74 per cento dei casi. E per giunta guadagna 17 euro in più: 1320 euro mensili contro 1303. Se ci si limita ai corsi di formazione di primo livello, la differenza in busta paga sale ancora di più. I laureati semplici sopravanzano i “masterizzati” di 65 euro. Dati confortanti, visto che il rapporto di Almalaurea sottolinea che i corsi post-laurea, oltre a essere inutili, sono anche discriminatori: hanno la possibilità di accedervi solo il 9 per cento di studenti disagiati, mentre il resto dei posti a disposizione, di pari passo con l’eccellenza e il costo, è appannaggio di giovani molto facoltosi. I master sono insomma un grande bluff, di cui il professore della Iulm Mauro Pecchenino spiega il gioco: «Le università italiane ormai sono aziende. E le aziende devono vendersi. Il master è un prodotto. Né più né meno che la maionese».

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25 Responses to Perchè i master universitari non servono a niente

  1. liborio ha detto:

    Una gran bella domanda. alla quale ne aggiungo un’altra: Perchè chi vuole fare l’insegnante deve passare per le ssis universitarie?

  2. IlPizzino ha detto:

    Se l’avessi saputo prima, avrei aperto una gelateria. Sarebbe stato certamente più conveniente sotto ogni aspetto.

  3. giusi ha detto:

    Io l’anno scorso mi sono iscritta al master in “professioni della televisione contemporanea” organizzato dall’università Roma Tre e dal proF. Enico Menduni spendendo quasi 3000€…il risultato? un grande fallimento su tutti i fronti per tutti gli iscritti, nessuno è riuscito a trovare un’occupazione, hanno avuto difficoltà enormi persino a procurare agli iscritti un mese di stage!!! Ragazzi credetemi, una vera fregatura!

  4. butterfly79 ha detto:

    io non la farò mai la sissis !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! una grande presa per il c….per poi rimanere precari sino alla pensione, ma fatemi il favore…..
    e come tante pecore al posto di ribellarsi del sistema, che fanno ???? Si iscrivono…in italia siamo delle pecore, ecco perchè le cose cambiano, ma in peggio…
    per non parlare poi dei master: ne ho fatto uno unversitario in beni culturali ed eccomi ancora qui disoccupata; lo stage è stato scadentissimo e non mi ha lasciato nulla..
    che depressione, davvero sto valutando di prendere in gestione un’edicola…

  5. victor ha detto:

    poverini io dopo il diploma mi sono detto entro nel mondo del lavoro oppure faccio l’ università?? ebbene sono entrato nel mondo del lavoro e dopo un esperienza decennale oggi sono responsabile commerciale estero, guadagno molto di piu’ di un laureato , e soprattutto ho sotto di me laureati !!!!!!!!La domanda è un altra conta piu’ un diploma e un esperienza decennale oppure un diploma e poi la laurea universitaria? beh vista la mia esperienza ….la risposta è chiara!

    • az123bcd ha detto:

      Caro Victor,
      la tracotanza con cui lei avvilisce le persone che hanno scritto su questa pagina è disgustosa. poverini a chi? ma forse qui chi è poverino è lei! quale azienda mette una persona in condizioni di maturare 10 anni ?? che vuol dire che ha sotto di lei laureati?? che lei è il re sul trono e gli altri sono i sudditi? si ritenga fortunato anzi super fortunato, e non si permetta più di rovesciare la sua protervia e profonda superbia sugli altri!!

  6. luca ha detto:

    ciao ragazzi scrivo per segnalarvi che il master in “Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di eventi” del prof Borello dell’Università degli Studi di Firenze Facoltà di lettere NON SERVE A NIENTE.
    (opinione condivisa da tutti gli studenti dell’edizione 2007)
    Corsi insignificanti, senza contenuto e disorganizzati; Stage non professionalizzanti (volantinaggio e fotocopie); evento finale una farsa già organizzata dallo staff; infine professori e tutor che lasciano molto a desiderare dal punto di vista umano.
    Scrivo tutto ciò per rendere un servizio alla comunità di studenti affinchè non perdano tempo e denaro come è successo a me.
    Per ulteriori informazioni non esitate a contattarmi all’indirizzo lukakokko@libero.it

  7. Marzia ha detto:

    Ciao a tutti, scrivo solo x dirvi ke chiunque cercasse info su master in marketing e mangement,mi raccomando non buttate soldi al Mumm della Sapienza,tante belle promesse e pochi fatti.Io ci sn passata e ho tanti di quei nervi x aver buttato i soldi ke neanke potete immaginare…

  8. Anna Maria ha detto:

    @luca kokko: evidentemente l’azienda presso la quale hai svolto lo stage ha reputato non fossi in grado di far altro che fotocopie tant’ è che credo tu abbia conseguito il titolo con il voto minimo

  9. rosalba ha detto:

    victor……son contenta per te, però mi permetto di dire che quello che funziona male è questo Paese..E questo non deve farci smettere di credere nel valore della cultura e dell’istruzione!
    Sarai sicuramente in gamba, non lo metto in dubbio, ma hai scritto un intero periodo privo di virgole, di virgolette e di apostrofi ove erano necessari. (vedi “un altra” senza apostrofo).
    Cioè, non è la nostra laurea a non avere valore. Se non avessi studiato non sarei la persona che sono, la mia mente sarebbe chiusa e ottusa, e sono invece fiera del mio percorso. Il punto è un altro. Il punto è che in questo Paese tutto ciò non ha valore e a tutto ciò non corrisponde il dovuto riscontro in termini economici e di sbocchi occupazionali. Questo non deve, a mio parere, farci dire “non serve studiare, non serve prepararsi, non serve formarsi”.

  10. master ha detto:

    A mio avviso i master sono un ottimo trampolino di lancio nel mondo del lavoro permettono di acquisire conoscenze pratiche che la scuola e l’università non forniscono

  11. franco ha detto:

    Caro Victor, quell’aria di compatimento scrollatela da sopra.
    In genere persone come te non hanno scelto di non “fare” (sarebbe più corretto dire “studiare all’università”) ma hanno dovuto optare per un lavoro!
    Perfetto, ora guadagni più di un laureato, cosa per altro semplicissima perchè un laureato in italia guadagna quanto un cameriere!..quindi suppongo che guadagni poco più di un cameriere!
    Per quanto attiene alla tua evidente e banale conclusione-risposta posso aggiungere che questo vale solo in Italia e che tu sei un esempio eclatante di tutto ciò che in Italia non funziona!
    ….hai sotto di te laureati? termine infelice che vuol dire sottomissione e di cui evidentemente ti glori!..spero di non incontrarti mai! saprei io come metterti ko Un Laureato

  12. […] un buon successo nel mondo del lavoro. Non sempre però i risultati sono assicurati, secondo Francesco Lo Dico, ed è quindi necessario scegliere il master universitario più […]

  13. Shaun ha detto:

    Hello! I just wanted to ask if you ever have any problems with hackers?
    My last blog (wordpress) was hacked and I ended up losing a few months of hard
    work due to no backup. Do you have any methods to
    protect against hackers?

  14. Luca ha detto:

    Studio, studio e poi sono disoccupato, al massimo trovo lavori da commerciale – piazzista: tipo Ina e Mediolanum.

  15. Tracy ha detto:

    Nice post. I learn something totally new and challenging on blogs I stumbleupon everyday.
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  16. It’s truly very complicated in this full of activity life to listen news on Television, so I just use world wide web for that reason, and obtain the latest information.

  17. LA VERITA E ha detto:

    QUESTO ERCHE’ LO STUDIO NON E’ PER TUTTI MA DI CHI SE LO PUO’ PERMETTERE SENNO’ E’ MEGLIO SMETTERE PRIMA.. ORMAI TUTTI I GIOVANI SONO LAUREATI E NESSUNO VUOLE FARE LA GAVETTA PERCHE’ PENSA DI AVERLA GIA’ FATTA ALL’UNI. INVECE NON E’ COSI’.. IL SIGNORE CHE DICE DIPLOMA E 10 ANNI DI ESPERIENZA VALE PER 10 ANNI FA APPUNTO ADESSO CI VUOLE LA LAUREA E 10 ANNI DI ESPERIENZA PROPRIO PERCHE’ LA LAUREA E’ INFLAZIONATA.. POI CHI HA SCELTO LETTERE FILOSOFIA ETC SE LO PUO’ SOGNARE IL LAVORO QUESTA E’ LA VERITA’.. MIA MOGLIE DOPO LA LAUREA IN SC.INFERMIERISTICHE E DOPO AVER TROVATO SUBITO IL LAVORO NON SAPEVA CHE FARE E VOLEVA ISCRIVERSI A FILOSOFIA PERCHE’ GLI PIACEVA E IL PRESIDE DELLA FACOLTA’ DI BARI GLI HA DETTO CHE STUDIA FILOSOFIA SOLO CHI HA TEMPO E DENARO PER DEDICARE LA SUA VITA ALLO STUDIO (PERCHE’ MIA MOGLIE SI FACEVA IL PROBLEMA DI NON POTER FREQUENTARE DATO CHE LAVORA) SCORDIAMOCI UN SISTEMA COME QUELLO AMERICANO PERCHE’ LI BISOGNA ESSERE BRAVISSIMI PER ANDARE ALL’UNI IN QUANTO DOVREMMO CONFRONTARCI CON UN NUMERO PARI DI RAGAZZI A QUELLI DI TUTTA L’UE SE NON DI PIU’.

  18. Carlo ha detto:

    I master servono sicuramente a rendere più ricchi chi li organizza! All’atto pratico ci sono tanti ebeti laureati che fanno un master pagando 3.000 o 5.000 euro! Cavolo mettetevi altri 5.000 euro da parte VI APRITE una piccola attività!! Laureati…e fessi. 🙂

  19. az123bcd ha detto:

    credo che le valutazione sui master siano oggettive. l’esperienza non si matura senza competenze e nessuno mette i giovani in grado di farla. la laurea in se non ha più alcuna validità ,occorre saper scegliere un buon master, e ci sono persone capaci e preparate. non è bene oltraggiare la classe dei laureati con termini come ebeti ,tutti fanno sacrifici e non è certo compito nostro sindacare sulle scelte di coloro che si sono formati a colpi di ore di studio! ognuno può scegliere ciò che più gli garba anche in base alle proprie possibilità; nessun lavoro consente di metterti da parte 5000 euro e non sta a nessuno giudicare i soldi che le persone possono spendere!!! la verità è che in ITALIA le possibilità di lavorare sono ridotte all’osso da un sistema di tasse e di burocrazia alienante. per non parlare dei soliti figli di papà che trovano la strada spianata.
    ma ci prendiamo in giro?

  20. Ho da poco provato ad entrare in un master del Sole 24 ore senza risultati! Ho 26 anni e sono laureata in magistrale in storia dell’arte all’università la sapienza di Roma e mai mi pentirò dei miei studi anche se hanno una strada in salita! Purtroppo come si sa, l’università non da nessuna competenza pratica e ti lasciano una laurea che ha solo teoria e basta! Ho provato a chiedere la borsa per questo master in manegement dei beni culturali… mi hanno proposto una borsa del 25% su 14.000€ di costo totale del master! La borsa intera era solo una e non potevano darmela! Ho dovuto rifiutare perché non posso pagarmelo e i mie genitori non possono aiutarmi in nessun modo in quanto anche loro stanno messi molto male a livello economico! Una mia amica invece lo va a fare ma pagando! Infatti l’hanno presa senza se ne ma! Tanto paga 14.000€ quindi loro sono contentissimi!
    Ormai sono sempre più delusa da questo sistema! E’ indecente che un master costi tutti questi soldi e che possano farlo solo chi è figlio di papà o solo chi ha possibilità economiche!
    Ho anche mandato l’ISEE per richiedere la borsa e nonostante abbia un ISEE bassissimo, ai limiti della decenza per vivere, si sono attaccati al fatto che il test non fosse andato benissimo (il test di inglese era andato bene, ma quello di logica un po’ meno) e mi hanno proposto una borsa del 25% solo perché gli ero piaciuta tanto e avevo un buon curriculum secondo loro! Ho dovuto rifiutare in tronco! Adesso mi domando, ma un master, non un posto di lavoro, non dovrebbe avere come requisiti d’entrata uno stupido test (che lascia il tempo che trova), ma dovrebbe dare possibilità a chi non ha soldi di potersi formare! Io già so che senza borsa non potrò fare nessun master perché non ho possibilità economiche, quindi dovrò arrangiarmi in altri modi! Probabilmente emigrerò all’estero!

  21. Domenico ha detto:

    Partiamo dal presupposto che il master universitario italiano (di primo o secondo livello non importa) all’estero non ha alcuna equipollenza. Nessuno si è mai chiesto il perché?!? Perché è un vulnus tutto italiano. Perché all’estero con uno o due anni di specialistica ottieni quelle competenze pratiche che ti permettono l’inserimento in un mercato del lavoro che non esclude nessuno. In Italia invece dopo una triennale e una magistrale, sei quasi obbligato a scegliere un master e allora inizi a guardare sul web, trovi master in ogni ambito possibile immaginabile, con costi che vanno dai 300 euro ai 30.000 euro, offerti da università pubbliche, private, scuole di formazione di dubbia origine. Io ne ho scelto uno in ambito amministrativo, offerto dall’università in cui ho studiato. Un master che non c’entra niente con i miei precedenti titoli di studio umanistici. Però volevo costruirmi un’alternativa, reinventarmi dopo un anno passato a mandar giù delusioni per l’assenza di sbocchi lavorativi. Così mi sono iscritto, 2500 euro il costo diviso in tre rate, e sin dall’inizio ho preso atto della fregatura. Un master aperto a tutti i laureati ma pensato solo per chi lavoro nella pubblica amministrazione. Sette mesi di lezioni inutili, con docenti spesso incapace di fare lezione se non leggendo le slide dai loro costosi tablet, facendoci fare prove di fine modulo a casa. Poi due mesi di laboratorio di progettazione, passati a girarsi i pollici ascoltando “esperti” che di tutto parlavano senza mai fare un esempio sui loro precedenti lavori. Infine il tirocinio, 300 ore presso un ente pubblico a fare fotocopie e più semplicemente a rigirarmi i pollici. Adesso sono in questa fase, ma ho intenzione di ritirarmi. Troppa la delusione per questi mesi buttati al vento e per i soldi bruciati. Un titolo inutile, senza alcun sbocco lavorativo. Che senso ha completarlo?!? Meglio rituffarmi nelle mie passioni autentico, quelle per cui ho studiato.

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