Le tre “esse” che avvicinano l’Italia alla Virginia

casa.jpgIn anteprima per i lettori del blog, l’articolo di Casa Banfi che trovete domani sul nostro quotidiano. Intanto potete partecipare al sondaggio sul nostro sito

L’altro giorno nella scuola media di una delle mie figlie, in attesa di colloquio, mi è capitato di ascoltare un insegnante che insisteva con una mamma: ma lei lo sa che cosa fa suo figlio al computer tutte quelle ore? Ma lei si rende conto che oggi a undici anni cominciano a bere alcol e fanno sesso con i loro coetanei? La madre sembrava provata alla fine del colloquio. Come se il cielo le fosse caduto sulla testa. Alla strage terribile del Virginia Tech di Blacksburg in Virginia, dove sono morti 33 studenti, ci sono state due reazioni a casa Banfi. La prima è di difesa. Ed è riassumibile così: da noi non succederà mai, perché non c’è il supermarket delle armi che c’è negli Stati Uniti, non esiste quel tipo di paranoia bellicista. Mio figlio grande ha ricordato il film di Michael Moore, Bowling a Columbine che abbiamo anche in dvd. È una tipica vicenda americana, come purtroppo periodicamente accade negli Usa. D’altra parte non esiste una legge sul porto d’armi oltreoceano, chiunque con i soldi può comprarsi fucili, mitragliatori eccetera. Poi però c’è stato fra di noi un altro moto istintivo, una reazione uguale e contraria, venuta a galla nella discussione: quanto siamo diventati simili! Basta vedere i filmati realizzati con gli studenti scampati alla strage. Anche loro col telefonino, anche loro in un meccanismo infernale di auto-referenzialità, anche loro con un’enorme solitudine nei popolosi campus studenteschi. Tanto che nessuno si è reso conto che quel ragazzo di origine asiatiche stava male per davvero. Ieri è emersa la pista passionale come movente del gesto. «Stava cercando la fidanzata», hanno detto ma non si sa ancora se sia tra le vittime. Solitudine, soldi e sms, tre esse che anche da noi, nelle nostre scuole, vanno fortissimo, tre “s” che per una generazione viaggiano in parallelo. Certo in Italia non è mai avvenuta una strage di queste proporzioni in una scuola, ma i casi di suicidi e di disagio si moltiplicano. Che cosa c’è di sbagliato nel nostro modo di convivere? Questa è la domanda giusta che alla fine tutti ci facciamo. Di fronte a una strage come di fronte al suicidio di una ragazzina, violentata dai compagni di classe, o di un giovane accusato di essere omosessuale. Non sono episodi qualsiasi, non sono episodi avvenuti lontano, ma è cronaca italiana di questi giorni. Diciamocela tutta: la Virginia è dietro l’angolo. È inutile fare finta di non saperlo. Speriamo solo di mantenere la nostra legislazione nel campo delle armi. Esiste poi un’emergenza sociale, quella della solitudine dei giovani, troppo sottovalutata dagli adulti di oggi. Che neanche si rendono conto.

casabanfi@indipendenteonline.it

Annunci

One Response to Le tre “esse” che avvicinano l’Italia alla Virginia

  1. Lorenzo Grossini ha detto:

    E se alla conta si aggiungono anche strage e suicidio, come per magia le “s” diventano 5

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: