Al Qaeda, devono rispondere le moschee

GiornaleLe autobomba di Algeri hanno chiarito la strategia di al Qaeda: allargare l’offensiva terroristica nel Mediterraneo e colpire i regimi dei Paesi arabi a partire del Maghreb. Non è un caso che in Algeria il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc) ha cambiato nome dall’inizio dell’anno ed è diventato “al-Qaeda per il Maghreb islamico”. Questo particolare è significativo per due motivi. Il primo rivela una alleanza con i gruppi islamisti locali per bloccare il progresso democratico e imporre con la forza la legge islamica. Il secondo è allargare la guerra all’Occidente facendo crollare il turismo e mettendo a rischio le forniture di greggio. E questo accade non solo nei Paesi arabi. Gli strateghi di al-Qaeda sanno che dall’Africa del Nord è più facile rafforzare la rete jihadista, trovare alleati, addestrare kamikaze, finanziare moschee e organizzare attentati in Europa. Perché al-Qaeda ha creato un forte retrovia per portare avanti la sua strategia di terrore e di morte. Finanze, comunicazioni, investimenti. Campi di addestramento in Mali, radici profonde in altri Paesi africani e sfruttamento dei canali dell’immigrazione. Non c’è dubbio, le vicende militari dell’Afghanistan, dell’Iraq e del Medio Oriente hanno rafforzato la visione strategica di al-Qaeda. Quella di combattere contro gli Stati, le istituzioni, i simboli del potere economico e militare. Tutti gli attentati organizzati sotto la sigla di al-Qaeda hanno messo i governi contro il muro. Da Nairobi a New York, da Casablanca a Madrid, da Bali a Londra, da Baghdad ad Algeri. Nella capitale algerina sono stati colpiti il palazzo del governo e la caserma militare di Ben Ezzouar. Un attacco pieno di simboli, non solo perché è stato perpetrato l’undicesimo giorno del mese. Come se fosse una punizione islamica dopo che il governo algerino aveva deciso di escludere dalle elezioni politiche del 17 maggio prossimo la formazione islamista “El-Islah”. Il suo leader, Abdullah Djaballah, predica apertamente la creazione di un regime islamico. Ma come si può fare fronte agli attacchi di al-Qaeda? Innanzitutto, serve l’unità delle forze politiche nella lotta al terrorismo. Con gli strumenti dell’informazione e della sicurezza. Le ultime recriminazioni e i sospetti sui rapimenti in Afghanistan non hanno fatto altro che alimentare la forza dei terroristi. Ma non basta nemmeno l’intesa politica. Ci vogliono azioni. Il governo deve fare una campagna nazionale di educazione civile in favore del rispetto della Costituzione che deve valere per tutti: cittadini ed emigrati. Perché la predicazione dell’odio in alcune moschee è una delle vie del terrorismo che apre le porte ai kamikaze.

di Justo Lacunza Balda 

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2 Responses to Al Qaeda, devono rispondere le moschee

  1. ppaaoollaa ha detto:

    Che differenza c’è tra un omicidio schiettista e uno dei nemici dell’umanità?

    Ma è chiaro, noi colpiamo solo pesci grossi marci puzzolenti, i nemici dell’umanità invece colpiscono gente inerme, pesci piccoli, innocenti, o addormentati in piedi.

    Ti faccio un esempio concreto, se qualcuno domani ammazzasse Letizia Moratti ci sarebbe gran festa popolare. nelle scuole pubbliche ci sarebbero canti, balli e urla. La gente a Milano si incontrerebbe per strada e si direbbe: “hai sentito la novità?”. “No quale?” “Hanno ammazzato la Moratti,il sindaco”, ed entrambi scoppierebbero a ridere.

    Ci sarebbero delle cerimonie funebri di rito, ma il marito per primo sarebbe contento e penserebbe; “meno male, con tutto quello che mi costava, così incasso il premio dell’assicurazione sulla vita e me ne trovo un’altra più giovane.”

    Poi gli altri membri della sua famiglia sotto sotto fra di loro si direbbero che un po’ se lo meritava, e saggiamente osserverebbero che chi la fa se la deve aspettare.

    Anche in consiglio comunale sarebbero contenti, tutti farebbero un piccolo balzo in avanti, in casa DeCorato stapperebbero bottiglie delle migliori marche per la tanto agognata poltrona di sindaco che gli verrebbe assegnata ad interim.

    E così via. Nessuno si vendicherebbe. L’omicidio sarebbe compiuto dal solito folle isolato senza casa, senza lavoro, senza famiglia, che qualche anno prima era stato licenziato da una scuola privata perchè aveva osato dire che la Moratti era una stronza.

    Un chiaro caso di vendetta personale.

    Invece i nemici dell’umanità fanno omicidi come quello Biagi, o l’attenttato delle due torri, o quello di Bologna, per cui la gente non prova nessuna gioia, che sa che ne dovrà patire le conseguenze, e che non cambia nulla.

    Gli omicidi degli schiettisti aprono il futuro, quelli dei nemici dell’umanità lo chiudono.

    Ecco la differenza.

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