Scuola violenta? Giustifichiamo troppo i nostri figli

casa.jpgC’è stata una discussione fra di noi a tavola su di chi sia poi davvero la colpa di tanto degrado nella scuola, e in particolare nella scuola media di oggi. La scintilla è un episodio che riguarda mia figlia piccola e per cui sia io che mia moglie abbiamo parlato a lungo con i docenti. Sono insegnanti bravi e appassionati, ma di fronte al cosiddetto bullismo tentano di arginare disperatamente il fenomeno come possono e hanno due muri su cui scontrarsi: le famiglie e i presidi. Nel senso che i genitori innanzitutto tendono a giustificare, coprire, avallare ogni comportamento, anche il più vergognoso. E i responsabili degli istituti scaricano le colpe, non vogliono grane, sono terrorizzati dai familiari arrembanti e tracotanti. Mia moglie, che è contemporaneamente docente e madre, si trova a vivere una situazione quasi di sdoppiamento. Come prof, una volta, per dire, si è vista apostrofare dalla madre di una ragazza, convocata perché la figlia ne aveva fatte di tutti i colori: «Adesso se trovate una cacca di piccione, dite che è Serena mia che gli ha dato il Guttalax!». Fenomenale. I genitori sono spesso i primia trovare le scuse peggiori per non vedere il cattivo comportamento dei figli. Ernesto Galli della Loggia sul Corriere dellaSera ha celebrato un solenne “Addio ai padri”, citando un allucinante dialogo alunno-docente rintracciabile in Youtube, in cui lo studente chiede all’insegnante se non abbia mai pensato a prostituirsi per guadagnare di più. A quel ragazzino non è accaduto nulla. Niente dal padre, niente dal preside. Vi sembra possibile? Assolutamente sì. E ci sono pochi giri di parole da fare. Se sei oggetto di un atto di violenza o di bullismo, l’unica risorsa è prendere e cambiare ambiente scolastico. Nel dibattito che si è sviluppato dopo l’ultima puntata di Casa Banfi, dove prendevo le difese di quel padre di Como che ha cercato di vendicarsi da solo, c’è chi mi ha rimproverato l’annotazione su “ricchi contro poveri”. Semplicemente sostenevo che le scuole dell’obbligo migliori sono quelle dei quartieri con molti immigrati, ragazzi che hanno ansia di imparare. Vedo che Galli della Loggia è della stessa opinione, anche per lui la ricchezza sproporzionata di una generazione di dodici-tredicenni con telefonino e jeans strappato apposta c’entra eccome.

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