Rettorato blindato

È la vera campagna elettorale perugina quella che si sta tenendo in questi giorni per il rinnovo del rettorato dell’università del prossimo 10 maggio. «Le altre», come ha scritto Curzio Maltese su Repubblica in un’”inchiesta” su chi comanda a Perugia (dove sono taciuti tutti gli scandali politico economici dell’ultimo anno) «si chiudono di fatto quando i Ds locali comunicano i nomi dei candidati alle poltrone di sindaco, presidenti di provincia e regione». Eppure anche questa per il rettorato sembra essere una campagna elettorale anomala. Anzi tutto perché il magnifico rettore, Francesco Bistoni in carica da sette anni, dopo aver ottenuto una proroga al suo secondo mandato nel 2005 ha pensato che non fosse ancora venuto il tempo di passare la mano. E così ha messo a votazione una modifica allo statuto per prorogare il suo incarico. Prima però, come denunciano i suoi oppositori, ha fatto piovere sull’ateneo perugino una manna di prebende: dagli aumenti al personale tecnico-amministrativo alla nomina a professori ordinari di quarantasei docenti di medicina. In questo clima si è andati al voto – palese nella maggior parte delle facoltà – dove ha vinto, di misura, il partito della modifica dello statuto. Ma non è finita. La firma per ufficializzare la modifica allo statuto dal ministero è arrivata in tempi di record: una settimana. In media, perché da Roma si dia il placet a un’atto amministrativo così importante ci vogliono almeno un paio di mesi. A Perugia sette giorni. Un altro mistero umbro? No. Semplicemente, rivelano fonti interne all’università, sembra che uno degli uomini dell’entourage di Bistoni, Maurizio Oliviero, docente di diritto costituzionale, abbia ottime entrature nel gabinetto del ministro dell’Università Fabio Mussi. Che invece sembra sia rimasto contrariato da questo blitz perugino. Ma Mussi può poco. Su Bistoni converge il consenso di tutto il potere umbro: con poche eccezioni politiche. Come quella del senatore dell’Udc Maurizio Ronconi che teme per l’autonomia dell’università perugina, come del resto l’ex prorettore Anna Torti che si è dimessa dopo la modifica dello Statuto adducendo proprio il rischio per l’autonomia dell’ateneo. «Nel momento in cui la presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti e il sindaco di Perugia Renato Locchi», dice Ronconi all’Indipendente «guardano con benevolenza al terzo mandato al rettorato del professor Bistoni io mi preoccupo molto. Il problema è che preoccuparmi sono da solo». Il centrodestra – Forza Italia e An – infatti non solo non hanno detto una parola sull’autoproroga di Bistoni al rettorato ma ne sostengono addirittura la candidatura. Perché? Il dissenso silenzioso all’interno dell’università perugina – che sta inondando di mail anonime i docenti dell’ateneo e alcune redazioni giornalistiche – ha una spiegazione anche per questo: il potere di Bistoni ha cooptato anche l’opposizione. Accanto a queste considerazioni e ad accuse di nepotismo rivolte a Bistoni nelle circolari del dissenso compare anche un listone di presunti beneficiati dall’attuale rettorato: professori universitari e amministrativi. Contro Bistoni si candida il preside di Veterinaria di Perugia Franco Moriconi: «La mia è una candidatura trasversale che si basa sul rispetto dell’autonomia dell’università. Occorre ci sia il rispetto dei ruoli e delle funzioni di ciascuno. Senza invasioni di campo». Sarebbero dichiarazioni abbottonate se non fossimo a Perugia.

di Riccardo Paradisi

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