Free tibet o Tibet for free?

marzo 28, 2007

Oggi sugli url della Stampa leggo questo titolo: “Tibet in vendita per 10 miliardi“. Si parla di un possibile ingente investimenti di fondi cinesi per creare una serie di infrastrutture a supporto del Tibet. Tra le altre cose si parla anche di una possibile influenza cinese per la scelta del nuovo Dalai. Ma quale è in realtà lo scopo di questo post? Siamo a favore o contro il legame Cina Tibet? In relatà è tutto un pretesto per poter inserire lo spezzone di Family Guy (per chi lo segue nella versione italiana, I Griffin) che vedete qui sotto.

ps: per i non anglofoni free può voler dire anche gratis

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Io sto con il padre che ha picchiato i bulletti

marzo 28, 2007

casa.jpgSolidarietà umana e politica, come si diceva una volta, per il padre di Como che ha aggredito fisicamente i cinque bulletti delle medie che hanno fatto del sesso orale con sua figlia e hanno ripreso l’evento con il telefonino, realizzando un video che ha fatto il giro di tutta la scuola. Ne ho parlato con mia figlia dodicenne, ma, purtroppo, per lei e le sue amiche l’episodio non è così grave come per noi genitori. Certo il papà di Como ha cercato di farsi giustizia da sé, rischiando di rovinarsi ulteriormente la vita. Ma perchè lo ha fatto? I ragazzini sono e resteranno impuniti, così come i loro genitori che li coprono e li comprendono. La dodicenne è due volte vittima. Vittima del branco di maschi che oggi spiegano che era consenziente con il sorrisino sulle labbra. Vittima della reputazione sociale che subito le hanno cucito addosso: la lettera scarlatta della ragazza facile, spedita a tutto l’istituto via cellulare pagato da papà e mamma. Che voltastomaco! I grandi non sanno più che cosa dire a questi adolescenti bombardati da una cultura che li fa crescere troppo in fretta, si fermano al “prometti di non farlo più”. E mostrano tutta la loro debolezza. Non c’è argine all’ignoranza e alla superficialità con cui i ragazzini spendono la propria vita, senza neanche rendersene conto. Fra di noi genitori che abbiamo figli dodicenni e che frequentano le scuole medie statali, l’allarme è alto. Il resto della società non si rende conto che stiamo perdendo il contatto con un’intera generazione, lasciata andare alla deriva. Si salvano i ceti sociali più modesti, le scuole piene di giovanissimi figli di immigrati che hanno una gran voglia di studiare e di inserirsi. Soffrono le scuole dei figli della grande borghesia cittadina, fra i quali già a undici-dodici anni circola la droga e c’è il mito dell’ubriacatura da birra il sabato sera. Griffati, con la cintura dei pantaloni alla caviglia, il sedere in mostra, fanno anche pena perché gli adulti, ormai stufi di averli accuditi, non li seguono più, li abbandonano come se fossero già cresciuti. Il guaio è che non lo sono ancora. Per niente. Hanno molte legittime fragilità, subiscono la reputazione fra i coetanei, i modelli della tv, la legge del branco. Questa delle scuole dell’obbligo è un’emergenza nazionale. I giornali parlano di video e di bullismo, e così minimizzano, trascurano il centro della questione. Non si chiedono da che cosa prendano le mosse tutti questi recenti episodi, ma penso che le famiglie siano strutturalmente svantaggiate in questa situazione. Per questo mi fa simpatia il padre violento di Como. Sbagliando, ha cercato di ribellarsi a una situazione ingiusta.


Se potessi avere 1000€ al mese

marzo 27, 2007

Per chi si trova a iniziare una vita al di fuori delle mura domestiche la situazione di solito non è delle più rosee. All’inizio c’è l’entusiasmo della novità, il senso di responsabilità, il sapore della libertà, di potercela fare, di avere il mondo sul palmo della propria mano. Poi quando magari inizia a scadere il contratto a progetto, bisogna cambiare casa o inizia ad allargarsi la famiglia le cose possono anche cambiare. Molti ragazzi si trovano in questa situazione e molti vorrebbero esserlo, ma non riescono a farlo per problemi che, di solito, sono prettamente economici (i mammoni alla Tanguy li lasciamo stare per questa volta).

A tal proposito c’è sul supplemento Noi dell’Avvenire di domenica 25 marzo (il link si riferisce al numero precedente) un reportage di alcune pagine in cui vengono raccolte le testimonianze di giovani che, pur fronteggiando situazioni economiche non rosee o di lavoro procario, hanno deciso di sugellare il proprio amore col vincolo del matrimonio. Il compendio di storie proposte su supporto cartaceo, lo si ritrova anche sulla rete, infatti fanno parte del blog sposisubito.it. Consultando la pagina (che per ora non ha ancora dato il via ai commenti liberi) si leggono un po’ tutte le situazioni. Ovviamente chi decide di operare tale scelta, lo fa alla luce dell’ottica di vita cristiana. Quindi niente convivenze, ma fiducia nella vita di coppia “legale” agli occhi di Dio. C’è spazio anche per le voci (poche, una) fuori dal coro. Carlo di Milano parla infatti di incoscenza, piuttosto che di amore. Mettere al mondo un figlio in una città come la capitale meneghina, senza avere solide basi economiche o, almeno, una casa di proprietà, vuol dire non avere sale in zucca, secondo l’avvocato 30enne milanese. E come dargli torto del resto.

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Italiani: calciatori di palloni e cacciatori di poltrone

marzo 27, 2007

Italo CucciC’era una volta la politica sportiva. E aveva una funzione importantissima: teneva sotto controllo il Palazzo dello Sport. Non dove si svolgono gli eventi agonistici ma dove si decidono i destini di un apparato che dal 1913 non ha avuto bisogno di essere gestito dal Governo attraverso ministeri e ha invece goduto di una autonomia praticamente cessata nemmeno un anno fa, quando è stato costituito il Ministero delle attività giovanili e sportive affidato a Giovanna Melandri. Oggi siamo ad un passo dall’elezione del nuovo presidente della Federcalcio squassata dagli scandali, demolita da un ventennio di conservazione e di asservimento ai potentati dei club più ricchi, e già si sa chi sarà eletto ma non si conosce il suo programma. Che trattandosi di Giancarlo Abete (intervista qui), già copresidente di Franco Carraro , non può che essere di pura restaurazione. Non ce l’ho con Abete, anche se trovo di scarso gusto affidare la Federazione a chi già ne era parzialmente in possesso con il ruolo di staffettista. Ce l’ho con chi ha già organizzato e vinto i giochi della successione secondo la peggior metodologia della Prima Repubblica, in assenza di democrazia e di quella trasparenza che dopo i fattacci del 2006 doveva essere al primo punto di un programma nuovo, coraggioso, pulito. Democrazia non vuol dire soltanto mettere a conoscenza delle proprie idee – nel caso esistano – i vari settori del calcio. Democrazia significa comunicare anche al popolo degli sportivi che si vuol fare dello sport italiano. S’è fatto sentire poco, il mormorante Abete , e di quel poco restano tracce inquietanti:abbiamo letto, ad esempio, che ha richiesto, ascoltato e certo accolto anche i buoni consigli di Franco Carraro, al quale ho fatto ponti d’oro nell’ora della fuga purché non fosse restaurato il suo potere. Non dico quindi a lui di farsi da parte ma a Giancarlo Abete di far sapere il succo della propria augurabile autonomia. Avevo un candidato, alla presidenza federale, e proprio qui l’ho scritto, qui l’ho invocato: Luca Pancalli.
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Il boccino del Cavaliere per sparigliare gli scacchi truccati del governo

marzo 27, 2007

Giornale

Mentre scrivo questo articolo, invidio Romano Prodi. Lui è in Brasile, al caldo di un Paese effervescente, e noi siamo qui, nell’umidità dell’Italia immobile. Il governo si trascina sull’orlo di una crisi possibile ogni secondo, sfidando qualsiasi legge di gravità con l’inerzia della sopravvivenza e con l’attitudine, ormai condivisa da tutti gli azionisti di maggioranza di palazzo Chigi, a minimizzare. Tanto, pensano, la nottata passerà e domani è un altro giorno. In questa partita con gli scacchi truccati, e sulla pelle di qualche milione di elettori, la mossa decisiva, altro paradosso della nostra cronicizzata precarietà, spetta a chi esercita ancora il ruolo di capo dell’opposizione, numeri alla mano. Cioè a Silvio Berlusconi. Da qualche giorno il Cavaliere pensa, e ha buoni motivi per farlo. La scacchiera dice questo: con un alito di vento, oggi o domani, il governo cade, e a quel punto si aprono due scenari. Elezioni o governo istituzionale a termine. Il primo non è gradito a tanti, dal Quirinale a un blocco politico trasversale; il secondo urta le naturali attitudini di Berlusconi che, se potesse, farebbe una campagna elettorale al giorno. E forse le vincerebbe tutte, anche perchè i sondaggi sono decisamente dalla sua parte. Ma, mi auguro che il leader di Forza Italia si faccia anche questa domanda: se il centrodestra dovesse vincere le improbabili elezioni, a quel punto che cosa accadrebbe? Risposta: nelle attuali condizioni non sarebbe in grado di governare il Paese con la necessaria autorevolezza e stabilità. Resta l’alternativa del governo a termine, per fare poche cose (dalla riforma elettorale a una nuova finanziaria) e per dare il tempo ai due poli di ristrutturarsi per poi presentarsi, separati e antagonisti, agli elettori. È l’alternativa più utile al Paese, più condivisa da chi ancora, in questa palude di egoismi e di ricatti incrociati, riesce a individuare un frammento di interesse nazionale. Berlusconi non la scarta, ma la teme per tre fondati motivi.

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Se volete chiamatemi Oscar

marzo 26, 2007

Ecco tutti i vincitori delle sette categorie “Youtube Video Awards 2006

– VIDEO PIU’ CREATIVO
Vincono gli OkGo.
Lo scatenato quartetto questa volta è impegnato in una spettacolare coreografia.
Già soprannominati i Beatles del tapis-roulant.

– MIGLIORE COMMEDIA
Premio al cortometraggio del “naufrago” Smosh.
Riuscirà a cavarsela senza Venerdì e FedEx?
E l’isola è davvero deserta?

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TubeBombing? Giù per il tubo

marzo 26, 2007

YouTubeFinalmente Caymag è tornato dopo un periodo di pausa e di lassismo e lo ha pure fatto in grande stile, con un bel post su YouTube (da non confondersi con uTube, come si legge qui) in cui viene fatta un’analisi a freddo dei suoi pregi e difetti e pure del segreto del suo successo (con confronti a concorrenti più o meno illustri). Il fatto che non ci sia alcun filtro tra l’upload e la visione e il fatto che sia così difficile riusire a ritrovare un risultato senza avere una url precisa su cui indirizzarsi mi fanno pensare che sarebbe interessante (???) provare a fare del bel youTube-bombing in perfetto stile Italia.it. Magari con il video di Rutelli…che ne dice in proposito scandaloitaliano? Lo facciamo così almeno possiamo avere qualche parere sulla sua pronuncia? “Yes, pliz